Quando, al sopraggiungere dell'inverno, la
costellazione di Orione si comincia a vedere, sembra davvero, come faceva notare
il Flammarion, un gigante che sorge sdraiato in prima sera e poi, man mano che
s'innalza nel corso della notte, si erge in piedi dominando tutto e tutti colla
sua mole. Questa costellazione, associata un personaggio variamente definito, è
ricordata già da Omero e nella Bibbia, e colpì certamente l'uomo fin dalla più
remota antichità. D'altronde per lo splendore delle stelle, per il loro
aggrupparsi e distribuirsi, per la grande estensione in cielo, si impone su
tutte le costellazioni, e per la sua particolare posizione rispetto all'equatore
celeste, e la taglia pressoché a metà, è visibile da ogni parte del nostro
pianeta. Delle stelle più brillanti alpha (Betelgeuse) e
gamma (Bellatrix) indicano le spalle del gigante,
lambda la testa, le tre allineate, ben note, la cintura e infine Kappa
e Beta i piedi. Ci fermeremo su quest'ultima, chiamata Rigel dal suo nome
arabo: Rul Jauzah al Yusra, che vuol dire " la gamba sinistra del Juzah".
Il nome moderno, Rigel, apparve per la prima volta nelle Tavole Alfonsine
del 1521, ma ancora per qualche secolo si continuò a chiamarla con nomi, come:
Rigel, Riglon, Algibbar, eccetera. Secondo il criterio con il quale Bayer
distribuiva le lettere greche alle varie stelle di ogni costellazione, Rigel
dovrebbe essere la stella più brillante di Orione dopo Betelgeuse, che è
indicata con la lettera alfa. In realtà la sua magnitudine visuale apparente è
0,13 mentre quella di Betelgeuse è variabile, e oscilla irregolarmente intorno a
0,7 raggiungendo al massimo, raramente, la magnitudine 0,1. Quindi in effetti la
stella più brillante di Orione è Rigel. Rispetto tutte le altre stelle del cielo
si colloca al settimo posto. È dunque una delle stelle che appaiono più
luminose. E attraverso le osservazioni
si è scoperto che questo non è
dovuto alla vicinanza, ma al fatto che è veramente un corpo celeste estremamente
brillante. Infatti l'esame microscopico e portato a classificarla come B8 Ia,
cioè una stella blu-bianca appartenente alla classe di luminosità più elevata.
La distanza di Rigel non si è mai potuta misurare con metodi diretti e anche il
moto proprio appare irrilevante. Era evidente che doveva essere notevole,
superiore ai 500 a.l.. Infatti ricavando gli altri parametri
spettroscopicamentre, si è trovato che ha una temperatura di 12.000°, una
magnitudine visuale assoluta V= -7,1 e bolometrica bol
= -7,6. Con questi dati è
risultato della sua distanza dalla Terra è di 900 a.l. e che la sua luminosità
57.000 volte quella del Sole. Se fosse distante quanto Sirio, questa non sarebbe
la più brillante stella del cielo, perché Rigel la soverchierebbe inondando la
terra di luce con una magnitudine apparente di -10, 1/5 dello splendore della
luna piena concentrato in un punto scintillante. Tanto splendore è dovuto non
solo alla notevole temperatura ma anche alle dimensioni. Infatti Rigel ha un
raggio 77 volte quello del Sole, come è stato calcolato dal diametro apparente
che, mediando i risultati ottenuti a partire dal flusso e quindi
interferometrici, è risultato 0", 0025. La massa, ricavata dalla relazione
massa-luminosità, è risultata 21 volte superiore a quella del Sole. Ma secondo
Barlow e Cohen viene perduta in ragione di un milionesimo di massa solare per
anno. Rigel è dunque una stella che disperde materia nello spazio molto più del
Sole. Ed ha anche una certa instabilità, dimostrata da spostamenti regolari
delle righe spettrali, con un periodo di 21,9 giorni, dovuti quasi certamente a
una pulsazione dell'atmosfera. Rigel ha una compagna. Fu scoperta nel 1871 da W.
Herschel ma non è facile vederla perché, essendo di magnitudine 6,7 è molto più
debole della stella principale che la offusca col suo splendore. La distanza
apparente non è molto grande: 9",5; l'angolo di posizione è 202°. Per vederla
occorre un rifrattore con l'obiettivo del diametro di circa 10 cm, usato al
crepuscolo o quando c'è chiaro di luna. Così viene attenuato l'effetto di
abbagliamento da parte di Rigel. Questo accorgimento va tenuto presente anche
negli altri casi di compagni deboli di stelle brillanti, come
Sirio B, Antares B, eccetera.
Sia la distanza apparente sia angolo di
posizione sono rimasti gli stessi almeno in oltre un secolo di misure precise,
cioè dal 1831 al 1954. Non sembra, quindi, della stella più debole e circoli
intorno alla più brillante. Tuttavia le due stelle hanno forse le stesse
caratteristiche dinamiche. Infatti anche Rigel B non mostra un moto proprio
sensibile e soprattutto ha una velocità radiale pressoché identica a quella di
Rigel A. Entrambe le stelle appaiono allontanarsi dalla Terra, Rigel A con la
velocità di 20,7 km secondo e Rigel B con quella di 19,1 km al secondo. E quindi
molto probabile che siano fisicamente collegate. La compagna di Rigel (reale o
apparente) è sicuramente doppia, come è stato scoperto spettroscopicamente.
