Eben M. Byers
si spense
all'alba di giovedì 31 marzo 1932, vittima di una misteriosa sindrome che da 18
mesi devastava il suo corpo, corrodendo lo scheletro fino a che le ossa, a una a
una, avevano cominciato a scheggiarsi e a rompersi. Byers era stato un uomo
robusto e atletico, esperto di tiro al piattello, e nel 1907, all'età di 27
anni, era divenuto campione di golf e degli Stati Uniti nella categoria
dilettanti. In veste di presidente della A. M. Byers Iron Foundry, era stato un
perfetto simbolo degli anni ruggenti. Ricco magnate, frequentava gli ambienti
più esclusivi della buona società di New York e continuò a condurre una vita di
privilegi anche dopo il crollo della borsa nel 1929, mantenendo residenze a
Pittsburgh, a New York, nel Rhode Island e nel South Carolina, oltre a scuderie
di cavalli da corsa a New York e in Inghilterra. Quando Byers morì, suo
corpo devastato sarebbe stato riconosciuto a stento dagli amici, abituati a
vederlo come aitante atleta e donnaiolo. Il suo peso si era ridotto a poco più
di 40 kg. Il suo volto, un tempo giovanile e di una bellezza dissoluta, con gli
scuri capelli impomatati e lo sguardo profondo, era stato sfigurato da una serie
di operazioni chirurgiche che avevano rimosso gran parte della mandibola e parte
del cranio nel vano tentativo di arrestare la distruzione delle ossa. Per il
collasso del midollo osseo e dei reni, la sua pelle aveva assunto un colore
giallognolo e spettrale. Sebbene fosse quasi muto a causa di un ascesso
cerebrale, egli rimase lucido fino al termine. La notizia della
misteriosa morte di Byers raggiunse quasi immediatamente Wall Street. Nelle due
settimane successive, le azioni della società di Byers, già colpite dalla grande
depressione, persero un terzo del loro valore. Allarmati, gli amici e i parenti
avevano cominciato a contattare i medici di Byers sin dal giorno del suo decesso
per sapere se fosse morto di qualche malattia contagiosa. Già nel pomeriggio
successivo, le autorità avevano istruito un'inchiesta, sospettando un omicidio
per avvelenamento, e stavano preparando una perizia medico-legale. Il <<New York
Times>> annunciò i risultati preliminari dell'autopsia con un titolo in prima
pagina: <<Eben M. Byers muore per avvelenamento da radio>>. Avvelenamento da radio? Ma
come poteva un uomo nella posizione di Byers essere stato colpito da una
malattia che fino ad allora era rimasta confinata a un manipolo di chimici e
alle rifinitrici di quadranti per orologi (che usavano inchiostro radioattivo
per rendere i numeri visibili al buio, ed erano solite leccare i pennelli per
tracciare le linee più sottili)? La risposta a questa domanda richiamò
l'attenzione su un pericolo che le autorità sanitarie iniziavano appena a
riconoscere: anche piccoli quantitativi di sostanze tossiche, se assunti
regolarmente, possono uccidere. Il caso di Byers contribuì pertanto a porre il
principio secondo cui ogni farmaco è pericoloso fino a che non ne venga provata
la sicurezza. La tragica vicenda di Byers ebbe inizio su un treno, nel 1927.
Impegnato in un'avventura galante a tarda notte in uno scompartimento riservato,
egli cadde dalla cuccetta e si ruppe un braccio. Nonostante le migliori cure dei
suoi medici e allenatori personali, di essere lamentava un dolore persistente.
Presto il trauma lo condizionò nel gioco del golf (e -si mormorava- nella
libido). Infine egli si rivolse a un medico di Pittsburgh, Charles Clinton
Moyar, che gli consiglio di provare il Radithor, una specialità medicinale
descritta dal produttore -il Bailey Radium Laboratory nel New Jersey -come cura
per la dispepsia, l'ipertensione, l'impotenza e oltre 150 altre malattie
<<endocrinologiche>>.
