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Sophie GermainMatematica di straordinario talento, dovette lottare contro i pregiudizi della società francese del XIX secolo per far conoscere i risultati che aveva conseguito nella teoria dei numeri e nello studio dell'elasticità. |
Dopo Ipazia matematica
di Alessandria, linciata dalla folla nel 415 per le sue opinioni religiose e
della quale purtroppo non ci è pervenuto alcun lavoro, dovettero trascorrere più
di 1300 anni perché le donne riuscissero conquistarsi un <<posto al sole>> tra i
grandi matematici. Nel 1750 alla studiosa italiana Maria Gaetana Agnesi,
nota per i risultati ottenuti nel calcolo differenziale, fu offerta la cattedra
di matematica all'università di Bologna (che rifiutò) e nel 1756
Gabrielle-Emilie, marchesa di Chatelet, tradusse in francese i Principia
Mathematica di Isaac Newton. Come Ipazia, la marchesa di Chatelet e
l'Agnesi, anche Sophie Germain dovette battersi con fierezza contro i pregiudizi
della famiglia, degli amici e dei collaboratori per portare a compimento la sua
formazione matematica. Possedeva un talento eccezionale,1 grande ambizione e una
passione per la scienza che non ammetteva distrazioni. Autodidatta, si interessò
alla matematica e alla fisica e produsse lavori originali nei campi della
teoria dei numeri e della teoria dell'elasticità. Nonostante i risultati
ottenuti, il suo lavoro non ha ancora ricevuto il riconoscimento che merita.
Sophie Germain nacque a Parigi il 1 di aprile del 1776, in un'epoca cui le leggi
di Newton governavano il cosmo e i decreti di Luigi XVI la Francia. La
Germania era una fautrice dell'innovazione in campo politico e, sostenendo la
causa della matematica e della fisica, si trovò combattere con grande orgoglio
per abbattere le barriere che impedivano l'ingresso delle donne nel mondo della
scienza.Il padre, Ambroise-Francoise Germain, apparteneva alla borghesia
liberale e colta: i Germain erano da generazioni una famiglia di mercanti e
disponevano di abbondanti mezzi finanziari. Per difendere gli interessi
familiari, Ambroise si fece eleggere come rappresentante del terzo Stato
dell'assemblea costituente del 1789. All'età di 13 anni Sophie
era come una ragazza timida e goffa. Alle preoccupazioni della sua famiglia,
ossessionata dalla politica e dal denaro, reagì rifugiandosi nella biblioteca
paterna. La Germain iniziò in modo autonomo gli studi di matematica, leggendo
semplicemente tutti i libri che poté trovare. Esattamente come lei non riusciva
a capire l'interesse dei suoi genitori per la politica, così questi ultimi non
riuscivano a capacitarsi della sua passione per la matematica. Essi ritenevano
che tanto interesse per la materia fosse sbalorditivo per la sua età e
sconveniente per il suo sesso. Il matematico italiano Guglielmo Timoleone Libri,
divenuto in seguito amico della Germain, narra come ella riuscisse a superare le
resistenze dei genitori, che volevano che abbandonasse la matematica, studiando
a lume di una candela mentre tutta la famiglia dormiva. Nelle notti d'inverno,
quando l'inchiostro gelava il calamaio, leggeva, avvolta nelle coperte. Alla
fine la sua determinazione ebbe ragione delle resistenze dei genitori che la
sostennero economicamente per tutta la vita nonostante giudicassero <<strani>> i
suoi interessi. Sophie Germain non si sposò ne ottenne mai una posizione
professionale che le consentisse di mantenersi. Leggendo di Archimede nella
Histoire des Mathematiques di Jean-Etienne Montucla, la Germain si
identificava con lo scienziato greco che aveva lottato per proseguire le sue
ricerche nonostante i romani cingessero d'assedio Siracusa. Passò quindi dal
trattato di aritmetica di Etienne Bezout ai lavori di Newton e del matematico
svizzero Leonhard Euler. Parenti, amici e
insegnanti non prestavano molta attenzione al talento della giovane Sophie. Essi
non vedevano che cosa si potesse ricavare dall'affannamento della mente di una
giovane borghese. Sophie Germain aveva 19 anni quando fu fondata l'Ecole
Polytechnique e riuscì a ottenere gli appunti di molti corsi, tra cui quello di
analisi tenuto da Joseph-Louis Lagrange e quello di chimica tenuto da
Antoine-Francois Fourcroy. Durante una sessione, Lagrange chiese agli studenti
di esprimere il loro parere sul corso. Temendo che la sua opinione sarebbe stata
ignorata, la Germain firmò le sue osservazioni con il nome di uno studente dei
corsi precedenti, Antoine-August Le Blanc.
