Il piccolo
aeroplano inclinò a destra. Dal mio finestrino potevo vederne
l'ombra proiettata sul ghiaccio; i pattini lo facevano assomigliare
a una papera che si accingesse a scendere sulla superficie di uno
stagno, con le zampe palmate protese. Non appena il pilota rimise il
velivolo in orizzontale, un immenso dirupo si presentò alla nostra
vista, contrastando per il colore bruno cupo con l'incontaminato
biancore del ghiaccio e della neve che si perdeva all'orizzonte.
Gli strati fortermente inclinati di queste arenarie precambriane
erano deformati da pieghe a fisarmonica. Scattai molte fotografie.
Appena superato questo dirupo, ne apparve un altro; questa volta le
arenarie erano sormontate da un sottile strato di roccia, bianco
quasi quanto lo sfondo: erano calcari cambriani. <<Affascinante>>
pensai, accingendomi a scattare di nuovo. <<La geologia di base qui
è molto simile a quella del Nord America occidentale.>>
I miei colleghi e io eravamo
venuti sui Monti Pensacola dell'Antartide per studiare i rapporti
tra le due parti - orientale e occidentale - in cui è geologicamente
diviso il continente di ghiaccio. l'Antartide orientale e un vecchio
scudo Precambriano collocato a sud dell'Australia, dell'India e
dell'Africa; l'Antartide occidentale e parte del geologicamente
giovane e attivo <<anello di fuoco>> vulcanico che contorna l'oceano
Pacifico. Il margine sollevato dello scudo antartico orientale
incontra l'Antartide occidentale lungo i Monti Transantartici, dei
quali i monti Pensacola costituiscono un'estensione verso nord. Si
era trattato di un lungo viaggio: 14 h da Los Angeles alla Nuova
Zelanda su un aereo di linea,10 h dalla Nuova Zelanda alla Mc Murdo
Station in Antartide su un aereo da trasporto e Hercules munito di
pattini e, infine, 5 h attraverso il continente fino ai monti
Pensacola, facendo rotta attraverso il Polo Sud. Ora, dopo aver
allestito il campo base, avevamo infine raggiunto le montagne presso
la sponda più meridionale dello stesso oceano che bagna le spiagge
di Los Angeles. Dovevamo però ancora raggiungere le rocce. In
Antartide escursioni simili richiedono tempo. Dopo aver scelto un
sito per l'atterraggio apparentemente privo di crepacci, il nostro
pilota fece scendere il Twin Otter apprestandosi a uno <<sky drag>>,
manovra che si effettua caricando un po' di peso il carrello pur
mantenendo una velocità sufficiente a consentire una immediata
ripresa di quota. Facemmo un giro cercando di individuare un indizio
di crepacci nascosti sotto la neve. Non pareva che ve ne fossero.
Infine atterrammo e ci fermammo rapidamente, in modo da diminuire la
probabilità di urtare ghiaccio vivo coperto dalla neve. Fu comunque
un atterraggio molto brusco, e il velivolo subì qualche danno
superficiale. Ci assicurammo con una corda e iniziammo a camminare
sulla neve battuta dal vento fino alla base del costone, lasciando
il nostro pilota a esaminare preoccupato i danni subiti dall'aereo.
Il contatto tra i due tipi di roccia che affiorano nei Monti
Pensacola è uno dei più fondamentali di tutta la storia della Terra
dopo la nascita del nostro pianeta, 4,5 miliardi di anni fa, iniziò
un intervallo di tempo di 4 miliardi di anni oggi denominato
Precambriano. Verso la sua fine - circa 750 milioni anni fa - mentre
si stavano sviluppando i primi organismi pluricellulari <<a corpo
molle>>, si depositarono le arenarie brune della formazione di
Patuxent, ora sotto i nostri occhi. Gli strati si sedimentarono in
una rift valley che si sta va aprendo dello scudo continentale. Via
via che il rift si approfondiva, si instaurò un reticolo idrografico
che convogliò il materiale eroso dalle rocce sul fondo della valle.
