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| Con un semplice procedimento si possono evidenziare le regioni ricche di polvere in altre galassie. Le tre fotografie qui sopra riprodotte mostrano la galassia a spirale NGC 2997, nella costellazione australe della Macchina Pneumatica. La foto 1 (a sx) nel visibile, a una lunghezza d'onda di 500 nanometri, è stata conseguita col telescopio di 3,6 metri dell'ESO a La Silla in Cile; nella stampa in negativo risaltano particolarmente le strutture a filigrana. La foto alcentro, realizzata all'infrarosso, al telescopio di 2,2 metri dello stesso osservatorio, rappresenta la galassia a una lunghezza d'onda di 2,1 micrometri; qui l'osservazione non è ostacolata dalla polvere e si può riconoscere la struttura della galassia, la quale è più semplice che nel visibile (la polvere diffonde o assorbe la luce localmente, dando l'impressione ingannevole di una struttura più complessa). La terza foto a dx, è stata realizzata al computer a partire dalle due precedenti e fornisce per ogni pixel il relativo rapporto di luminosità. Qui si può riconoscere che la polvere è distribuita quasi in modo regolare nell'intera galassia; in particolare, fra i bracci di spirale è presente polvere fredda, in precedenza non riconosciuta. |
![]() | La zona circostante Zeta Orionis
come appare nel visibile. Mentre la stella, molto luminosa, ha sovraesposto l'emulsione fotografica, nelle nubi di gas e di polvere sono riconoscibili strutture fini. Un particolare molto vistoso è la nebulosa Testa di Cavallo (Barnard 33), che si staglia, come una protuberanza compatta in una nube oscura gigantesca, sullo sfondo di una nebulosa a emissione molto rarefatta che irradia una luce rossastra (IC 434); il colore di quest'ultima è dovuto all'idrogeno ionizzato, eccitato dall'intensa radiazione ultravioletta di una stella giovane. Le nebulose azzurre, come NGC 2023 (a sinistra sopra la nebulosa Testa di Cavallo), sono semplicemente parti della nube di polvere che diffondono la luce di stelle non abbastanza calde per ionizzare le nubi di gas.
A sinistra di Zeta Orionis si trova la nebulosa di emmissione NGC 2024, pervasa da dense nubi oscure, che è eccitata fino a diventare luminosa da una stella situata dietro la masse di polvere |