quelli della via lattea

Astronomia Scienza e Cultura Individuale

astrofili non associati

 

                                                Home | Autori Articoli | Personalmente | Sitemap |utility |Contatti | Links |
 
    

 Ricerca su Astro e Scienza  Il Motore di Ricerca dedicato                      

Tai chi chuan report da dentro e da fuori

di maximoRed

 

d7c68a0186379e87b758ac8107a3a881.gifUna mattinata piena di disciplinati e disciplinanti d'arti marziali.
Domenica 16 marzo 2008 a Monteporzio un "raduno" al tendone bianco.

Una voce rimbombante, quella di Ernesto Colosimo, che descriveva e presentava le successioni degli eventi.
Non ero mai stato a una manifestazione del genere, sono stato subito colpito, entrando, da due bambini di 10 anni(?) che indossavano un corpetto, un casco e guantoni che se ne davano tra calci e pugni sul tappeto rosso al centro della sala. Di certo, io da neofita, accorgevo stonature nei gesti, perché vederli in quell'atteggiamento davano impressione di un futuro su cui pensare.... Ma so che il loro maestro mi avrebbe detto che non sarebbe stato così.
Poi, Un altro bambino che da solo eseguiva quello che si chiama "Kata", credo, per come si muoveva e per come muoveva le braccia mani e gambe in una danza sincopata, riuscivo a vedere l'aria smossa dai suoi gesti. Un nemico immaginario che non avrebbe avuto chances di scamparla sotto quei colpi, in una sequenza ordinata e mirata. Ho pensato che quando sarebbe diventato uomo, a 25 o 30 anni, in pieno vigore fisico, su chi o cosa avrebbe sfogato quell'arte dirompente, quando davanti non ci sarebbe stata solo l'aria. Ma so che il suo maestro mi avrebbe risposto che è solo disciplina per la mente, non oso contraddire.

Bellissimi i costumi degli Aikidoisti, certamente i migliori, un pantalone/gonna larghissimo ai piedi con un ondeggiare elegante, insomma la comodità sottoforma di indumento. Aikido, un arte che avevo sentito solo nominare. Bello a vederli mentre incedevano sul tappeto, loro vanzavano usando le punte dei piedi e le ginocchia, con una fluidità e naturalezza degna di un essere umano, che varia il suo stato di "erectus" a suo piacimento. Una impressione, nel contempo, di umiltà, suffragata e confermata dall'inchino in segno di rispetto verso tutti i presenti.

I Tang su do-isti; ragazzi e ragazze con un piglio che mostrava sicurezza del sé (più o meno veritiera), erano in formazione pronti a mostrare le capacità di difesa e di attacco in modo elegante. Quelle gambe che roteavano all'altezza delle facce accompagnati da un urlo che avrebbe rafforzato il colpo, Uh! Yaaah! ecc.
Non riuscivo a collegarmi spiritualmente con essi come mi era successo con gli Aikidoisti, forse perché non era nei miei obiettivi spaccare tavolette, figuriamoci le ossa di qualcuno. Ma so già cosa mi avrebbe risposto il loro maestro. In ogni caso belli nei loro kimono bianchi e nei loro movimenti degni di una storia orientale che ci affascina da secoli.

Dopo aver visto queste splendide manifestazioni di forza e concentrazione e loro finalità, ho capito perché il Tai chi Chuan ha scelto me.
La danza di questa arte millenaria ti porta inevitabilmente a renderti conto del "io sono". All'inizio non mi era chiara la lentezza esasperante dei movimenti, poi ho compreso che sta proprio in questo la consapevolezza dell'essere.  Nel tempo che abbisogna al mio braccio che parte dalla spalla per arrivare a chiudere "la frusta" io mi accorgo del mio cuore, me ne accorgo come organo che pulsa, mi accorgo della mente che domina il corpo e, non prendetemi per presuntuoso, mi accorgo del mio libero arbitrio.
Ma non vorrei tediare con una analisi approfondita, anche perché la soggettività è di rigore.

Insomma il nostro gruppo:Accademia Tai chi chuan Il Grande Fiume si è espressa nei movimenti con armonia in un insieme univoco di energia che sollevava l'idea.
 E probabilmente qualcuno da fuori si sarà chiesto a cosa sarebbe servita tutta questa lentezza e a chi o cosa si sarebbe diretta.  Lecito, ma io so cosa risponderebbe il mio Maestro Bruna Moratti.

Alla fine ho vinto una maglietta, tutti abbiamo vinto una maglietta, mi son detto: cavolo! non ha perso nessuno, un piccolo granello di utopia, la nostra goccia nell'oceano.

Ringrazio il mio Maestro Bruna Moratti, Ernesto Colosimo, Ermonia di Marino, ma soprattutto ringrazio tutti gli amici del corso di tai chi.
Per concludere: è stata una bellissima domenica mattina all'insegna della pace, e perdonate, indirizzerei questa ultima affermazione al popolo tibetano che sta subendo il totalitarismo non del popolo cinese ma del governo cinese.
7290e3d319d695b3fab476da11fecabf.gif
P I N G Il carattere utilizzato per il concetto di pace descrive una parte fondamentale della filosofia cinese: il principio dell'equilibrio fra forze opposte. Quando regna l'equilibrio fra gli esseri umani la natura ed il Cielo possono finalmente bilanciarsi lasciando prevalere in tutto l'universo la Pace Celeste. (grazie a  Carlo Di Stanislao & Luigi De Franco per la spiegazione dell'ideogramma. bontàlloro :) )

maximoRed

 

Home