Circa 540 milioni di anni fa, un'esplosione di forme biologiche
pluricellulari segnò l'inizio del Cambriano. Miliardi di scheletri
di archeociatidi, a forma di cono, si raccolsero nei mari poco
profondi che erano sopravanzati sulle arenarie. Essi formarono una
scogliera lungo il margine dell'Antartide orientale, compattandosi
in formazioni calcaree. (Il <<cappello>> che sormonta la formazione
di Patuxent è chiamato formazione dei calcari di Nelson.) Dato che
gli archeociatidi erano organismi di acque calde, nel Cambriano
quello che è attualmente il margine occidentale dello scudo
antartico orientale doveva essere situato a latitudini tropicali.
L'evento di apertura del rift e condusse alla sedimentazione delle
arenarie di Patuxent indica come l'Antartide orientale si sia
separata da un'altra massa continentale.
Questa
divergenza produsse la frattura del bacino oceanico del Pacifico,
circa 750 milioni di anni fa. (In seguito rocce ignee di isole di
arco vulcanico e immateriali raschiati dal fondo oceanico in via di
subduzione si accumularono sull'Antartide orientale e formarono
Antartide occidentale.) La divergenza si verificò molto prima che si
formasse il supercontinente Pangea, dalla separazione del quale sono
nati gli attuali continenti. il Pangea si costituì solo alla fine
del Paleozoico, circa 250 milioni di anni fa. Cominciò a
frammentarsi
nel Giurassico, circa 170 milioni di anni fa, dando origine all'Atlantico e ad altri giovani bacini oceanici. Avanzando lungo il
costone verso la sommità del dirupo, osservammo che i livelli più
bassi degli strati Cambriani - che giacciono al di sotto del calcare
- erano fatti di conglomerati rosa e di arenarie a grana grossa. Con
l'avanzare del mare sulla fossa che si andava approfondendo e sul
margine in via di subsidenza, le rocce precambriane furono
<<sminuzzate>> in massi, ciottoli e granelli di sabbia. La
granulometria dei depositi diminuiva via via che salivamo, e le
arenarie quarzitiche immediatamente al di sotto dei Calcari di
Nelson avevano per noi un aspetto alquanto familiare. In esse
abbondavano fori verticali prodotti da vermi limivori. Questi
cunicoli, cui si dà il nome di Skolithus sono le sole tracce di
antichi organismi filtratori, che estraevano sostanze nutritive dai
sedimenti e lasciavano un manicotto argilloso attorno ai loro fori.
<<Proprio come nel Nord America occidentale - rimarcai ad alta voce
- ma anche come nelle rocce di Durness della Scozia nordoccidentale.>>
Di fatto, gli strati sedimentati nelle acque che avanzarono coprendo
la maggior parte dei continenti, circa 540 milioni di anni fa - a
quanto testimonia la presenza di linee di costa cambriane in luoghi
come il Wisconsin - sono notevolmente simili in tutti i continenti.
Non vi è nulla come il
<<contatto diretto>> con una roccia che stimoli un geologo a
pensare. La mia prima impressione dei Monti Transantartici nel 1987
aveva posto una domanda che era rimasta al centro dei miei pensieri:
il continente da cui l'Antartide si separò alla fine del
Precambriano poteva essere in Nord America occidentale? O, più
semplicemente, i margini dei due continenti si trovavano in quei
tempi remoti in condizioni ambientali del tutto simili pur sulle
sponde opposte di un oceano? la risposta riveste implicazioni di
ampia portata.la Paleogeografia dell'epoca è considerata un mistero.
Conoscere la distribuzione geografica dei continenti potrebbe far
luce sulle imponenti alterazioni ambientali del Cambriano. In tarda
epoca precambriana si erano verificate diverse glaciazioni, e la
chimica oceanica e, presumibilmente, quella atmosferica avevano
subito profondi cambiamenti. Si ebbe l'evoluzione degli animali
pluricellulari, a preludio di una fioritura biologica che comprese
la comparsa dei più lontani predecessori dei vertebrati. È
evidentemente difficile descrivere, con un qualsiasi grado di
approssimazione, l'antica geografia di un pianeta dinamico i cui
continenti si muovono sulla superficie. Alfred Wegener e altri
pionieri della teoria della deriva dei continenti avevano notato che
molte catene montuose del Nord e del Sud America che si arrestano ai
bordi della Atlantico mostrano una corrispondenza con catene
montuose dell'Europa e dell'Africa, al di là dell'oceano.
Attualmente i dati paleomagnetici e le immagini da satellite dei
fondi oceanici che mostrano fratture - simili nell'aspetto a binari
della ferrovia, lungo i quali continenti si allontanano l'uno
dall'altro - ci permettono di ricostruire Pangea con notevole
accuratezza.
