Paolo Maffei, nasce a Foligno nel
1926Consegue la sua laurea in quel di
Firenze nel 1952, ha contribuito professionalmente presso gli osservatori di
Arcetri, Bologna, Asiago, Amburgo e Catania.
Dal 1963 al 1975 è stato docente all'Università
"La Sapienza" di Roma e, subito dopo nominato direttore dell'Osservatorio
Astrofisico dell'Università di Catania. Dal 1980 ha avuto l'incarico di
professore ordinario di Astrofisica al Dipartimento di Fisica
dell'Università degli Studi di Perugia. Nel 1987 ha fondato l'Associazione
Astronomica Umbra.Astronomo di fama internazionale, fu tra i primi a
dedicarsi alle ricerche di astronomia dell'infrarosso.Nel 1968 ha scoperto, nei pressi della costellazione di
Cassiopea, due galassie a cui fu dato il suo nome:
Maffei 1 (grande galassia la cui luce purtroppo per noi
astrofili è fortemente assorbita da polveri interstellari ) e Maffei 2 che
fa parte del Gruppo locale, il piccolo ammasso al quale appartiene
anche la Via Lattea, e che dista dalla Terra circa quattro milioni di anni luce
circa.
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(Premessa di MaximoRed) Molte volte si è discusso su
questa stella del fatto se poteva essere o meno risolta da un comune telescopio
di medie dimensioni. I pareri e le valutazioni erano sempre discordanti, nel
forum e che io frequento si è parlato di questa possibilità, e molti iscritti
davano il successo della separazione in dipendenza di un ottimo seeing
accompagnato da uno strumento almeno di 200 mm e andare a scovare nei cerchi di
diffrazione sapendo dove guardare. Personalmente con un telescopio Newton da 13
cm, sotto una luna nuova e con un oculare da 10 mm (circa 100 X) mi ero convinto
di averla intravista. Ma col senno di poi, mi ricredo. Anzi sono sempre più
convinto che per separare Sirio A e Sirio B ci vogliono generosissime aperture.
In ogni caso invito i lettori a scrivermi se credono di essere riusciti a farlo
con il proprio strumento. Non fosse altro che per mettere d'accordo queste
discordanze, (perdonatemi gioco di parole). Attenzione, l'autosuggestione,
l'eccitazione nel cercare un oggetto particolare fa si che lo si trovi più
facilmente del previsto. Bisogna tenere conto in ogni modo che l'orbita completa
di Sirio B si conclude in 50 anni e varia da 3" a 11",5 dal massimo
avvicinamento alla stella principale al massimo allontanamento. Fine premessa.

Osservando la traiettoria percorsa in cielo a distanza di decenni,
si scoprì che non era rettilinea ma seguiva,
straname nte, una specie di serpentina. Il grande astronomo e matematico tedesco F. W Bessel,
tra il 1834 e il 1844, interpretò quest'irregolarità come
perturbazioni dovute a un secondo corpo, invisibile. La notte del 31 gennaio
1862 A. G. Clark, celebre costruttore di telescopi statunitense, provando il più
grande rifrattore di allora, con l'obiettivo del diametro di 47 cm, appena
costruito da suo padre, scoprì una stellina di magnitudine 8,6 vicinissima a
Sirio, che appena si distingueva, soffocato com'era dal prepotente splendore
della compagna più luminosa. Da allora, nonostante la difficoltà
dell'osservazione, la posizione delle due stelle fu ripetutamente misurata e
oggi sappiamo con certezza che Sirio B si muove intorno a Sirio A compiendo una
rivoluzione completa con il mezzo secolo (49,98 anni, per l'esattezza). Nel
corso di ogni rivoluzione Sirio B appare avvicinarsi fino ad appena 3" e
allontanarsi fino a 11",5 da Sirio A. Questa seconda circostanza,
particolarmente favorevole alle osservazioni, si è verificata l'ultima volta nel
1975. Dal momento che Sirio era una stella doppia e che si erano ricavate le
orbite di entrambe le componenti intorno al baricentro comune, si potevano
ottenere le masse delle due stelle. Risultò così che Sirio A "pesava" 2,35 volte
e Sirio B 0,98 il sole. Fin dal momento della scoperta Sirio B aveva colpito per
una particolare stranezza: il suo debole splendore e rispetto a Sirio A. La
differenza tra le magnitudini tra le due stelle aveva mostrato subito che Sirio
B appare 10.000 volte più debole di Sirio A, e questa differenza di splendore
deve essere reale perché entrambe le stelle sono alla stessa distanza da noi.