Secondo le osservazioni pubblicate nel 1942 da Sanford, le due stelle hanno un
aspetto complessivo di tipo B9 e circolano intorno al baricentro con un periodo
di 9,86 giorni. Anche se, osservata telescopio, questa stella si riesce appena a
vedere, e non sempre, nel campo dello strumento inondato dalla luce di Rigel, in
realtà è un sistema di due stelle che risplendono complessivamente 150 volte più
del Sole. Una stranezza di questa binaria stretta è che celebri osservatori di
doppie visuali l'avrebbero vista al telescopio come una doppia già dal secolo
scorso. Burnham vide due stelle distinte: nel 1871 con un rifrattore di 15 cm e
nel 1878 con quello di 47 cm dell'Osservatorio di Dearborn. Aitken le vive nel
1903 e nel 1911, e stimò una separazione apparente di 0",10. Barnard, Hussey e
van den Bos la videro distinta in due stelle o, a volte, solo allungata. La cosa
strana, però, è che non è stata sdoppiata sempre da tutti. Van Biesbroek per
esempio, non lo trovò doppia osservandola col rifrattore di Yerkes, e col suo
obiettivo di 1 m di diametro è notoriamente più grande del mondo, e neppure
cercando di sdoppiarla in serate eccezionali con il riflettore di 2,08 m
dell'osservatorio del Mc Donald. È un caso molto strano. D'altra parte come fa
osservare A.H. Batten nel sesto catalogo di elementi orbitali di binarie
spettroscopiche, dal momento che le due componenti sembra che siano state
viste dello stesso splendore, si dovrebbe registrare anche lo spettro di
entrambe le stelle. Peraltro la stessa frase di Batten è alquanto sibillina.
Infatti, parlando della sospetta duplicità visuale di Rigel B, egli scrive che
la mancata rivelazione dello spettro della componente C fa dubitare sul
fatto che le due componenti siano state osservate di pari magnitudine e
conclude: "La stella C non può essere identificata con quella che produce lo
spettro secondario della coppia spettroscopica". In ogni caso è certo che Rigel
B è una binaria e che almeno una delle due componenti è di tipo spettrale B9.
Ora ci domandiamo: il sistema spettroscopico si trova alla stessa distanza di
Rigel A riforma addirittura con questa un sistema triplo? Cominciamo con
l'assumere come vera la prima affermazione. In tal caso la magnitudine assoluta
e di Rigel B sarebbe circa - 1,5, cioè, per ciascuna delle due stelle del
sistema spettroscopico, intorno a - 0,9, della massa, ricavata dalla relazione
massa-luminosità, sarebbe di circa 3 Ms. Dalle posizioni e le stelle sembrano
avere sul diagramma H-R si direbbe che le due stelle di Rigel B siano sulla
sequenza principale, mentre Rigel A si sarebbe già spaccata in direzione delle
giganti rosse. La cosa potrebbe essere avvalorata dalle piccole pulsazioni
osservate spettroscopicamente. Infatti Rigel A potrebbe essere appena uscita dal
gruppo delle beta Cephei che, come è noto, sono stelle giganti O-B che si
stanno staccando dalla sequenza principale e pulsano 10 volte più rapidamente di
Rigel A. Con una tale posizione sul diagramma H-R, Rigel A dovrebbe avere un'età
di circa 10 milioni di anni e raggiungerebbe le ultime fasi dell'evoluzione
stellare tra non più tardi di un milione di anni. Le due componenti di Rigel B,
con la massa che abbiamo loro attribuito, dovrebbero vivere intorno a 330
milioni di anni, dei quali almeno 200 li trascorrerebbero sulla sequenza
principale. Queste considerazioni sarebbero in accordo con l'ipotesi di
un'origine comune delle tre stelle,1 rapida evoluzione di Rigel A, dovuta alla
sua massa elevata, e la collocazione di Rigel B sulla sequenza principale. Ma
prima di delineare e dettagliare questo quadro occorre risolvere molti punti
dubbi. Bisognerebbe conoscere esattamente i tipi spettrali e le masse delle
componenti di Rigel B; sapere se c'è scambio di massa tra le due stelle ed
esplorare la possibilità che una delle due, divenuta molto massiccia, possa
evolversi molto rapidamente. Anche per Rigel A Le previsioni non sono facili
perché la perdita di massa potrebbe avvenire con un ritmo sempre più rapido o,
al contrario sempre più lento. A seconda dei casi, anche l'evoluzione si
svolgerebbe in modo diverso e, se la massa si riducesse notevolmente,
cambierebbe persino il modo in cui la stella finirebbe i suoi giorni.
Queste considerazioni sull'evoluzione
passata e futura delle tre stelle di Rigel ci dimostrano che, se il sistema
fosse più osservato e studiato, potrebbe ancora rivelarci molte cose
interessanti. Anche le stelle brillanti, riviste con nuove tecniche e strumenti
più potenti, si stanno dicendo cose nuove. E potranno dircene in futuro molte di
più, se non ci si abitua troppo a considerarle ormai ben note e, poco
interessanti. |