Foto e riferimenti all'articolo "Polvere Cosmica"

 

Contrazione di una nube di polveri in HH30Le ultime fasi di una contrazione di una nube di polvere che sta generando una nuova stella sono particolarmente spettacolari. La fotografia eseguita dallo Hubble Space Telescope, mostra l'oggetto protostellare HH-30, lontano da noi 450 anni luce, il cui disco di polvere circumstellare appare quasi di taglio. La stella che si sta formando illumina con la sua luce la faccia superiore e quella inferiore del disco, che diviene in tal modo visibile. Il corpo luminoso è nascosto dietro la spessa regione centrale del disco di polvere. Perpendicolarmente al piano del disco, l'oggetto proietta in direzioni opposte due getti rossastri di gas, i quali sono complessivamente molto più lunghi del diametro del sistema planetario in formazione. In uno studio successivo, dal disco di polvere e gas restante potrebbero formarsi i pianeti della giovane stella.
Globuli di Bok<<Globuli di Bok>>

 

Le piccole nubi di polvere,  così denominate , consistono principalmente di gas molecolare; esse tuttavia contengono una grande quantità di polvere da coprire la luce delle stelle che si trovano dietro di esse.

Dal momento che le particelle al centro dei globuli sono dotate di una energia temica alquanto modesta, queste nubi possono contrarsi per effetto della loro stessa attrazione gravitazionale, trasformandosi in regioni di formazioni di stelle.

NGC2997 nel visibileNGC299 nell'infrarossoNGC2997 sommata visibile e infrarosso
Con un semplice procedimento

 si possono evidenziare le regioni ricche di polvere in altre galassie. Le tre fotografie qui sopra riprodotte mostrano la galassia a spirale NGC 2997, nella costellazione australe della Macchina Pneumatica. La foto 1 (a sx)  nel visibile, a una lunghezza d'onda di 500 nanometri, è stata conseguita col telescopio di 3,6 metri dell'ESO a La Silla in Cile; nella stampa in negativo risaltano particolarmente le strutture a filigrana. La foto alcentro, realizzata all'infrarosso, al telescopio  di 2,2 metri dello stesso osservatorio, rappresenta la galassia a una lunghezza d'onda di 2,1 micrometri; qui l'osservazione non è ostacolata dalla polvere e si può riconoscere la struttura della galassia, la quale è più semplice che nel visibile (la polvere diffonde o assorbe la luce localmente, dando l'impressione ingannevole di una struttura più complessa). La terza foto a dx, è stata realizzata al computer a partire dalle due precedenti e fornisce per ogni pixel il relativo rapporto di luminosità. Qui si può riconoscere che la polvere è distribuita quasi in modo regolare nell'intera galassia; in particolare, fra i bracci di spirale è  presente polvere fredda, in precedenza non riconosciuta.

Una bellissima immagine di Zeta OrioneLa zona circostante Zeta Orionis

 

come appare nel visibile. Mentre la stella, molto luminosa, ha sovraesposto l'emulsione fotografica, nelle nubi di gas e di polvere sono riconoscibili strutture fini.

Un particolare molto vistoso è la nebulosa Testa di Cavallo (Barnard 33), che si staglia, come una protuberanza compatta in una nube oscura gigantesca, sullo sfondo di una nebulosa a emissione molto rarefatta che irradia una luce rossastra (IC 434); il colore di quest'ultima è dovuto all'idrogeno ionizzato, eccitato dall'intensa radiazione ultravioletta di una stella giovane.

Le nebulose azzurre, come NGC 2023 (a sinistra sopra la nebulosa Testa di Cavallo), sono semplicemente parti della nube di polvere che diffondono la luce di stelle non abbastanza calde per ionizzare le nubi di gas.

 

 

 

 

A sinistra di Zeta Orionis

 si trova la nebulosa di emmissione NGC 2024, pervasa da dense nubi oscure, che è eccitata fino a diventare luminosa da una stella situata dietro la masse di polvere

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