Byers cominciò a bere
numerosi flaconi al giorno a partire dal dicembre 1927. Confidava agli amici di
sentirsi rinvigorito e ringiovanito. Egli ne fu così soddisfatto da mandarne
intere cassette ad amici, colleghi e conoscenze femminili, e somministrò la
costosa pozione perfino ai suoi cavalli da corsa. Come altri ferventi entusiasti
del Radithor, Byers consumò un'enorme quantità del preparato, vedendole da 1000
a 1500 flaconi dal 1927 e il 1931. Egli probabilmente accumulò una dose di
radiazioni equivalenti a migliaia di applicazioni di raggi X, forse tre volte il
dosaggio letale se assorbito tutto in una volta. L'autopsia condotta il
giorno successivo la morte di Byers confermò che le sue ossa e i suoi organi
erano pericolosamente radioattivi. Posti per una notte su una lastra sensibile
nell'oscurità più completa, i denti, estratti con l'osso mascellare, produsse
un'immagine molto netta. Non appena si ebbe la prova che si trattava di
avvelenamento da radio, squadre di ufficiali sanitari spazzarono via i micidiali
flaconi dagli scaffali dei negozi. Cittadini intimoriti si presentarono a
consegnare le proprie confezioni di farmaco radioattivo; tra questi il sindaco
di New York city, James J. Walker, che sulle prime non sembrava disposto a
rinunciare al suo <<ringiovanitore>> radioattivo, dato che lo faceva sentire in
perfetta forma. Il mio personale
coinvolgimento nello strano caso di Eben Byers iniziò nell'autunno del 1989,
quando mi imbattei in parecchi flaconi vuoti di Radithor in un negozio di
anticaglie mediche, e decisi sul momento di acquistarne uno. Dato che il mio
lavoro di laboratorio si concentra sul trattamento di tumori con sostanze
radioattive biologicamente mirate, sapevo che era possibile rendere l'acqua
temporaneamente radioattiva <<incubandola>> con radio. Questo emette rado, un
gas radioattivo con tempo di dimezzamento breve. Davo quindi per scontato che
l'inventore della famigerata specialità farmaceutica si fosse avvalso di questo
processo assai a buon mercato, e che la radioattività residua del Radithor fosse
ormai scesa a livelli insignificanti già da molto tempo. Mi sbagliavo. Analisi
effettuate dai miei colleghi di John L. Humm e Marc R. Bellerive dell'unità di
spettroscopia gamma del Dana-Farber Cancer Institute di Boston rivelarono che,
quasi settant'anni dopo la produzione, il flacone quasi vuoto era ancora
pericolosamente radioattivo. Valutammo che esso dovesse aver contenuto
all'origine circa un microcurie sia di radio 226 sia di radio 228. Incuriosito,
acquistai tutti gli altri flaconi. Quando essi si dimostrarono ugualmente
radioattivi, mi rivolsi alla collezione di libri rari della Countway Medical
Library e alla Harvard University Library, e scoprire qualcosa di più sulla
storia dimenticata del Radithor, del Bailey Radium Laboratory e del suo
direttore, quell'inventore, imprenditore e il genio del marketing
conosciuto come <<dottor>> William J. A. Bailey. Eben Byers e William
Bailey erano quasi coetanei, ma avevano origini sociali quasi opposte. In un
certo senso, essi rappresentavano le due facce del <<sogno americano>> nei primi
decenni del ventesimo secolo.
