| Diciamocela tutta, smettere di fumare è per chi ne fuma almeno un pacchetto al giorno non è facile. NNON SO QUANTO CI SIA DI SERIO IN QUESTE RIGHE
Quante volte ci abbiamo provato, a resistere, a imporci <<No!>> non fumo, ma poi...
Avete certo fatto caso a quante campagne antifumo sono attive? Quante sono state "varate" da "eminenti" ministri, sociologi e oncologi... "Il fumo provoca il cancro" (avvertenze per l'uso a deficienti) e "chi fuma avvelena anche te" (discrimazione quasi razziale) e ancora: nel caso di donne incinte, " se fumi, fuma anche lui" ecc. tutti slogan anti-nicotina che indirettamente pubblicizzano la sigaretta. Più marche ci sono, più si ha la scelta e la personanlizzazione del tipo scelto " puoi scegliere la marca, basta che ne fumi..." questa è libertà di scelta?" Manco per niente signori, questa è istigazione al fumo. Perciò sono del parere che per smettere di fumare (se lo si vuole) lo si deve solo a se stessi, senza frequentare metodologie a pagamento, aiuto di terzi che impongono restrizioni stressanti. Il mercato avanza anche sulle malattie e le disgrazie delle persone, quindi vaffanculo a loro. Noi siamo i solutori di questo nostro problema, a patto che lo consideriamo tale.
Iniziamo dall'analisi fisico chimica della sigaretta: gli elementi più importanti da prendere in considerazione sono la l'ossido di carbonio, nicotina e altre sostanze che irritano l'apparato respiratorio. La nicotina è l'alcaloide al quale ci si assuefà in prima battuta e l'effetto si manifesta sui gangli simpatici e parasimpatici con nausee, sudorazioni fredde, brachicardia e infine (tralasciando molti altri effetti negativi) la broncocostrizione. Ma non vorrei tediarvi con un elenco che già probabilmente in linea di massima conoscete. L'analisi psicologica è molto più articolata e complessa, ma ognuno di noi sa che la dipendenza psicologica gioca un ruolo prioritario nell'atto del fumare. La sicurezza di avere sigarette in tasca e una "riserva" ci tranquillizza se dobbiamo partire o se ci dobbiamo vedere con amici fuori.... La psicologia, come dicevo, secondo me è più importante che l'assuefazione, quest'ultima con un minimo sforzo la si debellerebbe (che brutta parola). Se siamo sposati e abbiamo un figlio ci dispiacerebbe vederlo fumare, e noi diamo il buon esempio? Tranquilli, questo poco conta, conta la convinzione a livello di coscienza non quello di sforzo.
Tengo però a precisare, che questi punti sotto esposti possono avere soluzione positiva per chi non fuma più di 20 - 25 sigarette al giorno, e per assurdo; per chi non ne fuma meno di 10 -12.
I punti di "mossa" sono basati su una comune persona sposata e che vive comunemente la famiglia e gli amici. Questo non vuol dire che uno scapolo non possa trasporre al suo modus vivendi questi consigli.
In ogni caso: vediamo come o cosa si può fare:
passo 1) Quale è la vostra migliore "fumata"? Mettiamo dopo il caffè. Siamo a tavola; (se siamo a casa) abbiamo finito di mangiare, e finalmente abbiamo gustato un buon caffè, prendiamo la nostra sigaretta dalla tasca e.. davanti a chi è al tavolo con noi, bagnamo leggermente l'involucro della sigaretta lungo la colla e... lentamente, con tutti e due i pollici l'apriamo in due! Si, ne facciamo uscire il tabacco su un tovagliolo, la sezioniamo come farebbe un bambino del suo giocattolo per vedere cosa c'è dentro. Ma farlo come se fosse una azione naturale, con non chalance, come se la stessimo fumando. Se samo in trattoria, dove non si può fumare, proviamo a uscire e fare fuori, sopra un cestino per le "cartacce" lo stesso giochino. Portamoci l'acqua per bere dopo.
passo 2) Dovrete sentire un poco di sadica soddisfazione nell'aver "ucciso" brutalmente la vostra sigaretta. Pulitevi i polpastrelli sopra la vittima e chiudete l'involucro in una sgualcita pallina di cellulosa (il tovagliolo è importante, è quell'oggetto con cui vi pulite la bocca). Prendete un bicchiere e versateci acqua, bevete un paio di sorsi e alzate lo sguardo su chi è con voi al tavolo riprendendo il discorso di Totti o di Felipe Massa o il vicino di casa che ne so.
passo 3) Adesso viene il difficile, ti guardano interrogativi, tua moglie ti lancia un :<<Ma che fai?!>> Tu svia il discorso, cerca di non parlarne. (potrai farlo se lei sai ti capirà) E' cosa tua, è cosa intima tua! Non serve dare troppe spiegazioni, lascia pure che ti prendano per pazzo. La consapevolezza di non essere capito nel momento in cui fai questa cosa può portarti a una sensazione di imbarazzo, ma, superarla la prima volta è di primaria importanza! Cioè; essere consapevole di superare psicologicamente una situazione caratteriale nuova, sei ad armi pari (se non di più) con il tuo Io col quale avrai molto da dire...
passo 4) Non è detto che tu ora non debba più fumare, fumerai come sempre, ma ogni tanto ripeterai questa pantomima (anche solo) Finché quando ti vedranno, amici, famigliari o colleghi e diverrà quasi normale. Loro le sigarette le fumano, tu invece ne fai dppio uso, perché così ti piace: a volte le fumi, e a volte le apri facendone uscire le interiora provando (ma solo tu lo sai) un gusto particolare che gli altri non capiranno! Importantissimo! Non ti vantare mai delle gestualità, non regalare notizie sul perché, dì loro che è un "vizio" nuovo, un tic o quello che vuoi ma, non devi dirne le finalità. E' cosa tua.
Ultimo passo)
Devi avere consapevolezza che oggi aprirai una sigaretta, domani una nella stessa situazione e fra tre giorni saranno due! Un successo! Ma saranno due solo se tu ne sei convinto, non farlo perché lo devi.
Conclusioni: Tieni presente che questo che ho esposto non è un metodo o frutto di studi approfonditi per trovare "l'uovo di colombo" è una consapevolezza di trovare finalmente il tuo migliore amico che è nient'altro che il tuo Io, e soltanto con lui puoi discutere sul da farsi, se insieme deciderete di smettere di fumare o di bere ci riuscirete senz'altro. Certo ci vuole coraggio per affrontare gli interrogativi di chi ti vedrà fare queste cose alle tue sigarette, ma tu sei intelligente e stai facendo Ginnastica psicologica per rafforzare il tuo alter ego e... Scusa se è poco.
Questi "consigli" certo sono abbastanza surrogati da una migliore esposizione, ma tanto questi 5 punti sono solo alla portata di persone di cultura più aperta, e di certo faranno ridere chi non si rende conto che la propria personalità (o anima) è prigioniera di una cultura industriale che non lascia nulla di libero. Tu hai scoperto questo, e ora come ti senti?
Fatemi sapere qualcosa per migliorare e lasciare la nicotina a chi la produce! Gradirei una vostra e-mail anche anonima se volete, nel caso consideraste provare, allo scopo di una statistica sui numeri. Ciao e complimenti.
P.s. non è una lotta.
maximoRed 26 agosto 2007
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