Nel 1848 Luis Pasteur
esaminando al microscopio un sale dell'acido tartarico, osservò che esso formava
due tipi di cristallo, ciascuno dei quali era l'immagine speculare dell'altro.
Egli li separò, li sciolse entrambi in acqua e osservò le due soluzioni
illuminandole con un fascio di luce polarizzata. Con sua grande sorpresa, una
soluzione faceva ruotare la luce polarizzata in senso orario, l'altra in senso
antiorario. Questa notevole scoperta, fatta all'età di 25 anni, portò Pasteur a
mettere a punto una teoria sulla struttura molecolare. A quell'epoca si sapeva
poco sulla struttura della materia a scala così piccola. Pasteur postulò che le
due forme distinte dei cristalli dello stesso sale e la loro proprietà di far
ruotare la luce in modo diverso fossero dovute al fatto che le molecole che
formavano i cristalli fossero di due tipi, uno <<Destrorso>> e l'altro
<<sinistrorso>>. Le ricerche condotte da Pasteur in questa direzione favorirono
un'altra sua importante scoperta avvenuta nel 1857. Un giorno lo scienziato notò
la formazione di muffe in una capsula contenente una soluzione otticamente
inattiva, che cioè non faceva ruotare la luce. Invece di limitarsi, come si fa
di solito, a gettare via la soluzione contaminata, Pasteur la esaminò attraverso
un fascio di luce polarizzata e osservò che essa aveva acquisito proprietà
ottiche. Sulla base della sua teoria molecolare, Pasteur concluse che la
soluzione originaria era otticamente inattiva in quanto conteneva un ugual
numero di molecole Destrorse e i sinistrorse. Le muffe avevano reagito
chimicamente con un solo tipo di molecole, lasciando in soluzione un numero più
alto di molecole dell'altro tipo. Era stato questo squilibrio a rendere la
soluzione otticamente attiva. Questa esperienza fece comprendere a Pasteur che
la chimica degli organismi viventi è chirale. Egli arrivò a vedere nella
chiralità una delle più chiare le differenze tra la materia vivente e quella
inanimata, una differenza insita profondamente nella natura e che va - come
giunse a proclamare - ben al di là della chimica della vita. <<la vita quale ci
si manifesta - scrisse Pasteur - è funzione dell'asimmetria dell'universo e
delle conseguenze di questo fatto>>. Successivamente, davanti all'Accademia
francese delle scienze, formulò la grande ipotesi: <<l'univers est
dissymetrique>>. L'affermazione di Pasteur si rivelò veritiera in una misura
che nessuno, forse nemmeno chi l'aveva formulata, aveva immaginato. La scienza
moderna ha rivelato che la simmetria speculare è spesso assente in natura:
l'universo è asimmetrico a tutti i livelli da quello subatomico a quello
macroscopico. Molte domande sulle cause di tale asimmetria rimangono senza
risposta, ma negli ultimi decenni si sono fatti progressi nella comprensione dei
motivi per i quali la chiralità a un determinato livello può dare origine ad una
chiralità a un altro livello. Prima di esporre ciò che sappiamo e ciò che non
sappiamo sulla chiralità, passeremo in rassegna la simmetria degli oggetti che
incontriamo nella vita di tutti i giorni.