Un gran numero di indizi geologici mostra che
Pangea non fu <<La madre di
tutti i continenti>>. Quando un magma o una lava contenente ferro
solidifica in roccia, questa rimane magnetizzata nella direzione del
campo magnetico terrestre. La magnetizzazione di rocce solidificate
a partire dal lave pre -mesozoiche che è totalmente discorde in Nord
America e in Africa, e ciò induce a pensare che in un era precedente
questi continenti si erano spostati separatamente. Inoltre rocce
vulcaniche provenienti da un'antica crosta oceanica sono state
rinvenute in catene montuose del Pangea come la Sierra Famatina in
Argentina, la fascia mozambicana in Africa e più antichi Appalachi.
Queste ofioliti del primo paleozoico e del Precambriano dimostrano
che l'aggregazione del supercontinente fu preceduta dalla chiusura
di più antichi bacini oceanici. Colpito negli anni 60 dalla presenza
negli Appalachi canadesi di ofioliti risalenti agli inizi del
Paleozoico. J. Tuzo Wilson si era posto la domanda: <<forse l'oceano
Atlantico si è aperto, per poi richiudersi, per poi riaprirsi?>>.
Per ricostruire configurazioni continentali anteriori a Pangea, i
fondi oceanici non sono di alcun aiuto. Sebbene l'oceano Pacifico
esistesse già, la crosta oceanica dell'epoca è da tempo immemorabile
è andata in subduzione al di sotto dei continenti che circondano il
bacino oceanico. I geologi pertanto non dispongono di alcun ausilio
per descrivere la deriva continentale prima di Pangea.dobbiamo
andare a cercare indizi all'interno dei continenti stessi, proprio
come fece Wegener cercando di ricostruire Pangea prima di possedere
gli strumenti della moderna oceanografia e delle immagini da
satellite.
All'interno del Pangea vi sono antichi margini continentali che non
hanno ovvie controparti.i margini pacifici del nord del Sud America,
dell'Antartide e dell'Australia si formarono tutti verso la fine del
Precambriano, fra 750 e 550 milioni di anni fa. Anche il margine
appalachiano di Laurenzia, lo scudo ancestrale del Nord America, si
separò in quell'epoca da un altro continente. Da quando Wilson pose
la sua famosa domanda, si è comunemente ritenuto che la controparte
di questo margine fosse costituita dall'Europa occidentale e
dall'Africa nord-occidentale. Ma una simile giustapposizione è in
realtà tutt'altro che evidente. Nel 1989 diressi uno studio sul
campo in Antartide nell'ambito dell'International Geological
Congress. L'obiettivo è quello di contribuire a ricondurre la
geologia antartica, rimasta a lungo dominio di un gruppo molto
limitato
di temerari avventurieri temprati a tutto,1 grande alveo delle
scienze della Terra. Vi parteciparono esperti dell'Himalaya, delle
Alpi, degli Appalachi, delle Montagne Rocciose e di molte altre
regioni. Poco dopo uno di questi scienziati, Eldridge M. Moores,
spulciando articoli nella biblioteca dell'Università della
California a Davis, si imbatté in un breve articolo di Richard T.
Bell e Charles W Jefferson del Geological Survey of Canada. Essi
evidenziavano analogie tra strati precambriani del Canada
occidentale e dell'Australia orientale, le concludevano e i margini
pacifici di Canada e Australia potessero essere stati un tempo
giustapposti. Sensibilizzato dalla recente campagna, Moores comprese
che in questo caso anche i margini pacifici degli Stati Uniti e
dell'Antartide avrebbero dovuto giustapporsi,1 idea simile a quella
che era venuta a me.
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Foto sopra: Le strutture di alcune formazioni rocciose
in Antartide forniscono indizi sulle peregrinazioni del
Nord America. pieghe a fisarmonica (in alto a sinistra)
nella formazione di Patuxent segnano il confine tra Nord
America e Antartide nel Precambriano. Al separarsi dei
due continenti, gli archeociatidi (in alto a destra),
tra i primi animali dotati di scheletro, costituirono
una scogliera che si fossi rimasto nella formazione dei
calcari di Nelson (in basso a sinistra). Gli
affioramenti di lave riolitiche a Littlewood Nunataks,
nella Terra di Coats (in basso a destra) forniscono dati
magnetici dai quali si cerca di verificare la realtà
della giustapposizione in Nord America e Antartide. (La
casupola di metallo è un rifugio per i ricercatori di
una vicina base Argentina).
