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Come la cosmologia divenne una scienzaLa scoperta della radiazione cosmica di fondo ha consolidato la teoria del big bang e ha trasformato la cosmologia in una disciplinadi: Stephen Brush Le Scienze -290 |
L'universo ha avuto un inizio oppure è sempre esistito? Per molto tempo gli
scienziati hanno ritenuto che questa domanda ricadesse al di fuori del loro
campo di indagine, nell'ambito metafisico di cui si occupano filosofi e
teologi. Solo verso la metà del nostro secolo fisici e astronomi hanno
cominciato a sviluppare tecniche sperimentali abbastanza sensibili da
consentire di affrontare questo problema. Ne sono emerse due teorie
cosmologica e contrastanti. Una, la ormai popolare teoria del big bang
ipotizza che l'universo si sia evoluto a partire da uno stato iniziale con
densità e temperatura così elevate da permettere l'esistenza solo di
radiazione e particelle elementari; la formazione di stelle e galassie
sarebbe avvenuta successivamente, durante l'espansione e il raffreddamento
dell'universo. Secondo il modello rivale, quello dello stato stazionario,
l'universo sempre esistito; la dispersione della materia dovuta al moto di
espansione che si osserva è compensata da continua creazione di nuova
materia. La teoria del big bang ha avuto la meglio soprattutto perché è
stata in grado di prevedere e interpretare l'esistenza della radiazione
cosmica di fondo. Questa radiazione a microonde, considerata dai più come un
residuo del big bang, pervade il cielo in tutte le direzioni. Furono Arno
Penzias e Robert Wilson dei Bell Laboratories a scoprirla nel 1964-1965,
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I fautori dello stato stazionario affermavano che la loro teoria era più
scientifica di quella del big bang, in quanto postulava un processo - la
creazione continua di materia - che in linea di principio poteva essere
osservato. Inoltre essi sostenevano che la teoria dello stato stazionario
faceva previsioni ben definite, suscettibili di verifica nel prossimo
futuro. Affidando il destino del loro modello ai risultati di poche
osservazioni, Bondi, Gold e altri sostenitori dello stato stazionario si
rifacevano esplicitamente alle dottrine di Karl Popper , filosofo austriaco.
Popper definisce la scienza come una disciplina fondata sulla creazione di
ipotesi che predicono fenomeni - preferibilmente nuovi - suscettibili di
verifica. Se una di queste previsioni fallisce, l'ipotesi viene abbandonata;
se invece questa resiste, lo scienziato non ritiene di aver la dimostrata,
ma semplicemente di averla posta come base per ulteriori ricerche. Secondo
Popper il criterio per giudicare una teoria scientifica dovrebbe essere la
vrificabilità anziché la verità. Per esempio le teorie marxiste e
psicoanalitiche vengono da lui ritenute <<pseudoscienza>>, in quanto
sarebbero così flessibili da poter spiegare qualsiasi fatto e quindi eludere
sempre una verifica. Bondi propose di mettere alla prova la teoria dello
stato stazionario paragonando l'universo com'è attualmente e com'era nel
passato. Dato che l'universo, secondo la teoria, devi avere sempre lo stesso
aspetto, le galassie formatesi recentemente e dovrebbero essere simili a
quelle molto antiche. Se osservando il cielo - e quindi tornando indietro
nel tempo, dato che la velocità della luce è finita - si vedesse che le
galassie lontane appaiono diverse da quelle vicine, allora, per usare le
parole di Bondi, <<la teoria dello stato stazionario sarebbe morta
stecchita>>. Come altri autori che scrissero prima del 1965, tuttavia, Bondi
non menzionò un'altra possibile verifica del modello dello stato
stazionario: esso non prevede l'esistenza di una radiazione di fondo a
microonde. La teoria non superò la prova a cui Bondi l'aveva sottoposta.