Asimmetriachirale
(clicca sulla gif per le info)
Quasi tutti gli oggetti che si trovano in
natura non coincidono con la propria immagine speculare e si dice pertanto che
posseggono chiralità. Per distinguere le due forme, essi vengono spesso chiamati
Destrorsi o sinistrorsi. Nel caso di alcune comuni entità chirali - per
esempio le mani o le viti - il significato di destrorso o sinistrorso è chiaro,
ma per cose quali un albero con molti rami o un oggetto di forma irregolare la
distinzione è alquanto arbitraria. Quando forme molto semplici, come sfere o
triangoli, vengono riflesse da uno specchio, l'immagine risultante è
indistinguibile dall'oggetto originario. Gli oggetti identici alle loro immagini
speculari si dicono achirali. Non solo gli oggetti ma anche processi
come le reazioni chimiche possono presentare chiralità. Per esempio, certe
interazioni atomiche e nucleari mostrano una preferenza per la sinistra o per la
destra. Se tutti i processi fossero chiralmente simmetrici, nel mondo reale
osserveremmo un ugual numero di sistemi (immagini speculari l'uno dell'altro)
che mostrano preferenze opposte. Il fatto che non si così indica che alcuni
processi naturali sono asimmetrici. Benché un oggetto chirale e la sua immagine
speculare siano ovviamente differenti, non esiste a priori alcun motivo perché
uno debba essere superiore all'altro. Tuttavia, il mondo reale evidenzia
solitamente una preferenza per un tipo di chiralità sull'altro. Ciò è
particolarmente vero nel caso degli organismi viventi. Per esempio, pur non
essendovi alcun apparente vantaggio intrinseco dell'uso della mano destra
piuttosto che della sinistra, poche persone sono ambidestre. Perché allora si
usa preferibilmente una mano rispetto all'altra? Si possono proporre molte
spiegazioni, ma probabilmente nessuno conosce ancora quella vera. Dal momento
che di solito gli esseri umani non sono ambidestri, la successiva domanda è:
perché usano in prevalenza quella destra? La predominanza della mano destra
sulla sinistra è universale e indipendente dalla razza e dalla cultura. Se la
maggior parte della gente fosse mancina non vi sarebbe alcun svantaggio
evidente. Il fatto che le persone usino in prevalenza la destra sembra essere
solo un caso. Ci si potrebbe anche chiedere come mai non nascano in numero
uguale persone che adoperano preferibilmente da destra o la sinistra. Anche in
questo caso non esiste una risposta sicura, anche se è plausibile dedurre che la
preferenza per l'uso della destra sia un carattere ereditario: una volta
divenuta dominante per un qualsiasi motivo, questa chiralità si è conservata di
generazione in generazione. Vi sono anche esempi meno appariscenti di asimmetria
chirale negli organismi. Le spirali elicoidali delle conchiglie dei molluschi
marini possono essere destrorse o sinistrorse, ma in entrambi gli emisferi
prevalgono le conchiglie destrorse. Tra questi animali destrorsi, gli individui
sinistrorsi esistono soltanto in conseguenza di mutazioni, che si verificano con
una frequenza compresa tra un caso su cento e uno su un milione, a seconda della
specie. Questa <<regola della destra>> non è però universale: certe specie - per
esempio la buccina luminescente delle coste atlantiche - sono prevalentemente
sinistrorse.
Nei rari casi gli individui di una specie
sono in ugual numero Destrorsi
e sinistrorsi; ne è un esempio della chiocciola arboricola
diffusa sull'isola di Cuba Liguus poeyanus. Come gli animali, la maggior
parte delle piante mostra una chiralità preferenziale. I rampicanti di solito si
avvolgono con l'andamento di un'elica destrorsa, ma il caprifoglio cresce
con un avvolgimento sinistrorso. Una struttura elicoidale negli organismi
viventi è stata trovata persino nella scala dei batteri. Fin dagli anni 70 Neil
H. Mendelson e i suoi collaboratori dell'Università dell'Arizona hanno studiato
il batterio Bacillus subtilis, che forma solitamente colonie a spirale
destrorsa. La cosa notevole è che, con l'aumentare della temperatura, la spirale
tende a diventare sinistrorsa!
Chiralità nelle molecole
Come scoprì Pasteur, anche le molecole
possono essere chirali. I chimici chiamano enantioméri levogiri e destrogiri (L
e D) le molecole che sono immagini speculari l'una dall'altra. Questa simbologia
è un retaggio degli studi di Pasteur sulla rotazione della luce polarizzata.
Forme enantiomeriche che si trovano in molte sostanze organiche e inorganiche e
in quasi tutte le molecole fondamentali per lo sviluppo della vita: in
particolare sono enantiomeri le proteine, e sono responsabili della struttura e
della regolazione chimica delle cellule viventi, e il DNA, la molecola
depositaria dell'informazione genetica. Una molecola proteica è un polimero,
cioè una lunga catena di molecole più piccole, in questo caso di amminoacidi.
