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NOTTE DI STELLE ALLA "RISERVA MONTAGNE DELLA DUCHESSA"

Una serata di divulgazione astronomica e naturalistica. Sono intervenuti per l'astronomia: Angelo Ripanti, Alessio Caradossi e chi scrive. Per l'esposizione naturalistica: la dottoressa Luciana Carotenuto Conservation Biologist della Riserva. Trenta ferventi invitati.

di maximoRed  foto 1,2,3,4,5 di Alessio Caradossii

Non credo che dimenticherò la serata del 6 settembre 2008, quando insieme ad Angelo e  Alessio abbiamo arringato del cielo notturno e delle stelle con la passione che ci coinvolge, senza cedimenti.

 

In primis; sono felice di aver conosciuto una splendida persona; la dottoressa Luciana Carotenuto, Conservation Biologist presso le Montagne della Duchessa Regional Reserve, lei, parte integrante di quella  natura, la vive e ne parla con un rispetto raro, e a quanto sembra sia di giorno che di notte.

 

Tutto iniziò una sera al Rifugio del Diavolo, in pieno Parco Nazionale d’Abruzzo, ero là con altri amici astrofili per una nottata di osservazioni e, al tavolo della cena conobbi Luciana. Mi piacque da subito per la sua curiosità verso gli oggetti del cielo e il suo modo di proporsi all'argomento. Parlammo abbastanza a lungo per capire insieme che si poteva sviluppare un progetto di incontro che avesse unito natura terrestre ed extraterrestre, non sembri una ricerca di alieni verdi a spasso per i boschi, ma un intrigante connubio Cielo-Terra, presso la sua competenza al Riserva Montagne della Duchessa , non molto distante da li.

 

Dopo il caffè ci spostammo con le strumentazioni su un prato poco lontano, Luciana seguì con attenzione dopo qualche abbozzo di teoria, la pratica di montaggio delle ottiche sulla montatura equatoriale e finalmente, a notte scesa, l’osservazione all’oculare avrebbe definitivamente convinto e rafforzato il progetto.

Verso le due ci lasciammo con lo scambio di e-mail e da li a due mesi circa mettemmo su, anche insieme a Angelo Ripanti, attentissimo cartografo celeste e prezioso collega astrofilo, quello che doveva essere una “Notte di stelle” tra pipistrelli, monitoraggi di bramiti e orsi nomadi.

 

 

 Detto-fatto Il nostro arrivo(una rarità di organizzazione!), l’appuntamento era il 6 settembre alle 18,00 a Cartore, un borgo di due anime (si proprio due!) che da li a poco si sarebbe popolato di una trentina di persone  a cui avremmo fatto vedere le stelle!

Dopo una piccola escursione sulla jeep dei due gentilissimi guardiaparco, per trovare un sito tra i tanti adatto all’osservazione, decidemmo di stabilirci a un centinaio di metri dal borgo. Una radura pianeggiante abitata Ingresso al paeseda ortotteri saltellanti e ai lati, da una folta vegetazione. I monti incorniciavano il tutto.

I primi curiosi di astronomia ma già naturalisti, apparvero con discrezione, in silenzio, con bellissime e grezze domande, tirate come noci da sgusciare.

Dopo una mia breve introduzione sulla montatura equatoriale, Alessio Caradossi, dotto di dettagli ottici, specificava con praticità e con parole adatte alla situazione le varie differenze fra telescopi newtoniani e catadiottrici, Angelo con un piacere non comune, quello che ci avrebbe aspettato nelle osservazioni notturne, indicando le posizioni e i nomi delle stelle di prima grandezza.

Giunta l'ora del crepuscolo, puntai la Luna e subito nacque una coda ordinata al mio telescopio che non aveva mai supportato prima di quella sera tanti occhi Montaggio effettuatocuriosi, io ero al suo Ultimi accorgimenti e telescopioAngelo,Alessio, io, il guardiaparco e un neofitafianco orgoglioso e compiacente. Poi Giove, il signore delle gravità locali ci regalava al newton di Alessio, i suoi brillantissimi satelliti.

 

 

Le costellazioni, enormi ed evidenti, facevano finalmente completa bella mostra della loro geometria mitologica, che dalla città non erano altro che poche stelle da scovare con difficoltà. Il Cigno, l’Aquila, la Lira e una Via Lattea imponente che al binocolo di Angelo regalava una miriade di astri accesi solo per noi. La serata era ormai entrata nel vivo quando: un dito si alzò dal pubblico, e il proprietario chiese:<<qual è la stella Polare?>> Un tocco da maestro di Angelo fece accendere la laser-pen, un raggio verde, “toccò” al primo colpo quella stellina che per secoli fu un sacro riferimento  per la storia dell'uomo, un sorpreso “ohooo” si levò e il laser spostandosi, sembrò trascinarsi via altre stelle e stelline, come può fare una bacchetta magica. Una inconscia stregoneria.Puntamenti laser (grazie a Mauro Consoli)

Adesso, tutti sapevano di Vega o Altair, di Aldebaran e Andromeda nonché della “W” di William Shakespeare che si riconosceva in Cassiopea.

 

Da li a poco la dottoressa Luciana Carotenuto ci intratteneva con i suoi progressi di lavoro relativi allo studio dei pipistrelli. Bè, io sono rimasto affascinato dal suo “bat-detector” in uso, credo allo stesso modo in cui lei lo era stata del mio telescopio, un vero e proprio scambio culturale!

I biscottini del posto e il vinsanto erano perfetti per un piccolo cerchio di persone che ascoltavano. Lei avrebbe aspettato un pò di più.

Sono convinto che l’essere coscienti di avere sopra la testa pipistrelli che svolazzano, o alci che da lontano sentono i nostri odori e vocii, o ancora sapere che cricetidi autoctoni dall’ultima era glaciale si divertono alle nostre spalle un po’ più su… è veramente sentirsi parte di una preziosa comunità animale.

 Lago della Duchessa Il lago della Duchessa

 

La Riserva della Duchessa, come del resto tutti i parchi, sono aree protette, penso; è questo  che ti fa sentire bene all’interno di esso? O è il potere che riesco a dare all’aggettivo? Mah! Non credo che cambi poi molto. La sensazione della natura che mi proteggeva in quei rari momenti stava a me come all’orso una tana d’inverno.  

Per concludere; sento il bisogno di consigliare vivamente a chi non si è mai troppo avvicinato a questo mondo-natura, di vivere almeno un giorno questi parchi sapientemente osservati e curati, e badate bene, non da “giardinieri” ma da persone che hanno assunto uno stile di vita che è sicuramente un gradino sopra ai nostri interessi industriali di tutti i giorni, viverli per sentire finalmente l’odore della natura come segno inequivocabile della nostra esistenza.

 

Grazie.

 

massimo trinca

 

 

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