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L’uomo ha creato dio.   di maximoRed

 

Per il genuino bisogno di non sentirsi solo.

 

(se invertissimo questa asserzione non cambierebbe nulla). Per la fatalità di sentirsi guidato, condotto da un suo simile, ma, nudo spoglio umile e sofferente… Eccezionale! Lo vedete il Cristo nelle opere di pittori dal 1400 al 1700? Sempre vestito solo della sua sofferenza, a volte un umile panno per coprire il concupiscibile, lui, circondato da colori di manti che evidenziano le apparenze e le appartenenze. C’è qualcosa in ogni opera del genere (anche se commissionata) che manifesta la solitudine, l’analisi interiore e un filauto che rasenta l’egoismo (di Cristo) che sembra non aver più nulla da dividere con l’uomo, neanche il proprio sogno di redenzione, per lui un successo della missione, per l’uomo un comodo obiettivo mai richiesto.

Ecco la nostra disattenzione verso Dio, Entità che tenta da millenni di coercizzare una propria creatura alla civiltà spirituale.

 

 

Se un giorno accettassimo tutto questo

e ci inginocchiassimo con umiltà e sublime coscienza, Cristo perderebbe il Proprio carisma, il Proprio mistero, unici moventi della sua esistenza, e acquisterebbe improvvisa la parola, la corporalità, non nasconderebbe più nulla. 

Ma, noi, lo vogliamo così, muto nelle raffigurazioni, i suoi sono soltanto atteggiamenti, tali

da creare un filo invisibile che lega noi a quell'istante, ad una comprensione del sé come sicura vittima dell’uomo (ciò che in realtà é).

Vedete ad esempio; A.Durer <i>Cristo come uomo della sofferenza</i>Cristo come l’uomo della sofferenza" di A. Durer, accorgetevi di quell’atteggiamento di sconforto, dove si evince il dubbio dell’utilità di un sacrificio così immenso rappresentato da tutto il materiale usato per procurarlo, ritenerlo simbolico è necessario.

 

 

Vedete la corona di spine, essa cede dolore solo nel guardarla e ormai non si potrà più togliere, allo stesso modo in cui non si può evitare che le ferite grondanti sangue si rimargineranno mai più. Perché non ci sarà mai un figlio di Dio sano, scevro da sofferenze, in quanto uomo redento.Abbiamo bisogno di peccare per mantenerci un Cristo in queste spoglie. Solo, abbandonato, con lo sguardo perso oltre il nostro. Dinanzi alla sua immagine che ci passa attraverso, e si allontana alle nostre spalle, per tornare di nuovo a sé reincarnandosi e facendo di  noi un mezzo per cui possa avere autocoscienza, ergo, noi siamo lui. Nudi, completamente, con le nostre angosce che sanguinano e la nostra coscienza che affabula la solitudine.

 

 

 

 

 

maximoRed 03/09/2007

continuerà

 

 

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