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Dopo una rapida ricerca
bibliografica, mi inviò una carta che evidenziavai paralleli strutturali all'interno degli
scudi laurenziano e antartico orientale. <<sarà una follia?>> mi
domandava. Analogie sulle strutture interne di continenti che hanno
mutato posizione relativa possono costituire una prova convincente
di un'antica giustapposizione. Moores notò in particolare un
resoconto secondo il quale lungo i Monti Transantartici, in una
sezione chiamata catena Shackleton (in onore del celebre esploratore
britannico Sir Ernest Shackleton) si trovano rocce simili per età e
caratteristiche a quelle che giacciono nel sottosuolo di gran parte
del New Mexico e del'Arizona. Egli rilevò inoltre che rocce,
dell'età approssimativa di un miliardo di anni, simili a quelle che
caratterizzano la Grenville Province erano state rinvenute presso
una spiaggia antartica. La Grenville Province è un'antica fascia di
rocce che decorre lungo il margine orientale e meridionale del Nord
America, dal Labrador al Texas. Moores chiamò questa ipotesi -
l'idea che i continenti fossero giustapposti - con l'acronimo SWEAT
(Southwest US-East Antarctica). Infiammato dalla possibilità che la
mia domanda potesse finalmente trovare una risposta, riprodussi la
ricostruzione di Moores con il software PLATES, che consente di
raggruppare insieme parti di continenti e di muoverli sul globo con
precisione geometrica. Poco dopo la mia collega Lisa M. Gahagan e io
avevamo eliminato ogni incertezza sulla possibilità di far
corrispondere i margini: la scala e la forma generale dei due
antichi margini separati dal rift erano in effetti compatibili. In
oltre il confine tra le rocce della Grenville Province del Texas e
le rocce più antiche dell'Arizona e del New Mexico si prolungava
entro Antartide, proprio dove sapevo dell'esistenza di un confine
simile al di sotto dei ghiacci, alla catena Shackleton di alcuni
piccoli affioramenti rocciosi lungo le coste ghiacciate del Mare di
Weddell. Era come se le rocce che stavano sotto i miei piedi
riapparissero in Antartide grazie al calcolatore!
Se il bordo occidentale del
Nord America era unito al Antartide orientale e all'Australia,
allora un altro continente deve essersi distaccato dal margine
appalachiano. Paul F. Hoffman, ora ad Harvard, e io abbiamo
ipotizzatoche il lato orientale dello scudo laurenziano fosse
incuneato contro gli scudi precambriani del sud America, quello
dell'Amazzonia e quello del Rio della Plata. Manipolando i tre scudi
sullo schermo del calcolatore, mi resi conto che la prominenza di
Laurenzia corrispondente a Labrador e Groenlandia poteva aver avuto
origine in una rientranza del margine sudamericano, ove si trova al
confine tra Cile e Perù, che spesso viene designata come insenatura
di Arica. Sia la prominenza e alla rientranza vengono datate al
tardo Precambriano, ma, pur avendo approssimativamente uguali
dimensioni e forma generale, esse vennero modificate estesamente
dalle orogenesi appalachiana e andina, cosicché non ci si può
attendere una perfetta corrispondenza geometrica. La mia intuizione
fornisce una possibile spiegazione di un inveterato enigma della
geologia andina. lungo il giovane e attivo margine peruviano si
trovano rocce cristalline risalenti a 1,9 miliardi di anni fa.
