La diffrazione è dovuta alla deviazione di
un'onda ai margini di un ostacolo opaco. Quando l'ostacolo e un oggetto
macroscopico, l'effetto è in genere trascurabile, ma diventa importante quando
le dimensioni dell'ostacolo sono poco diverse dalla lunghezza d'onda della
radiazione. È quindi naturale che l'effetto dipenda fortemente dalla lunghezza
d'onda. La diffrazione è un fenomeno importante nella produzione di colori nella
diffusione della luce da parte di piccole particelle. Lord Rayleigh
ha mostrato
che l'intensità della luce diffusa è inversamente proporzionale alla quarta
potenza della lunghezza d'onda. Ne segue che la luce blu viene diffusa quattro
volte di più di quella rossa. Questa differenza nella diffusione dei vari colori
e in evidente nel colore del cielo durante il giorno. Molecole di gas, polvere e
fluttuazioni di densità dell'atmosfera diffondono particolarmente la luce blu e
per questo cielo appare di tale colore. La luce diretta del Sole, d'altro canto,
viene privata di blu e appare rossastra, particolarmente all'alba e al tramonto,
quando deve attraversare un maggiore spessore di atmosfera. Lo stesso processo
si può dimostrare, facendo attraversare da un fascio di luce bianca del latte
non omogeneizzato diluito con acqua, nei quali centri di diffusione sono le
particelle di grasso e il liquido appare bluastro, mentre il fascio trasmesso
direttamente diviene rossastro. La lucentezza azzurrina della pietra di luna è
dovuta quasi certamente al fenomeno della diffusione. Interferenza e diffusione diffrattiva si combinano nell'ultimo sistema di generazione del
colore: il reticolo di diffrazione. Questo reticolo costituito da una
successione di molte linee o punti equidistanti, con spaziatura non troppo
grande in rapporto alla lunghezza d'onda della luce. La luce che attraversa il
reticolo viene diffusa in tutte le direzioni in corrispondenza di ogni fenditura
e così le onde che passano attraverso fenditure adiacenti possono interferire.
Per ogni lunghezza d'onda esiste un angolo rispetto al fascio incidente per cui
l'interferenza è costruttiva. Per ogni altro angolo le onde si sottraggono.
L'ampiezza di tali angoli dipende solo dalla lunghezza d'onda e dalla distanza
fra le righe o punti del reticolo. Quando un fascio di luce bianca attraversa un
reticolo o viene riflessa da questo, ogni lunghezza d'onda subisce interferenza
costruttiva per un diverso insieme di direzioni. Quindi la luce in ogni
direzione è monocromatica ma, ruotando il reticolo si osserva una serie di
spettri, in parte intersecantesi.
Un reticolo di diffrazione può venire costruito incidendo una serie
di righe parallele su una lastra di vetro, ma un certo numero di sistemi
naturali possiedono pure le dimensioni e l'elevato grado di ordine necessari per
ottenere un reticolo efficiente del visibile. Per esempio, nelle sostanze che
danno origine ai cosiddetti cristalli liquidi le molecole si trovano impilate
con sufficiente regolarità per comportarsi come un reticolo di diffrazione dato
che la distanza media fra le molecole dipende dalla temperatura, anche il colore
del materiale e funzione di questa e può infatti venire impiegato come
termometro ottico. Il più caratteristico reticolo di diffrazione naturale è
costituito dall'opale. Questa pietra costituita da sfere di biossido di silicio
e acqua strettamente e ordinatamente impaccate in un reticolo tridimensionale
con una spaziatura di 250 nm.
Lo spettro visibile
Può sembrare una coincidenza straordinaria
che tanti fenomeni così diversi avvengano in una banda di lunghezze d'onda con
un ampiezza di meno un ottava. E può sembrare ancora più incredibile che tale
banda ristretta coincida con quella cui è sensibile l'occhio umano. In
realtà questa può benissimo non essere una coincidenza. L'interesse di questa
piccola regione dello spettro è dovuto semplicemente al fatto che queste sono le
lunghezze d'onda in corrispondenza delle quali cominciano a diventare
importanti le interazioni fra gli elettroni e la luce. Radiazioni di minore
energia possono influenzare il movimento di atomi e di molecole e vengono quindi
percepite come calore. Radiazioni di energia maggiore possono ionizzare gli
atomi e danneggiare permanentemente le molecole, cosicché i loro effetti sono
perlopiù distruttivi. Solo in questa piccola zona di transizione fra i due
estremi si osserva una buona sintonia fra le energie della radiazione visibile e
quelle della struttura elettronica della materia.
quelli della via lattea
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