Byers nacque nel 1880 in
una famiglia altolocata. Frequentò la St Paul's School e la Yale University,
dove si distinse per le maniere cortesi e le conquiste nelle attigue scuole
femminili. Dopo aver conseguito il diploma nel 1901, cominciò a dilettarsi di
affari; si dedicò ai viaggi e al golf, ed ebbe un ruolo di primo piano nella
vittoria conseguita nel 1903 dalla squadra di golf Harvard-Yale ai danni degli
ospiti di Oxford-Cambridge. L'anno successivo egli divenne presidente e
direttore della piccola Girard Iron Company, che era stata fondata da suo padre,
Alexander Byers. Nel 1909, in seguito alla morte del fratello maggiore, Byers
pervenne al controllo assoluto della società. Al contrario, William John
Aloysius Bailey
era noto in ristrettezze a Boston, il 25 maggio
1884. Perso precocemente il padre, un cuoco, fu allevato con otto fratelli dalla
madre Mary, che poteva contare su un salario settimanale di soli $ 15. Bailey
frequentò la Quincy Grammar School e poi la prestigiosa Boston Public Latin
School, a lungo considerata trampolino di lancio per ragazzi poveri, ma svelti
di ingegno. I suoi esami di ammissione a Harvard non ebbero esito brillante, ma
egli riuscì comunque a essere ammesso come matricola nell'autunno del 1903. I
debiti crescenti e lo costrinsero a abbandonare gli studi due anni più tardi, e
sebbene Bailey sostenesse di avere ottenuto un diploma a Harvard e un dottorato
all'Università di Vienna, non esiste alcuna prova a sostegno delle sue
affermazioni. Bailey si trasferì quindi
a New York dove lavorò in una società di importazioni ed esportazioni. Le sue
lettere di quel periodo parlano con entusiasmo di un suo grande progetto: quello
di divenire ambasciatore non ufficiale del commercio statunitense presso il
governo imperiale della Cina. Questa sua aspirazione non si concretizzò mai.
Invece, negli anni precedenti la prima guerra mondiale Bailey viaggiò molto,
acquisendo una <<vernice>>
cosmopolita che più tardi gli sarebbe tornata utile.
Allo scoppio della guerra era impegnato in Russia nell'estrazione del petrolio,
ma presto, quando il commercio si rivelò impraticabile a causa del conflitto,
fece ritorno in patria per lavorare in un'officina meccanica. In questo periodo il nome di
Bailey cominciò per la prima volta ad apparire associato a vari imbrogli. L'8
maggio 1915, il <<New York Times>> riferiva al suo arresto, sotto l'accusa di
avere condotto vendite per corrispondenza truffaldine al nome della Canergie
Eingeneering Corporation (una società fantasma senza alcuna relazione con il
celebre colosso dell'acciaio). Egli si faceva versare anticipi per un'automobile
da $ 600 che doveva essere montata nel Michigan e consegnata a Pittsburgh. Non
esisteva alcuna fabbrica di automobili: Bailey e due complici furono giudicati
colpevoli e condannati a un mese di carcere. Nel maggio del 1918 Bailey
dovette pagare una multa di $ 200, oltre alle spese giudiziarie, per pubblicità
fraudolenta di una specialità medicinale per l'impotenza maschile. L'analisi
chimica delle pillole reclamizzate rivelò che il componente attivo era
stricnina. Questo episodio sembra segnare l'inizio dell'interesse di Bailey nei
confronti degli stimolanti sessuali e degli afrodisiaci. La ricerca sulle
radiazioni,1 settore nuovo e di gran moda, esercitò un naturale richiamo su
Bailey. Il fascino derivava dalla novità del fenomeno e dalla sua chiara
efficacia nel realizzare immagini dell'interno del corpo umano e nel distruggere
i tumori. Si riteneva in generale che nuove e meno evidenti applicazioni fossero
in attesa di essere scoperte. Per esempio Marie Curie, e con il marito Pierre
aveva scoperto il radio nel 1898, nel periodo post bellico aveva posto come
proprio obiettivo primario la ricerca sugli effetti di minuscole quantità di