Harldof A. Wasteneys del Royal Ontarium Museum, ha datato cristalli
di zircone provenienti dal massiccio di Arequipa, lungo la costa del
Perù meridionale, dimostrando che queste rocce subirono un intenso
metamorfismo all'epoca di formazione delle Grenville Mountains, da
1,3 a 0, 9 miliardi di anni fa.e se potrebbero quindi rappresentare
una continuazione in sud America della Grenville Province. L'ipotesi
di una corrispondenza sudamericana per il margine orientale di
Laurenzia aveva fatto inaspettatamente <<chiudere il cerchio>> della
mia carriera di geologo. Sono cresciuto in Scozia, e sulle rocce
scozzesi ho compiuto il mio esordio professionale. La Scozia Nord
occidentale e il sommerso Rockhall Plateau -al largo del margine
occidentale delle isole britanniche -rimasero parte del Nord America
fino a quando il bacino oceanico nordatlantico ebbe quasi terminato
di aprirsi. La Scozia rappresentava l'apice del promontorio
Labrador-Groenlandia quando vengono alloggiate nell'insenatura di
Arica, le rocce delle Highlands scozzesi che ho studiato negli anni
60 per la mia tesi di laurea sembrano continuare in rocce della
stessa età di Perù e Bolivia. Poiché le Highlands scozzesi non hanno
più segreti dal punto di vista geologico, potrebbero fornire la
prova di una connessione tra Nord e sud America. Dando per buona
questa ipotesi, possiamo tentare di ricostruire la distribuzione
globale dei continenti e degli oceani nel tardo Precambriano. La
maggior parte dei geologi ritiene che le aree relative occupate dai
continenti e dai bacini oceanici non siano cambiate da quando epoca.
Se pertanto Antartide, Australia, Nord America e frammenti di sud
America furono un tempo fusi in un supercontinente, che ora
chiamiamo Rodinia, allora dovevano esistere altrove vasti oceani. I
resti di ofioliti trovati all'interno dei continenti indicano che
questi oceani erano situati tra l'India e l'attuale Africa orientale
(Oceano Mozambicano) e nel cuore di Africa e sud America
(rispettivamente o
Oceano panafricano e Oceano brasiliano). Tra 750 e 550 milioni di
anni fa circa questi bacini oceanici furono distrutti e tutti i
nuclei precambriani di Africa, Australia, Antartide, sud America e
India si amalgamarono nel supercontinente di Gondwana. Un questo
intervallo di tempo che si aprì il bacino dell'oceano Pacifico, fra
Laurenzia e la massa continentale estantartico-australiana. La
datazione isotopica delle rocce vulcaniche di Terranova mostra che
il bacino oceanico tra Laurenzia e sud America non si aprì fino
all'inizio del Cambriano. Il Nord America potrebbe quindi essersi
separato in un processo a due fasi.
La ricostruzione dei <<viaggi>> del Nord America richiede dati
essenziali: quelli relativi alla magnetizzazione delle antiche
rocce. Questi dati permettono ai geologi di stabilire la latitudine
e l'orientazione delle rocce al momento della loro formazione dato
però che il campo magnetico terrestre è simmetrico rispetto a un
asse, le misurazioni paleomagnetiche non possono dire alcunché sulla
longitudine originaria delle rocce. Le lave eruttate ai nostri
giorni dai vulcani dell'Islanda e delle Hawaii, per esempio,
potrebbero rivelare un geologo che vivesse tra 100 milioni di anni
la latitudine e l'orientazione di queste isole, ma non la loro
grande differenza di longitudine. Dal dato magnetico non si potrebbe
desumere che queste isole si trovano in oceani diversi.le
ricostruzioni tradizionali di Laurenzia posizionano invariabilmente
il suo margine appalachiano di fronte all'Africa nord occidentale
durante l'era Paleozoica. Ho deciso di rappresentare la relazione
del Nord America rispetto al Gondwana in un modo differente,
approfittando del fatto che la longitudine del continente non è
vincolata dai dati paleomagnetici. Ne è emerso che il Nord America
poteva aver compiuto un giro completo attorno al sud America durante
il Paleozoico, a partire da una posizione in prossimità
dell'Antartide. Quando Luis H. Dalla Salda, Carlos A. Cingolani e
Ricardo Varela dell'Università di La Plata in Argentina seppero di
queste ipotesi, ne furono entusiasti. Essi avevano da poco tempo
proposto una fascia montuosa paleozoica, le cui radici affiorano
nelle Ande dell'Argentina settentrionale, potesse essersi formata
quando un altro continente andò in collisione con Gondwana. Inoltre
il margine occidentale di questa fascia -la Sierra Famatina- include
calcari cambriani e dell'Ordoviciano inferiore (tra 545 e 490
milioni di anni fa) che contengono trilobiti caratteristiche del
Nord America. Forse -essi pensarono- questa fascia e una sorta di
<<arma del delitto geologica>> lasciava quando il Nord America andò
in collisione con il America durante l'Ordoviciano, 450 milioni di
anni fa.sembra che dopo essersi separato dal sud America alla fine
del Precambriano, il Nord America abbia fatto molta strada. Nel
Cambriano, mentre Gondwana era soggetto a condizioni glaciali, in
Nord America si trovava in posizione equatoriale. Il fondo oceanico
andò allora in subduzione sotto il cartone sudamericano, e Nord e
sud America entrarono di nuovo in collisione durante l'Ordoviciano.
