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Gregorio Ricci Curbastro

Gregorio Ricci Curbastro

I suoi studi di calcolo non furono immediatamente riconosciuti dalla comunità scientifica, ma ci pensò in seguito Albert Einstein, a causa di una esigenza di trovare equazioni che descrivessero alcuni aspetti dello spazio-tempo  all'interno della Teoria della Relatività Generale.

                                                                                        di maximoRed

Gregorio Ricci Curbastro

 

Gregorio Ricci Curbastro - Nasce a Lugo il 12/1/1853 da famiglia borghese benestante.
Il padre Antonio Ricci Curbastro, conosciuto ingegnere in tutta la provincia ravennate e la madre Livia Vecchi, hanno già in testa l’idea di come i loro figli avranno gli approcci agli studi. Sia Gregorio sia suo fratello Domenico ebbero, prima di entrare in università, istruzioni private, attraverso tutors che a domicilio li seguivano in un percorso di insegnamento mirato e dettagliato.
Solo nel 1869 Gregorio Ricci Curbastro si iscrisse all'università di Roma, frequentando i corsi di matematica e filosofia.


Nonostante non avesse frequentato precedentemente la scuola,

si presentò preparatissimo nell'affrontare gli studi universitari. E' pur plausibile, anche se non ho trovato riscontri certi , che in quel periodo politico, quando proprio nel 1870 Roma divenne capitale del Regno d'Italia, dalle vicissitudini belliche italo-francesi, il nostro ne fu certamente influenzato, tali che gli fecero dopo solo un anno fare ritorno a casa.
Vi rimase fino al 1872 quando si iscrisse all'Università di Bologna frequentandone un biennio per poi trasferirsi alla Normale di Pisa che era in quel periodo, già un centro importantissimo per la ricerca matematica. Qui Ricci Curbastro conobbe Enrico Betti e Ulisse Dini, partecipando a conferenze e apprendendo sempre di più sugli sviluppi matematici di quell'epoca, che furono fondamentali per le sue ricerche di studio e la direzione . Infatti, già nel 1875 gli fu assegnato il primo dottorato grazie a un lavoro di ricerca su equazioni differenziali lineari.

Nel 1877 vincendo una borsa di studio, si reca in Germania presso la Technische Hochschule di Monaco di Baviera, li conobbe Felix Klein (presidente) e Alexander von Brill, Ricci Curbastro partecipò alle loro conferenze conquistando le loro rispettive stime. Va detto che Klein non fu il matematico "scatenante" lo stile di Ricci Curbastro, ma in maggior modo lo furono , Lipschitz, Christoffel e Rienmann, Quest'ultimo diede l'input a Ricci Curbastro per un approfondito studio della geometria "riemanniana".
Tornato a Pisa dopo un anno di soggiorno pieno di incontri  e influenze culturali di stile, si mise subito al lavoro dedicando grossa parte dei suoi studi proprio a quelli che saranno i risultati del calcolo differenziale assoluto; grazie all'aiuto di Eugenio Beltrami, Ricci Curbastro determinò, a partire da un

tensore,

di costruire un sistema per mezzo di derivazioni che gli avrebbe permesso di ottenere le basi per il calcolo analitico (infinitesimale) tensoriale su variazioni di origine riemanniana. Egli si rese conto da subito dell’importanza che il suo lavoro poteva avere per la fisica matematica e per la teoria dell’elesticità e della teoria del calore. Lavoro degno di riconoscimenti che gli permisero, a buona ragione, di concorrere per due volte al Premio Reale di Matematica, ma purtroppo senza successo, probabilmente perché ancora non si vedevano, in quel periodo, reali applicazioni di quei modelli matematici. Nonostante i mancati riconoscimenti Ricci Curbastro approfondendo continuamente i propri studi, attirò l'attenzione di altri giovani matematici che si ritrovarono già da subito in piena collaborazione, tra i quali: Tullio Levi Civita che sarà poi il validissimo collaboratore di spiccata intuizione.
Da li a pochi anni i due matematici pubblicarono insieme, era il 1900, sul <<Mathematische Annalen>>, l'articolo: Méthodes de Calcul Differentiel Absolu et leurs Application, un esauriente trattato sul calcolo differenziale assoluto. Non si verificò immediatamente un vero interesse su questi studi, ma con lo sviluppo della Teoria della Relatività Generale di Einstein, Ricci Curbastro e Tullio Levi Civita ebbero, seppur in modo molto tardivo i dovuti riconoscimenti.
Ricci Curbastro merita un attenzione come matematico certamente con molto più valore di quella che gli è stata data fino ad oggi allo stesso modo di Tullio Levi Civita,

 

 

 Albert Einstein

ebbe a trovarsi in una impasse nello sviluppare la teoria della relatività generale a causa di alcune equazioni che non potevano aderire allo spazio-tempo. Si trattava, in sostanza, di capire la possibilità di creare un un calcolo differenziale su una tipologia spazio-temporale non euclidea.
Einstein non sapeva che questo tipo di calcolo era già stato iniziato da Gregorio Ricci Curbastro e in seguito sviluppato da Levi Civita in Italia.

Tanto è vero che Einstein scrisse al suo amico e matematico Marcel Grossmann: <<Aiutami, o io divento pazzo!>> Fu proprio Grossmann ad avviare Einstein verso le tortuose soluzioni del calcolo tensoriale.
Einstein ebbe modo in seguito, quando ebbe completato la "costruzione" della sua famosa teoria, di citare in uno scritto:<< Alla bellezza di questa teoria non si potrà sottrarre nessuno che l'abbia veramente compresa; costituisce questa, un trionfo nei metodi del calcolo differenziale generale assoluto fondato da Rienmann, Gauss e Levi Civita>>

In ultima analisi il calcolo tensoriale rappresenta in modo probabilmente unico, il metodo per esprimere, non dipendente da un sistema di assi e coordinate, diverse equazioni geometriche e fisiche matematiche che descrivono gli sviluppi delle propagaziooni del calore e quelle dell'elasticità.

 

 

I "tensori"

indipendenti dalle coordinate sono "quantità" che evidenziano le peculiarità e quindi le caratteristiche dei numerosi risultati possibili di matematica e geometria.

A mio modestissimo parere Personaggi come Gregorio Ricci Curbastro e Tullio Levi Civita vanno ricordati, se non a livello di popolarità, come scienziati che hanno collaborato a mettere maggiore "luce" nei bellissimi misteri della matematica.
Ricci Curbastro continuò i suoi studi insegnando all'università di Padova. Morì a Bologna il 6 agosto 1925.

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