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Degrado ambientale lago di Albano

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Il lago di Albano muore

Lettera al Sindaco di CastelGandolfo, Maurizio Colacchi, relativa al rispetto ambientale come priorità assoluta.

 

Gentile signor sindaco,
Le scrivo queste righe per farLa cosciente del degrado ambientale, nonché culturale, del mio lago. Del suo lago. Di certo è inspiegabile come mai, da quando questa realtà è palese, e sono ormai anni di speranza andati rigettati come conato in questa lettera, non Le sia arrivata alcuna denuncia da parte di altri proprietari del bellissimo specchio d’acqua che agonizzante, resiste sotto i colpi del homo abilis.
Ella, signor sindaco deve interessarsi a questa povertà d’intelletto da parte dei visitatori che coi loro barbecue, canne da pesca abusive, pic-nic pieni di plastica e vetro lasciano la propria intelligenza a marcire in su le sponde che più somigliano a meandri danteschi di infernale foggia. Senz’altro il non intervenire da parte di chi dovrebbe, implica correità…ma ella avrà probabilmente, come si suol dire: “le mani legate” Non sono molto informato sui dati tecnici degli scarichi che insozzano, drogando biologicamente la vita del lago ma mi pare pacifico constatarli. Il divieto di balneazione, signor sindaco non è rispettato, ella è cosciente di questo? Lo so, avrà fatto installare qualche cartello di avviso, e di più cosa si potrebbe fare? D’altronde l’uomo palesa la propria stupidità ingenita, soprattutto quando sa e si comporta come se non sapesse, è segno di bassa cultura, o finalmente, segno inconscio di vera identità di fronte alla storia, ciò non diminuisce l’efferatezza dei nostri delitti, questi ci rendono uomini masochisti conclamati. Lo dico con coscienza e razionalità, prova ne sia il Suo impegno disatteso verso l’oggetto di questa lettera signore.
Arriveremo, sarà questo l’obiettivo, a conficcarci nel cuore i nostri errori verso il mondo, agonizzeremo soffocati nel buio più pesto delle nostre tane sotterranee, ma anche in questo caso troveremo il modo di gioirne non guardandoci più in faccia, perseverando i nostri misfatti, segno della umanità più bieca. Signore, queste righe non vogliono essere uno sprone a fare qualcosa per il mio lago, per il suo lago, non ne ho l’ardire, ma una presa d’atto della barbarie di cui Le sto facendo partecipe come spettatore inetto. Non mi interessa se ella è stato da poco eletto, non mi interessa. Se vuole mi rivolgerò alle mura che racchiudono il suo ufficio, alla sua scrivania o alle foto incorniciate del nostro Presidente della Repubblica o il Papa! ma ella non sarà salvo. Potrà forse scaricare le responsabilità ad altri uffici, certo, ma i cittadini di Castelgandolfo, i cittadini di Roma o di Marino o addirittura di Landsberg am lech non ne vorranno sapere.
Le ricordo, che io mi ricordo, delle alghe che danzavano a dieci metri dalla riva, sostituite dalla putrescenza degli “scarti commerciali”, e mi ricordo dei pomeriggi della mia adolescenza, che sarà stata concomitante alla sua, dei miei tuffi, delle abluzioni in qualsiasi punto delle amate rive, queste non hanno più il rispetto di essere amate. Bisogna fare qualcosa? Bè, sarà che ella coi suoi impegni non riesca a far fronte a un controllo diretto e indiretto verso il mio lago, il suo lago, ma, Le assicuro che l’importanza di mantenere in vita degnamente come di dovere un aspetto naturalistico di prim’ordine deve essere prioritario, addirittura più di elevare multa a qualche automobilista distratto che non mette un povero bigliettino di sosta. Un bigliettino di sosta in un sito privo di servizi, privo di una strada decentemente strutturata, privo di pulizia come gli meriterebbe e privo di ispezioni. Spero che questa mia lettera sia la prima che legge di questo genere signore, altrimenti ella persevera in un oblio di ragione che non le permette di svolgere il suo ufficio, sarà d’accordo con me.

La saluto augurandoLe buon lavoro e La prego di imbarazzarsi almeno un pò, dopo aver letto queste righe, lo faccia in nome della giustizia ambientale, e se non in nome di questa, lo faccia per l’ufficio che presiede. Il rispetto dell’ambiente è lo stesso che avere rispetto per le altre persone, ne converrà.
Con rispetto:  Massimo Trinca

 

 

 

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