L'educazione di Sophie Germain seguì una via piuttosto insolita, trattandosi di
una donna del suo ceto. Nel diciottesimo secolo alcune donne dell'aristocrazia
ricevevano una preparazione scientifica attraverso opere divulgative scritte
appositamente per loro. Le informazioni scientifiche fornite alle donne da
queste pubblicazioni avevano un solo scopo di consentire loro di intrattenere
conversazioni da salotto su questi argomenti. Francesco Algarotti scrisse uno
dei più notevoli libri di questo tipo: Neutonianismo per le dame.
Algarotti riteneva che gli interessi delle donne ruotassero solo intorno alla
galanteria e all'amore e quindi cercò di impartire i suoi insegnamenti di fisica
intrattenendole su tali argomenti. Il suo libro e imperniato un dialogo tra una
marchesa e un suo interlocutore; in una scena l'interlocutore spiega la legge
dell'inverso del quadrato, in base alla quale due corpi si attraggono in
proporzione inversa al quadrato della distanza fra di essi. La marchesa
asserisce che questo concerto le è già familiare. <<Non posso fare a meno di
pensare che questa proporzionalità... si osservi anche nell'amore: quindi, dopo
otto giorni di assenza, l'amore diventa 64 volte più debole del primo giorno>>.
Il libro è costellato da digressioni di questo genere che oscurano i pochi
passaggi in cui la fisica è spiegata in modo rigoroso. La Germain non tollerava
questa letteratura frivola oltre misura. Andò su tutte le furie quando seppe che
Joseph-Jerome Lalande aveva detto che non sarebbe riuscita a comprendere l'opera
di Pierre-Simon Laplace finché non avesse letto il suo volume L'Astronomie
des Dames. La Germain dichiarò pubblicamente che non avrebbe più rivolto la
parola a Lalande.
La sua istruzione avvenne in modo disorganizzato e senza sistematicità. Ebbe
occasione di incontrare Lagrange e diversi altri scienziati, alcuni dei quali la
sfidavano sottoponendole problemi di relativamente facile soluzione, ma la
Germain aspirava a un'istruzione di carattere professionale di cui non le fu mai
fornita l'opportunità. Il suo isolamento non fu decretato solo dalla comunità
maschile degli scienziati, ma anche dalle donne più colte della società, dato
che la sua nascita borghese non le consentiva la frequentazione
dell'aristocrazia. Inoltre non fu mai legata a uno scienziato che la mettesse in
contatto con le idee del tempo, una strategia che invece adottarono sia la
duchessa di Gotha sia madame Lalande.può darsi che il carattere timido e schivo
della Germain, che la induceva a sfuggire alle occasioni mondane, abbia
contribuito al suo isolamento. E la riteneva, come gli enciclopedisti che aveva
letto, che i suoi contributi scientifici avrebbero potuto superare, per i loro
meriti intrinseci, il vaglio degli scienziati del suo tempo e i pregiudizi
sociali. La Germain fu esclusa dalla comunità scientifica proprio nel periodo in
cui questa andava raccogliendo un numero sempre maggiore di adesioni,
incoraggiando tra i membri una collaborazione di una intensità mai registrata in
precedenza. Non doveva più studiare al freddo, ma doveva pur sempre scalare una
parete di ghiaccio per ottenere il riconoscimento al suo lavoro.
All'inizio del diciannovesimo secolo la Germain ebbe le sue occasioni più
importanti nel campo della teoria dei numeri. Lagrange e Adrien-Marie Legendre
erano molto interessati all'argomento e la incoraggiarono ad approfondirlo. Nel
corso di diversi anni arrivò una comprensione profonda dei metodi presentati
nelle
Disquisitiones Arithmeticae da Carl Friedrich Gauss. Stimolata da questo
libro, la Germain scrisse lo stesso Gauss, tra il 1804 e il 1809,1 dozzina di
lettere che firmava con lo pseudonimo <<Le Blanc>> perché temeva <<il ridicolo
inevitabile associato alla condizione di donna studiosa>>. Nella sua prima
lettera a Gauss, la Germain discute l'equazione di Fermat, ossia; x^n + y^n = z^n dove x, y, z e
n sono numeri interi. Pierre de Fermat riteneva di poter dimostrare che
l'equazione non aveva soluzioni per valori di n > 2. Fino a oggi questa
congettura, nota come ultimo teorema di Fermat, non è stata dimostrata. La
Germain scoprì che l'equazione di Fermat non è risolvibile quando n è
uguale a
p - 1, dove p è un numero primo della forma 8k
+ 7. (per esempio, se k è uguale a 2, allora p è un numero primo,
e precisamente 23, e n è 22). Quindi spiegò la sua dimostrazione a Gauss,
osservando che <<sfortunatamente, la profondità del mio intelletto non eguaglia
la voracità del mio appetito e mi sento un po' temerario a disturbare un uomo di
genio quando non ho altri titoli per pretendere la Sua attenzione che
l'ammirazione, necessariamente condivisa da tutti i suoi lettori>>.