radio sulle cellule animali e umane. In Inghilterra questo campo di ricerca era
chiamato <<terapia leggera con radio>>, per distinguerla dall'uso di dosi molto
più cospicue nella cura del cancro. La terapia leggera con radio
può essere ricondotta alle teorie omeopatiche e alla medicina fisica del
diciannovesimo secolo. Esse sostenevano che la maggior parte dei processi di
guarigione fosse naturale e che minuscole quantità di sostanze presenti in
natura, associate all'esercizio fisico e all'esposizione al sole, potessero
curare la maggior parte delle malattie. Chi proponeva queste teorie credeva nel
leggendario potere terapeutico delle più celebri sorgenti termali europee. Ma
rimaneva un mistero: quelle acque sembravano perdere le loro virtù curative
distanza di soli pochi giorni dall'imbottigliamento. Nel 1903 si giunse
finalmente a scoprire che il <<il principio attivo>> sciolto in queste acque era
il rado. In seguito alle ricerche di Ernst Rutheford sull'emissione di
particelle alfa da radio e dal rado, l'effetto terapeutico passeggero attribuito
alle sorgenti termali viene ascritto a queste particelle. Si ipotizzò delle
particelle alfa potessero determinare la funzionalità del sistema endocrino, una
connessione che non è così strana come potrebbe apparire. Entrambi i campi di
ricerca affascinavano un mondo in particolare il mondo della medicina, ed
entrambi assursero ai più alti onori. Nel 1921 Frederick Soddy ricevette il
premio Nobel per la chimica per il suo lavoro sui radioisotopi. Nello stesso
anno Frederick G. Banting e Charles H. Best isolarono l'insulina, lavoro per il
quale Banting e John J. R. MacLeod ottennero nel 1923 il Nobel per la
fisiologia o la medicina. La prima delle due scoperte riguardava un nuovo tipo
di energia, l'altra metodo per il controllo del trasferimento di energia
nell'organismo: il processo attraverso il quale gli zuccheri e altri elementi
basilari vengono convertiti in forme più prontamente utilizzabili. Poteva forse
la radioattività essere la scintilla che metteva in moto il meccanismo
biofisico? Il fisiologo tedesco Georg
Wendt nel suo intervento al tredicesimo congresso internazionale dei fisiologi,
riferì che i leucociti umani esposti a bassi livelli di radiazione da radio
cominciavano a migrare verso la sorgente di radiazione, e che ratti moribondi
per la deprivazione vitaminica potevano temporaneamente essere rinvigoriti
grazie all'esposizione al radio. Come nelle leggende sull'omeopatia, il radio
sembrava essere una sostanza con due modi distinti di efficacia terapeutica: in
grande quantità era distruttivo, ma in tracce era benefico e forse perfino
necessario.
All'epoca le leggende si
trasformavano in prodotti più rapidamente di quanto non accada ora. La limitata
giurisdizione della Food and Drug Administration non si estendeva al radio, che
era classificato come un elemento naturale e non come un farmaco. Già nel 1915
erano ampiamente disponibili pasticche, linimenti, pozioni e creme radioattivi.
In un primo momento la moda sembrò limitarsi per lo più all'Europa; negli Stati
Uniti l'interesse per le proprietà medicinali, <<catalitiche>>, del radio e dei
suoi prodotti di decadimento inizio dopo che Marie Curie, due volte premio
Nobel, visitò il paese nel 1921. Non è noto se William Bailey
abbia incontrato la Curie, ma sicuramente, dei primi anni 20, egli fu
affascinato dalla radioattività e dai suoi effetti biologici. Tradusse il
classico della Curie Traité de radioactivité, del 1910, e fondò a New
York una società denominata Associated Radium Chemists, Inc., che sciorinò
un'intera linea di specialità medicinali, fra cui il Dax per la tosse, il Clax
per l'influenza dei l'Arium per incrementare il metabolismo. Prima del <<caso
Byers>>, questa attività era stata interrotta dal Departement of Agriculture per
pubblicità fraudolenta.