Benché esistano molte centinaia di amminoacidi, tutte le proteine sono formate
dagli stessi 20 amminoacidi. Tutti questi, tranne uno (la glicina) sono chirali,
avendo enantiomeri levogiri e destrogiri. Abbastanza stranamente, le proteine
sono fatte esclusivamente di amminoacidi levogiri. (In rarissimi casi assumono
un particolare ruolo biologico corte catene di amminoacidi - i polipeptidi - che
contengono amminoacidi destrogiri). La principale funzione di particolari
proteine, gli enzimi, è quella di catalizzare le reazioni biomolecolari, tra cui
la sintesi di altre proteine. La capacità catalitica degli enzimi
dipende criticamente dalla loro struttura tridimensionale, la quale a sua volta
dipende dalla loro sequenza di amminoacidi levogiri. Catene sintetiche e di
amminoacidi formate sia da enantiomeri L, sia da enantiomeri D non si avvolgono
nel modo corretto per manifestare un'efficace attività catalitica; esse non
possono formare la regolare struttura elicoidale, la cosiddetta <<Alfa-elica>>,
presente nella maggior parte degli enzimi. I processi biochimici del corpo
umano, a causa della chiralità delle sue molecole fondamentali, sono molto
sensibili a differenze enantiomeriche. Un esempio drammatico di questa
sensibilità è rappresentato dal talidomide che, come si vide nel 1963, provocava
gravissime malformazioni fetali. Queste erano causate dal fatto che, mentre un
enantiomero di questo composto aveva un effetto benefico sulle nausee della
gestante, l'altro danneggiava il feto. La grande preferenza della chimica
biologica per gli amminoacidi levogiri e per i glucidi destrogiri anziché per le
loro immagini speculari è strana per due ragioni. In primo luogo, fatta
eccezione per alcune differenze, le proprietà chimiche degli elementi L e D
hanno generalmente simmetria speculare. In secondo luogo, quando le molecole
chirali vengono sintetizzate in laboratorio a partire dai loro componenti
fondamentali chirali, vengono prodotte eguali quantità dei due tipi di
enantiomero a meno che non si abbia l’avvertenza di introdurre durante la
sintesi un agente che favorisca l’asimmetria. Esiste un motivo fondamentale per
questa simmetria: le reazioni chimiche sono essenzialmente il risultato
dell’interazione elettromagnetica degli atomi. La forza elettromagnetica si
comporta in modo tale che, se avviene un dato processo, l’immagine speculare di
quel processo ha la stessa probabilità di verificarsi. Di qualsiasi forza che
dia origine a un processo e alla sua immagine speculare con uguale probabilità
si dice che conserva la parità. Dato che la forza elettromagnetica conserva la
parità, ci si dovrebbe aspettare che nel mondo gli enantiomeri L e D
fossero presenti nella stessa proporzione. Perché ciò non avviene?
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La chiralità si manifesta nella
distinzione tra destra e sinistra. Gli oggetti che non possono essere
sovrapposti alle loro immagini speculari si dicono chirali. Una sfera in quiete
è identica alla sua immagine speculare, cosicché è detta achirale; anche se la
sfera fosse in rotazione (a) la sua immagine speculare potrebbe essere
sovrapposta all'oggetto originale capovolgendola, per cui anche una sfera in
rotazione è achirale. Se la sfera si muove lungo l'asse di spin (b),
l'immagine speculare non può essere sovrapposta all'originale e l'oggetto
diventa chirale. Per convenzione, se un oggetto in rotazione si comporta come
una vite destrorsa quando avanza, viene detto destrorso; se si comporta
invece come una vite sinistrorsa, si dice sinistrorso (c). La direzione
dello spin è definita dalla <<regola della mano destra>>: piegando le dita della
mano destra nel senso di rotazione, il pollice punta nella direzione dell'asse
di spin (d). (Le mani e le viti sono chirali e non possono essere
sovrapposte alle loro immagini speculari).