Gauss rispondeva così: <<Mi compiaccio profondamente che l'aritmetica abbia
trovato in voi un cultore così abile. La vostra nuova dimostrazione... è molto
bella, sebbene sembri applicarsi a un caso isolato e non possa generalizzarsi in
altri numeri.>> Nel
1806 la Germain fece pervenire un messaggio a Gauss tramite Joseph-Marie
Pernety, un ufficiale dell'esercito del suo amico. Era preoccupata della sorte
di Gauss, dato che Napoleone aveva proprio allora conquistata gran parte della
Prussia. Disse a Pernety che temeva che Gauss potesse andare incontro alla
medesima sorte di Archimede, ucciso dai romani. Pernety mandò un messaggero per
informarla del fatto Gauss stava bene, ma non conosceva alcuna Sophie Germain.
Nella sua lettera successiva a Gauss, Sophie Germain, alias Le Blanc, rivelò la
sua vera identità. Gauss ne rimase sorpreso e ammirato. <<Una donna, a causa del
suo sesso e dei nostri pregiudizi, incontra molti più ostacoli di un uomo nel
familiarizzarsi con problemi complessi. Tuttavia, quando supera queste barriere
e penetra nelle profondità più recondite, rivela di possedere il coraggio più
nobile,1 talento straordinario e un genio superiore.>> Le lodi di Gauss erano
sincere, come rivelano le lettere che egli inviò all'astronomo tedesco Heinrich
W. M. Olbers. Nel 1808 la Germain scrisse a Gauss descrivendogli quello che si
sarebbe rivelato il suo contributo più brillante alla teoria dei numeri. E la
dimostrò che se x, y e z sono numeri interi e se x^5 +
y^5 = z^5 allora o x o y o z deve
essere divisibile per 5. Questo teorema è stato utile per la dimostrazione del
teorema di Fermat nel caso in cui n sia uguale a 5.
Gauss non fece alcun commento su questo risultato. A quel tempo era stato da
poco nominato professore presso l'università di Gottinga e aveva abbandonato i
suoi studi di teoria dei numeri, logorato da questioni di carattere
professionale e personale. Questo teorema rimase dunque in gran parte
sconosciuto. Nel 1823 Legendre lo cita in un articolo in cui descrive la sua
dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat nel caso in cui n sia uguale
a 5. (nel 1676 Bernard Frénicle de Bessy aveva dimostrato il teorema per
n uguale a 4; nel 1738 Euler lo aveva risolto per n
uguale a 3.) Nel periodo compreso tra il 1738 e i lavori di Ernst Kummer nel
1840, il teorema di Sophie Germain emerge come il risultato più notevole in
relazione all'ultimo teorema di Fermat.
Sophie Germain si affidava alla guida di Gauss nelle sue ricerche di teoria dei
numeri. Quando la loro corrispondenza si interruppe, ella cercò e nuovi problemi
e nuove guide. Nel 1809 si imbatté in una sfida che avrebbe ispirato alcuni dei
suoi lavori migliori, infatti si impegnò a fondo nel tentativo di spiegare gli
esperimenti di Ernst Chladni sulle vibrazioni delle superfici elastiche. Gli
esperimenti di Chladni consistevano nel versare sabbia fine e su una lastra di
vetro e nel mettere in vibrazione la lastra strofinandone il mondo con un
archetto. La savia rimbalzava lontano dalle regioni in vibrazione per
accumularsi nei <<nodi>>, luoghi dei punti che restavano immobili. Dopo alcuni
secondi la lastra si ricopriva di una serie di curve composte da granelli di
sabbia, disposte secondo affascinanti e i simmetrici: cerchi, stelle e altre
figure geometriche. Le caratteristiche delle configurazioni che venivano a
formarsi dipendevano dalla forma della superficie, dalla collocazione dei suoi
sostegni e dalla frequenza della vibrazione. Durante una visita a Parigi nel
1808, Chladni presentò i suoi esperimenti ai 60 matematici e fisici che facevano
parte della Prima classe (o Accademia delle scienze) dell'Istituto di Francia.
Gli esperimenti di Chladni colpirono a tal punto di scienziati
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