Bailey fondò presto due
nuove società, sempre a New York. La Thorone Company (Thorium Hormones)
produceva panacee contenenti radio e torio per <<tutte le condizioni di
insufficienza ghiandolare, metabolica e di alterato chimismo>>, soprattutto
l'impotenza. L'American Endocrine Laboratory produceva il Radioendocrinator, una
sorta di bardatura placcata in oro e contenente radio che poteva essere
indossata attorno al collo (per tonificare la tiroide), attorno al tronco (per
irradiare le ghiandole surrenali e le ovaie) o, per gli uomini impotenti, al di
sotto dello scroto in uno speciale su sospensorio. L'aggeggio, venduto dapprima
al prezzo di $ 1000, scese a 500, e infine a $ 150 per la saturazione del
mercato. Bailey cercò tutte le
opportunità per presentare le sue teorie a convegni scientifici qualificati.
Grazie a un vero colpo da maestro, nel 1924 e riuscì ad assicurarsi un invito
per andare alla sessione sui prodotti medicinali del congresso della American
Chemical Society a Washington. <<Abbiamo stanato l'aberrazione, la malattia, la
vecchiaia, di fatto la vita e la morte stesse, tutto nelle ghiandole
endocrine!>> tuonava Bailey. <<Dentro e attorno queste ghiandole dovranno essere
focalizzati tutti gli sforzi futuri per la rigenerazione umana.>> Il giorno
successivo i <<New York Times>> riferiva all'intervento in un lungo articolo dal
tono encomiastico. Nel 1925 Bailey si trasferì
a East Orange, nel New Jersey, e fondò i Bailey Radium Laboratories. Fu in
questa sede che egli creò e produsse il suo capolavoro di imbonitore, il
Radithor. Per ironia della sorte, il 1925 segnò anche l'inizio della fine per la
terapia leggera con radio. Un certo numero di radiochimici del New Jersey e di
rifinitrici di quadranti per orologi che lavoravano alla US Radium Corporation
morì dopo una prolungata e misteriosa sindrome caratterizzata da insufficienza
renale, basso conteggio delle cellule del sangue e deterioramento diffuso delle
ossa. Alcuni esperti mormorarono che si trattasse di avvelenamento da radio, ma
Bailey non era d'accordo. <<Non esiste alcuna prova che il radio sia
responsabile di quelle morti>> affermò quando gli viene chiesto dal New York
Times un parere da esperto. La sua società spedì a ogni
medico abilitato degli Stati Uniti opuscoli promozionali infarciti di
testimonianze di pazienti e di medici e corredati di fotografie intese a
mostrare l'estrazione, la purificazione e l'analisi del radio che venivano
eseguiti nei Bailey Laboratories. In realtà, Bailey acquistava semplicemente
all'ingrosso il radio dal vicino American Radium Laboratory e lo imbottigliava
in acqua distillata, facendo un guadagno di circa il 500%. Egli offriva ai
medici uno sconto del 17% a titolo di emolumento personale,1 pratica che nel
1927 l'American Association condannò come corruttoria e fraudolenta. L'opera di
promozione fece sì che Bailey si arricchisce molto in fretta: tra il 1925 e il
1930 riuscì a vendere oltre 400.000 flaconi. E sebbene cominciassero ad
accumularsi di dati sul fatto che quantità anche piccole di sostanze radioattive
possono avere effetti devastanti sulla salute, l'opinione pubblica dapprima non
vi badò. Nessuno sembrava preoccuparsi di una malattia che era rimasta fino ad
allora confinata a lavoratrici povere si è rifinivano con inchiostro al radio i
quadranti degli orologi. La FDA poteva dare avvertimenti, ma non fare ricorso ad
azioni legali. Quindi la Federal Trade Commission, nel 1928, si fece carico di
intraprendere una ricerca sulle presunte virtù terapeutiche del farmaco. Il 5
febbraio 1930 questo ente archiviò un reclamo ufficiale nel quale si impuntava a
Bailey di reclamizzare falsamente l'efficacia e l'innocuità dei suoi prodotti.
Un pressappoco in quell'epoca che Eben Byers iniziò a lamentare dolori e
disturbi insoliti. Egli disse al suo medico di aver perso la sensazione di
tonicità; cominciò a diminuire il peso e a lamentare dolori al capo e mal di
denti. Gli fu detto che si trattava solamente di una brutta sinusite, ma ben
presto i denti iniziarono a cadere.