Pensiamo che la parte più antica degli Appalachi che termina
bruscamente in Georgia, forse un tempo collegato con la sierra
Famatina. Questa ricostruzione colloca, nell'Ordoviciano medio,
Washington, D.C., vicino a Lima in Perù.
Dopo la collisione, i continenti si separarono di nuovo, lasciandomi
calcari nordamericani con le loro caratteristiche trilobiti
nell'Argentina nordoccidentale. Insieme con i colleghi argentini ho
ipotizzato che queste rocce si siano staccate dal Golfo del Messico
ancestrale, la cosiddetta insenatura di Ouachita. Blocchi strappati
da sotto i calcari dai vulcani andini sono stati di recente datati a
circa un miliardo di anni fa, così come quelli della Grenville
Province che probabilmente occupavano le insenature. Mi continenti
morte-e sudamericano potrebbero aver interagito di nuovo prima che
il Nord America collidesse con l'Africa nord-occidentale completando
il Pangea. Alcuni geologi francesi, studiando le rocce sedimentarie
paleozoiche delle Ande peruviane, hanno rilevato che esse sono
costituite da detriti e devono essere stati prodotti dall'erosione
di una massa continentale adiacente. Essi hanno ipotizzato che
questo continente, che occupava l'aria ora coperta da Pacifico,
forse un'estensione del massiccio di Arequipa in Perù. Il continente
in questione era forse il Nord America. Come ha fatto notare
Heinrich Bahlburg dell'Università di Heidelberg, l'antica fauna
nordamericana di acque calde si mescola con la fauna di acque fredde
dell'Africa meridionale e nelle isole Falkland negli strati
devoniani, vecchi di 400 milioni di anni, del sud America
nordoccidentale. Insieme con una deformazione lungo la linea di
costa orientale del Nord America, il cosiddetto orogene acadiano, e
con il troncamento di strutture montuose lungo il margine del sud
America, questi dati indicano come Laurenzia abbia sfiorato durante
il Devoniano il sud America nordoccidentale. Vi sono perfino calcari
ordoviciani con trilobiti del sud America -un'altra traccia del
delitto- a Oaxaca, in Messico. Solo quando il Nord America finì con
l'allontanarci dal margine protoandino, poter iniziare svilupparsi
la cordigliera delle Ande. Circa 150 milioni di anni più tardi nel
Nord America tornò a convivere con l'Europa settentrionale, Asia e
Gondwana. Pangea -con gli Urali, il massiccio armoricano del Belgio
e della Francia settentrionale, i rilievi di Ouachita e quelli
appalachiani a fungere da suture - nacque da questa collisione. Dopo
un'odissea di 500 milioni di anni, nel nord America aveva infine
trovato pace. Ma non a lungo: dopo altri 75 milioni di anni Pangea e
frammentò, e i continenti andavano alla deriva verso le attuali
posizioni. Durante l'estate australe del 1993-1994, sei anni dopo la
mia prima visita ai Monti Pensacola, ho fatto ritorno in Antartide.
Questa volta, con il mio collega Mark A. Helper, due studenti e due
alpinisti, ho esplorato la catena Shackleton e la Terra di Coats, in
prossimità del Mare di Weddell. Secondo le mie simulazioni, queste
sono le zone nelle quali, 750 milioni di anni fa, si prolungava le
rocce della Grenville Province. Da tempo il geologi dell'Antartide
considerano anomale queste aree. Alla fine della nostra visita a
Littlewood Nunataks, nella Terra di Coats, ci assicurammo con una
corda, afferrammo le piccozze da ghiaccio mettemmo in marcia per
raggiungere un altro piccolo aeroplano. Ad appesantire i nostri
zaini - e il velivolo, che guadagnava quota con fatica - erano i
campioni di roccia raccolti in quella giornata. I primi dati
paleomagnetici che abbiamo ottenuto sembrano confermare l'ipotesi
SWEAT. Nei laboratori dei miei colleghi Wulf A. Gose e James N.
Connelly stiamo ancora studiando queste rocce con grande impegno.
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