Una differenza tanto forte può essere spiegata, schematicamente, in due modi. Lo
splendore di Sirio B potrebbe essere minore perché la quantità di radiazione (e
quindi di luce) emessa ogni centimetro quadrato della superficie è minore.Ciò può avvenire solo se la
temperatura superficiale di Sirio B è molto più bassa di quella di Sirio A.
Altrimenti, ammettendo che la temperatura superficiale sia la stessa, d'energia
irradiata dall'unità di superficie deve essere la stessa e la stella può
apparire più debole solo se l'area della superficie emittente totale è minore.
In altre parole in questo secondo caso Sirio B deve essere molto più piccola di
Sirio A. Se la temperatura di Sirio B fosse stata molto più bassa di quella di
Sirio A e il colore avrebbe dovuto essere rossastro. La determinazione del
colore o, meglio ancora, la registrazione di uno spettro di Sirio B era dunque
di importanza decisiva. Quest'impresa si rivelò sin dall'inizio tutt'altro che
facile, a causa del preponderante e splendore di Sirio A. Finalmente nel 1915, W. Adams,
riuscì a ottenere uno spettro di Sirio B col
telescopio di 1,50 m dell'Osservatorio di Monte Wilson. Con grandissimo stupore
degli astronomi lo spettro parve di tipo A. Sirio B aveva dunque, più o meno, la
temperatura della sua compagna maggiore e, delle due soluzioni, quella era la
seconda: per essere tanto debole doveva essere piccolissima. Secondo le ricerche successive. Sirio B risultò essere grande appena il doppio
della terra. Contenendo in uno spazio tanto limitato una massa corrispondente a
quella del sole, doveva avere una densità enorme, che il calcolo, infatti,
mostrò uguale a 200.000 volte quella dell'acqua. Con tale intensità un
blocchetto di materiale della grandezza di una scatola di fiammiferi, preso su
questa stella, viene a pesare 8 tonnellate. Se quel corpo, invece di essere una
stella, avesse una superficie solida e fredda come quella del nostro pianeta
sulla quale poter atterrare, gli astronauti sarebbero sopraffatti dalla fatica.
Per poter sollevare una piuma di 1 g, dovrebbero compiere lo stesso lavoro che
si compie sulla terra per sollevare 200 chili. Ma c'è di più, non potrebbero
neppure sopravvivere, perché morirebbero letteralmente schiacciati dal proprio
peso. Le osservazioni più recenti, eseguite dal 1961 al 1962, all'inizio
dell'attuale elongazione, col telescopio di 5 m di diametro di Monte Palomar,
hanno dato risultati ancora più estremi. Secondo queste la massa è stata
confermata pari a quella solare (1,02 invece di 0,98) ma la temperatura è
risultata di oltre 30.000° C, cioè molto più alta di quella di Sirio A. Un
risultato analogo è stato ottenuto attraverso le prime osservazioni
spettroscopiche dell'ultravioletto eseguite nel gennaio del 1975 con gli
strumenti installati sul satellite artificiale "Copernicus".Il diametro
calcolato con un valore così alto della temperatura è risultato di appena 10.800
chilometri, inferiore cioè a quello della terra, e la densità diventa
addirittura 3 milioni di volte superiore a quella dell'acqua. Con tale densità la materia non può trovarsi in uno degli stati
fisici (solido, liquido, gassoso) che conosciamo normalmente, in cui tra le
molecole degli atomi che la formano vi sono spazi vuoti molto ampi, rispetto le
dimensioni dell'atomo stesso. In Sirio B di atomi sono schiacciati dal peso
stesso della gran quantità di materiale costretto entro un volume limitatissimo
e la materia si trova in uno stato particolare detto degenere o anche "gas
Fermi", dal nome del celebre fisico che l'ha studiato. Succede insomma quello
che accadrebbe se stivassimo una gran quantità di uova in un grosso silos,
ammucchiandole l'una sull'altra senza alcuna protezione. Al crescere della
quantità e gusci di quelle che stanno sotto non reggerebbero più il peso delle
altre, si sfascerebbero e le uova si ammucchirebbero in un volume molto più
piccolo.
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