Negli anni 50 all'inizio degli anni 60 un buon numero di osservazioni
astronomiche dimostrò che l'universo è cambiato nel tempo in modo
significativo. Martin Ryle di Cambridge effettuò un conteggio delle
radiosorgenti lontane e di quelle vicine, sapendo che i segnali più distanti
avevano impiegato più tempo ad arrivare e quindi rispecchiavano una fase più
antica della storia dell'universo. Ryle concluse che in passato il numero di
radiosorgenti era inferiore all'attuale. Sebbene alcuni astronomi non
ritenessero decisive le sue argomentazioni, ulteriori prove si ebbero con la
scoperta di quelle che sembravano le più antiche sorgenti di radiazione: i
quasar. Questi corpi celesti non hanno alcun corrispondente attuale. Nel
frattempo lo spinoso problema della discordanza, a fra l'età dell'universo e
quella della terra veniva risolto in maniera favorevole alla teoria del big
bang. Nel 1952 sulla scia di Walter Baade del Mount Wilson Observatory, gli
astronomi aumentarono di un fattore due
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I 2 studiosi volevano iniziare un programma di ricerca nel campo della radioastronomia. Per preparare per il loro lavoro il sensibilissimo strumento, Penzias e Wilson dovevano per prima cosa eliminare il rumore a microonde, ma i loro primi tentativi fallirono miseramente. Infine, nel gennaio 1965, Penzias venne a sapere della teoria di Peebles, che poteva spiegare l'origine dell'ostinato segnale. Peebles lavorava con Dicke a Princeton, a circa 40 km dal laboratorio di Holmdel. Dicke non accettava l'ipotesi che l'universo avesse necessariamente avuto inizio con un big bang, ma riteneva più probabile che fosse andato incontro a farsi alterne di espansione e contrazione. Alla fine di ciascun episodio di contrazione, la materia avrebbe raggiunto temperature e densità così elevati da scindere i nuclei più pesanti in protoni e neutroni. Così, sebbene l'universo di Dicke non inizi con un big bang, ognuno dei suoi cicli deve cominciare con un cataclisma analogo. Oltre a ciò, la teoria di Dicke includeva una palla di fuoco iniziale di radiazione ad alta temperatura che nel raffreddarsi avrebbe conservato il proprio carattere di corpo nero di Planck; egli stimò che la temperatura attuale di questa radiazione dovesse essere di circa 45 K (dimenticando evidentemente la propria misurazione del 1946 che faceva pensare all'esistenza di una radiazione di fondo a una temperatura inferiore a 20 K). Peebles e seguì gli altri calcoli basandosi sulla teoria di Dicke e ottenne una stima di circa 10 K. Insieme con due laureandi, P. G. Roll e D. T. Wilkinson, Dicke e Peebles iniziarono allora a costruire a Princeton un'antenna per misurare la radiazione cosmica di fondo. Prima però che il gruppo potesse ottenere qualche risultato, Dicke e Peebles e precedentemente da Alpher e Herman, ma prima del colloquio di due astronomi non sapevano quale fosse il significato di ciò che avevano trovato. L'interpretazione teorica fu essenziale per trasformare in una vera e propria scoperta una semplice osservazione: scoperta che avrebbe potuto essere fatta oltre 10 anni prima se il mondo scientifico non avesse trascurato i lavori di Gamow, Alpher e Herman. Articoli la firma dei due gruppi, quello di Princeton e quello dei Bell Labs, vennero inviati all'<<Astrophysical Journal>> nel maggio 1965 gli apparvero insieme nel numero del 1º luglio. Questa pubblicazione diede via un vero diluvio di articoli, sia nei mezzi di comunicazione di massa sia nelle riviste scientifiche. Persino Hoyle ammise che la teoria dello stato stazionario, almeno nella sua forma originale, avrebbe dovuto essere scartata, anche se più tardi cercò di sostenerne una versione modificata in grado di spiegare la radiazione di fondo a microonde. Ma l'enfasi posta da Bondi sulla verificabilità della teoria dello stato stazionario era tornata a tormentare i suoi stessi sostenitori: qualunque tentativo di modificare la teoria per spiegare le nuove scoperte rischiava