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Quattro forze
Tutte le particelle elementari
interagiscono attraverso 4 tipi di forza: Gravità, Elettromagnetismo
(responsabile delle reazioni chimiche ordinarie), la forza nucleare forte e la
meno nota forza nucleare debole. Fino al 1957 si credeva che la natura fosse
chiralmente simmetrica alla scale delle particelle elementari, ossia che le 4
forze conservassero la parità. In quell’anno si scoprì che la forza nucleare
debole non conserva la parità. Come dice il suo nome, la forza debole è
relativamente tenue: circa 1000 volte meno intensa della forza elettromagnetica
e 100.000 volte meno intensa della nucleare forte. L’effetto più noto dovuto
alla forza nucleare debole è la produzione di raggi beta nel decadimento
radioattivo. I raggi beta sono in realtà costituiti da elettroni di alta energia
e dalle loro antiparticelle, i positroni. Queste particelle hanno uno spin
intrinseco e quindi, quando si muovono, nell’uno o nell’altro verso, lungo
il loro asse di spin, si possono classificare come sinistrorsi o destrorsi. La
sorprendente e oggi famosa scoperta della violazione (o non conservazione) della
parità dovuta a Chien-Shiung Wu e colleghi della Columbia University, portò a
concludere che le particelle beta emesse dai nuclei radioattivi hanno una
definita asimmetria chirale: gli elettroni sinistrorsi superano di gran lunga
quelli destrorsi. Ulteriori indagini sul decadimento beta condussero alla
scoperta del neutrino e dell’antineutrino. Particelle elettricamente neutre
emesse anche durante il decadimento beta che si propagano sempre alla velocità
della luce. Come l’elettrone, l’antineutrino emesso dalla materia radioattiva ha
uno spin ma, diversamente dall’elettrone, esiste solo nella forma
destrorsa. Nessuno sa perché esista asimmetria chirale a un livello così
fondamentale; l’antimateria radioattiva emette un eccesso di positroni
(antielettroni) destrorsi e soltanto neutrini sinistrorsi. Pare che
nell’universo non esistano neutrini destrorsi e antineutrini sinistrorsi. Nel
decennio successivo si pensò che la non conservazione della parità fosse
limitata alle reazioni nucleari. Pareva che fenomeni quali le reazioni chimiche
o le interazioni fra atomi e luce, che dipendono dalla forza elettromagnetica,
conservassero la parità. Invece, alla fine degli anni sessanta, Steven Weinberg,
Abdus Salam e Sheldon Lee Glashow misero a punto una teoria che unificava la
forza debole e quella elettromagnetica. La loro teoria prendeva una nuova forza
<<elettrodebole>> agente tra gli elettroni di un atomo e i protoni e i neutroni
del suo nucleo.
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figura a sinistra
La preferenza tra sinistra e destra esiste in natura a
molti livelli. Le forme di chiralità predominante sono contenute nei riquadri in
grigio. La maggior parte delle conchiglie marine elicoidali è destrorsa,
ma esistono eccezioni a livello sia di specie, sia di singoli esemplari. Anche le piante rampicanti sono in prevalenza destrorse.
Le colonie batteriche di forma elicoidale compaiono nelle due versioni.
Ordinariamente, le proteine e il DNA si avvolgono formando eliche destrorse e le
versioni sinistrorse sono rare; in ogni caso in natura non compaiono vere
immagini speculari di queste molecole.
Amminoacidi destrorsi e sinistrorsi (o meglio destrogiri
o levogiri) esistono a diversi livelli di energia, per effetto della forza
nucleare debole, che è asimmetrica; negli organismi essi sono quasi sempre
levogiri. La forza debole influenza anche il modo in cui gli elettroni orbitano
attorno al nucleo e fa si che in genere gli atomi siano destrorsi.
Il neutrino è una particella elementare che esiste solo
in forma sinistrorsa: la direzione del suo spin è opposta a quella del moto.
