Mentre in passato per costruire uno specchio si ricavava per fusione un disco piatto di vetro e successivamente lo si levigava fino a dargli la forma voluta, la tecnica impiegata allo Steward Observatory consiste nel versare vetro fuso in uno stampo circolare posto all'interno di un grande forno rotante. La forza centrifuga mantiene curva. La superficie durante il raffreddamento. Anche se la curvatura del pezzo così ottenuto non è esattamente quella corretta per un telescopio riflettore, con questa tecnica si riduce drasticamente l'entità della lavorazione richiesta per completare lo specchio. La forma finale, con una curvatura estremamente accentuata, viene ottenuta per mezzo di macchine levigatrici di tipo innovativo opportunamente controllate da un calcolatore. gli specchi realizzati allo Steward Observatory hanno una struttura a nido d'ape - costituita essenzialmente da un sottile strato di vetro sovrapposto a una leggera base a nido d'ape anch'essa di vetro - che contribuisce a ridurre enormemente il peso dello specchio conservandone le caratteristiche di rigidità. Un espediente analogo viene utilizzato nella costruzione dello specchio da 5 m dello Hale Telescope, ma la tecnica attuale permette di spingersi ben oltre e di ottenere specchi composti per quasi tre quarti d'aria. Sebbene alcuni scienziati e tecnici abbiano espresso la possibilità di costruire specchi a nido d'ape molto grandi, finora allo Steward Observatory sono stati realizzati specchi anche di 3,5 m di diametro. L'obiettivo seguente sarà la realizzazione di una serie di specchi da 8 m per alcuni colossali telescopi; tali specchi, almeno per un certo periodo, potrebbero avere l'onore di essere i riflettori più grandi del mondo. Tuttavia in questa gara lo Steward Observatory a due concorrenti altamente competitivi nella Schott Glassworks e nella Corning Glass, che stanno concentrando i propri sforzi su un terzo tipo di configurazione degli specchi, quella a menisco sottile (di spessore costante). Anche in questo caso la fusione avviene in uno stampo rotante, ma uno specchio a menisco sottile non ha una struttura di sostegno e non è quindi in di in grado di mantenere la propria forma senza un ausilio meccanico. La curvatura corretta viene garantita dall'azione di attuatori controllati da un calcolatore, molto simili a quelli che mantengono l'esatto allineamento degli specchi del Keck _Telescope.già nel 1992 si stavano realizzando almeno due telescopi giganti, ciascuno del costo di centinaia di milioni di dollari, che include includevano specchi a menisco sottile. L'ESO iniziò la costruzione del Very Large Telescope (VLT), una schiera di quattro telescopi di 8,2 mt e di otto telescopi da 1 mt, sul Cerro Paranal in Cile.ciascuno degli specchi più grandi è stato progettato con uno spessore di soli 17,5 cm. In Giappone furono stanziati i fondi per il Japanese National Large Telescope da 7,5 mt.
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