Un radiologo di New York,
Joseph Steiner, prese visione delle radiografie di Byers e notò alcune
somiglianze tra le lesioni ossee che andavano sviluppandosi nella mandibola del
paziente e quelle descritte nelle autopsie delle rifinitrici di quadranti per
orologi. Frederick B. Flinn, eminente esperto di radio del Dipartimento di
medicina industriale della Columbia University, fu chiamato a consulto e
confermò i sospetti di Steiner: il corpo di Byers stava disfacendosi lentamente
per effetto di una massiccia intossicazione da radio dovuta al Radithor. Le
conclusioni di Flinn non vennero rese pubbliche, in parte perché altri esperti -
compreso il medico personale di Byers - rifiutarono di accettarle. Nel settembre
1931 la commissione d'inchiesta era già ben avviata, e il sofferente Byers fu
chiamato a testimoniare. Egli non era in condizione di muoversi, così che il
procuratore Robert H. Winn fu inviato la residenza di Byers a Long Island per
raccogliere la deposizione. In seguito egli descrisse la scena: <<sarebbe
difficile immaginare un'esperienza più raccapricciante in una cornice più
sontuosa. Andammo a Southampton, dove Byers aveva una magnifica casa. Lui lo
trovammo in condizioni indescrivibili. Giovane negli anni e mentalmente lucido,
egli riusciva a malapena a parlare. La sua testa era avvolta da bende. Aveva
subito due operazioni alla faccia: l'intera mascella, tranne due incisivi, e la
maggior parte della mandibola erano state rimosse. Tutto il rimanente tessuto
osseo del corpo si stava lentamente disintegrando e nel cranio iniziavano a
formarsi i buchi.>> Il 19 dicembre 1931 la
commissione emanò un'ordinanza che intimava ai Bailey Radium Laboratories di
interrompere la vendita del Radithor. Questo provvedimento giunse troppo tardi
perché Byers ne potesse trarre qualche beneficio. Con la sua morte nel 1932, la
commissione riprese le indagini e la FDA iniziò la campagna per ottenere più
ampi poteri. Le associazioni mediche colsero l'opportunità per denunciare tutte
le vendite di specialità medicinali, e sia in America sia in Europa si
reclamarono leggi per il controllo del radio. I precursori delle attuali
normative che restringono la vendita di prodotti radiofarmaceutici a pochi
autorizzati risalgono di fatto al <<caso Byers>>. Con l'istituzione delle
normative, l'industria delle specialità medicinali radioattive e crollò in un
istante. Bailey non fu mai perseguito
penalmente per la morte di Byers e continuò sostenere che si trattasse di una
diagnosi sbagliata. <<Ho bevuto più acqua al radio di chiunque altro, e non ho
mai avuto effetti negativi>> proclamava. La Federal Trade Commission proibì
ufficialmente la produzione del Radithor verso la fine del 1932, ma a
quell'epoca la grande depressione aveva già ridotto notevolmente le vendite del
Radithor, e Bailey aveva ripiegato su diversi altri gadget radioattivi:
il Bioray,1 fermacarte radioattivo reclamizzato come <<un sole in miniatura>>;
l'Adrenoray, una fibbia radioattiva per cintura e il Thoronator, una <<sorgente
ricaricabile di salute per ogni casa e ufficio>>. Braccato dalla stampa e
dalle autorità sanitarie di Newark, Bailey lasciò la città al culmine dello
scandalo Byers e fu finalmente rintracciato dai cronisti presso la sede della
sua Adrenoray Company a East Orange. Quando gli fu chiesto che genere di affari
andasse conducendo, rispose che si trattava di una <<speciale iniziativa
pubblicitaria>> e che il nome sulla porta <<non significava nulla>>. Bailey lasciò le luci della
ribalta. Divenne editore del <<Bloomfield Times>> nel New Jersey e scrisse libri
di politica estera e medicina. Durante la seconda guerra mondiale fu avvistatore
