Gentile signor
sindaco,
Le scrivo queste righe
per farLa cosciente del degrado ambientale, nonché culturale, del mio lago. Del
suo lago. Di certo è
inspiegabile come mai, da quando questa realtà è palese, e sono ormai anni di
speranza andati rigettati come conato in questa lettera, non Le sia arrivata
alcuna denuncia da parte di altri proprietari del bellissimo specchio d’acqua
che agonizzante, resiste sotto i colpi del homo abilis. Ella, signor sindaco
deve interessarsi a questa povertà d’intelletto da parte dei visitatori che coi
loro barbecue, canne da pesca abusive, pic-nic pieni di plastica e vetro
lasciano la propria intelligenza a marcire in su le sponde che più somigliano a
meandri danteschi di infernale foggia. Senz’altro il non intervenire da parte di
chi dovrebbe, implica correità…ma ella avrà probabilmente, come si suol dire: “le
mani legate” Non sono molto
informato sui dati tecnici degli scarichi che insozzano, drogando biologicamente
la vita del lago ma mi pare pacifico constatarli. Il divieto di balneazione,
signor sindaco non è rispettato, ella è cosciente di questo? Lo so, avrà fatto
installare qualche cartello di avviso, e di più cosa si potrebbe fare? D’altronde l’uomo palesa la propria stupidità ingenita, soprattutto
quando sa e si comporta come se non sapesse, è segno di bassa cultura, o
finalmente, segno inconscio di vera identità di fronte alla storia, ciò non
diminuisce l’efferatezza dei nostri delitti, questi ci rendono uomini masochisti
conclamati. Lo dico con coscienza e razionalità, prova ne sia il Suo impegno
disatteso verso l’oggetto di questa lettera signore. Arriveremo, sarà questo l’obiettivo, a conficcarci nel cuore i nostri
errori verso il mondo, agonizzeremo soffocati nel buio più pesto delle nostre
tane sotterranee, ma anche in questo caso troveremo il modo di gioirne non
guardandoci più in faccia, perseverando i nostri misfatti, segno della umanità
più bieca. Signore, queste righe
non vogliono essere uno sprone a fare qualcosa per il mio lago, per il suo lago,
non ne ho l’ardire, ma una presa d’atto della barbarie di cui Le sto facendo
partecipe come spettatore inetto. Non mi interessa se
ella è stato da poco eletto, non mi interessa. Se vuole mi rivolgerò alle mura
che racchiudono il suo ufficio, alla sua scrivania o alle foto incorniciate del
nostro Presidente della Repubblica o il Papa! ma ella non sarà salvo. Potrà
forse scaricare le responsabilità ad altri uffici, certo, ma i cittadini di
Castelgandolfo, i cittadini di Roma o di Marino o addirittura di Landsberg am
lech non ne vorranno sapere. Le ricordo, che io mi
ricordo, delle alghe che danzavano a dieci metri dalla riva, sostituite dalla
putrescenza degli “scarti commerciali”, e mi ricordo dei pomeriggi della mia
adolescenza, che sarà stata concomitante alla sua, dei miei tuffi, delle
abluzioni in qualsiasi punto delle amate rive, queste non hanno più il rispetto
di essere amate. Bisogna fare qualcosa? Bè, sarà che ella coi
suoi impegni non riesca a far fronte a un controllo diretto e indiretto verso il
mio lago, il suo lago, ma, Le assicuro che l’importanza di mantenere in vita
degnamente come di dovere un aspetto naturalistico di prim’ordine deve essere
prioritario, addirittura più di elevare multa a qualche automobilista distratto
che non mette un povero bigliettino di sosta. Un bigliettino di
sosta in un sito privo di servizi, privo di una strada decentemente strutturata,
privo di pulizia come gli meriterebbe e privo di ispezioni. Spero che questa mia
lettera sia la prima che legge di questo genere signore, altrimenti ella
persevera in un oblio di ragione che non le permette di svolgere il suo ufficio,
sarà d’accordo con me.
La saluto augurandoLe
buon lavoro e La prego di imbarazzarsi almeno un pò, dopo aver letto queste
righe, lo faccia in nome della giustizia ambientale, e se non in nome di questa,
lo faccia per l’ufficio che presiede. Il rispetto
dell’ambiente è lo stesso che avere rispetto per le altre persone, ne converrà.
Con rispetto:
Massimo Trinca
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