di essere bollato come <<pseudo scienza>>. Benché la stampa avesse concluso che Penzias e Wilson avevano confermato definitivamente il big bang, gli scienziati compresero che i loro risultati si limitavano a poche frequenze raggruppate a un'estremità della curva di Planck. Dati così isolati si potevano giustificare anche con altre spiegazioni della radiazione di fondo, per esempio con una combinazione di radiosorgenti. Solo a metà degli anni 70 si riuscì a raccogliere un numero sufficiente di misure a diverse frequenze da convincere gli scettici e la radiazione di fondo segue realmente la legge di Planck. Lo spettro della molecola di cianogeno ebbe un ruolo di rilievo in questa dimostrazione, dopo che gli astronomi ebbero riesumato e ampliato i vecchi lavori di McKellar. Alla fine degli anni 70 pressoché i fautori del modello dello stato stazionario lo avevano ormai esplicitamente abbandonato oppure avevano cessato le pubblicazioni di argomento cosmologico. Un sondaggio di quell'epoca fra gli astronomi statunitensi, condotto da Carol M. Copp della California State University a Fullerton, rivelò che la grande maggioranza di essi era favorevole alla teoria del big bang anziché a quella dello stato stazionario. Il rapido crollo del modello dello stato stazionario a partire dal 1965 dimostra che a questo caso si applica il principio di Popper e non quello di Planck. La scoperta della radiazione di fondo microonde, combinata con il problema dell'abbondanza cosmica dell'elio e con l'osservazione di radiosorgenti e quasar lontani, convinse la maggior parte dei paladini dello stato stazionario che non valeva la pena di appoggiare ulteriormente questa teoria: era stata messa alla prova e trovata in difetto. Tuttavia nel 1990, quando lo stato stazionario era ormai finito nel dimenticatoio, Hoyle e alcuni colleghi tentarono di resuscitarlo sotto forma di una <<teoria del mini-big bang>>, sostenendo che i dati disponibili non confermano l'ipotesi che ogni cosa sia stata creata in una singola enorme esplosione. E sebbene i fautori del big bang e siano riusciti a respingere gran parte delle obiezioni, vi erano ancora alcuni problemi irrisolti. Per esempio, il fondo cosmico a microonde sembrava troppo uniforme; non presentava le lievi variazioni di temperatura, e implicitamente di densità, necessarie per ridurre l'aggregazione gravitazionale della materia. In mancanza di queste anisotropie, non vi sarebbe stato tempo sufficiente dall'origine dell'universo per produrre le galassie degli ammassi di galassie che osserviamo oggi. Nell'aprile del 1992 George P. Smoot e colleghi dell'Università della California a Berkeley e del Lawrence Berkeley Laboratory hanno reso noti alcuni dati che potrebbero colmare questa lacuna. L'analisi delle misurazioni della radiazione cosmica di fondo realizzate dall'osservatorio orbitante Cosmic Background Explorer (COBE) ha rivelato lievi variazioni nella temperatura del fondo cosmico a microonde, proprio come si attendevano i teorici del big bang. Queste <<increspature>> vengono interpretate come fluttuazioni della densità di materia e di energia in una fase molto precoce della storia dell'universo e potrebbero spiegare in che modo la materia si sia aggregata per effetto della gravità in tempo utile per generare le stelle, le galassie e le strutture di scala più grande osservabili nell'universo attuale. L'universo ha veramente avuto inizio con il big bang o vi è stata una precedente fase di contrazione e ha dato origine a uno Stato ad alta temperatura e densità? L'universo continuerà a espandersi per sempre o finirà per collassare in un buco nero? L'origine dell'universo coinvolge a livello fondamentale la teoria dei quanti? Questi problemi sono oggi in primo piano nella ricerca astrofisica. Il fatto che gli scienziati li considerino meritevoli di seria considerazione è in gran parte conseguenza della scoperta della radiazione cosmica di fondo, che ha trasformato la cosmologia di scienza sperimentale. |