di aeromobili sotto il 1st Fighter Command. Inventò anche un metodo per
insegnare il nuoto ai soldati, congegni per il rilevamento dei sommergibili e un
meccanismo per la calibrazione dei mirini di fucile. È anche possibile che
durante la guerra sia stato dirigente di una piccola divisione di elettronica
dell'IBM. Si spense il 16 maggio 1949 a Tyngsborough, nel Massachusetts, all'età
di 64 anni. Anche se morì di cancro alla vescica, non ammise mai che piccole
dosi di radioattività fossero pericolose e, quasi fino all'ultimo giorno, asserì
di essere in eccellenti condizioni di salute e di spirito. <<Ho sviluppato
-scriveva - una filosofia di vita che non permette antipatie di alcun tipo.>>
All'epoca del trapasso, i beni immobili della famiglia di Bailey a Tyngsborough
vennero valutati in $ 4175. Vi è un curioso poscritto a
questa storia. Poco dopo aver iniziato la mia ricerca bibliografica su Bailey,
mi resi conto che stavo ripercorrendo le orme di un gigante. A partire dagli
anni 30, Robley D. Evans, direttore emerito del Radioactivity Center del
Massachusetts Institute of Technology, aveva studiato un numero di avvelenamenti
da Radithor nell'ambito di una ricerca più vasta sulla malattia da radio. Evans
il suo gruppo di lavoro del MIT e dell'Argonne National Laboratory studiarono 29
casi (21 pazienti in vita e otto deceduti) e riscontrarono grandi variazioni
nella distribuzione della radioattività accumulata nelle ossa e nelle risultanti
conseguenze per la salute. Inoltre, gli effetti tossici di questi carichi di
radiazioni sembravano variare grandemente da una vittima all'altra. I dati raccolti indicano che
alcuni individui potrebbero essere in grado di tollerare alti livelli di
radioisotopi. Forse queste persone sono molto esigenti nell'escrezione delle
sostanze stesse o nella sintesi di ormoni protettivi (come il fattore di
stimolazione delle colonie di granulociti e le interleuchine) che inducono la
produzione di cellule ematiche quando l'organismo è esposto a radiazioni. Tra
questi consumatori relativamente fortunati del Radithor rientrava lo stesso
Bailey. Tra i materiali studiati da
Evans e dai suoi colleghi negli anni 60, vi erano i resti riesumati di due
consumatori di Radithor le cui storie cliniche corrispondevano strettamente a
quelle di Eben Byers e di William Bailey. Le ossa di entrambi gli individui
mostravano profonde alterazioni dovute alle radiazioni ed erano ancora
pericolosamente radioattive quasi cinquant'anni dopo che queste persone avevano
bevuto il loro ultimo flacone. Lo studio degli effetti a lungo termine delle
radiazioni alfa continua. Dopo la prima pubblicazione della mia ricerca, mi
hanno contattato altre persone vittime di avvelenamento da medicinali
radioattivi, e con i miei colleghi sto studiando le loro anamnesi e cercando di
capire gli effetti delle radiazioni attraverso esperimenti su roditori. Anche se
la moda delle specialità medicinali radioattive è ormai tramontata da lungo
tempo, alcuni dei dati che essa ci ha lasciato in eredità possono dare risposte
ai problemi posti dalla presenza del rado nelle abitazioni e delle scorie
nucleari nell'ambiente. Queste informazioni possono
anche aiutare a valutare i costi e i benefici delle radiazioni alfa a scopo
terapeutico, che oggi vengono impiegate per la cura del cancro. Poiché, come
Bailey rimarcò con involontaria premonizione: <<La radioattività e uno dei più
notevoli presidi della scienza medica. Le conoscenze su i suoi effetti
sull'organismo sono ancora talmente limitate che è impossibile profetizzarne i
futuri sviluppi. È sole perpetuo.>>
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