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Chiralità delle particelle elementari
A riposo, una particella elementare come
un elettrone o un positrone è sfericamente simmetrica e quindi achirale. Ma se
una particella in rotazione si sta muovendo lungo il suo asse di spin, essa
diventa chirale. Se essa, mentre si muove, si comporta come una vite
destrorsa, viene detta sinistrorsa. L'asimmetria chirale a livello subatomico è
correlata fondamentalmente alla non conservazione della parità. Secondo il
modello standard delle particelle elementari proposto da Weinberg, Salam e
Glashow, la forza elettrodebole distingue la sinistra dalla destra mediante le
<<correnti deboli cariche>> e le <<correnti deboli neutre>>. L'intensità di
queste correnti - chiamate forze W e Z
- tra due particelle elementari qualsiasi dipende dalla distanza tra le
particelle e dalla loro <<carica>>. Il termine carica viene qui usato per
analogia con l'elettricità. L'elettrone ha una carica elettrica negativa e la
forza elettrica tra due elettroni qualsiasi è repulsiva. Invece, va carica
debole W è non nulla per un elettrone sinistrorso e nulla e uno destrorso. Quindi, 1
elettrone destrorso si limita semplicemente a <<non percepire>> la forza W
. Questo fatto viene considerato una proprietà fondamentale della forza debole
e, attualmente non abbiamo di esso una conoscenza più approfondita. Un risultato
di questa asimmetria è che il decadimento nucleare beta, dominato dalla forza
W, produce in prevalenza elettroni sinistrorsi. Quanto alla forza Z,
elettroni sinistrorsi e destrorsi hanno cariche Z di segno opposto e di
intensità circa uguale. La differenza di segno provoca l'attrazione degli
elettroni destrorsi verso il nucleo da parte della forza Z e la repulsione di
quelli sinistrorsi. (Queste affermazioni sugli effetti delle cariche W e Z sugli
elettroni chirali sono valide a rigore solo quando gli elettroni sono di alta
energia, ovvero in moto a velocità prossima a quella della luce. Sono comunque
utili per comprendere le asimmetrie chirali degli elettroni di bassa energia).
In un mondo visto lo specchio il decadimento beta produrrebbe elettroni
destrorsi e la forza Z attirerebbe verso il nucleo elettroni sinistrorsi. Questi
processi non si osservano però nel mondo reale, il che è un altro modo per
affermare della forza debole è chiralmente asimmetrica e che la parità non viene
conservata
Atomi e molecole Un'importante conseguenza della forza
debole Z a gente tra elettroni e nuclei è che tutti gli atomi sono chirali. A
causa della forza Z, quando un elettrone è vicino al nucleo, la sua direzione di
moto è parzialmente allineata con l'asse di spin, il che lo rende destrorso.
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figura a sinistra
Gli atomi diventano chirali sotto l'azione
della forza nucleare debole Z. A destra in alto un
elettrone con spin in su è mostrato in orbita attorno a un nucleo; la sua
immagine speculare è rappresentata in alto a sinistra. Senza la forza Z le
traiettorie del moto degli elettroni rassomiglierebbero a quelle dei disegni al
centro. Il nucleo posto nel centro di massa di ogni atomo. Se l'immagine
speculare viene capovolta, le nuove traiettorie degli elettroni si possono
sovrapporre a quelle originali e quindi sono achirali.
Quando è presente la forza
Z, la direzione di moto dell'elettrone tende ad allinearsi con la direzione del
suo spin. (Il risultato è mostrato in basso a destra). In questa condizione le
traiettorie sono chirali: gli elettroni salgono lungo l'elica interna
destrorsa e scendono lungo l'elica esterna sinistrorsa. L'atomo <<speculare>>,
rappresentato in basso a sinistra, non esiste nel mondo reale.
Nell'illustrazione e l'effetto della forza Z è stato amplificato di un fattore
1010.
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Ciò significa che l'orbita dell'elettrone,
che sarebbe circolare in assenza della forza Z, diventa un'elica destrorsa
in prossimità del nucleo. Poiché l'interazione che provoca il moto elicoidale
dell'elettrone non conserva la parità, in natura non esiste l'<<atomo
speculare>> di cui gli elettroni seguono traiettorie elicoidali sinistrorse.
Data l'intensità estremamente bassa della forza debole, ci si può aspettare che
questo moto elicoidale non sia misurabile. Per esempio, il modello standard
prevede che, nella disposizione sperimentale più favorevole, la luce che
attraversa un gas atomico debba ruotare di soli 10^ -5 gradi, l'angolo sotteso
da una mano alla distanza di circa 1000 km. Su una scala di poco più grande, la
forza Z fa si che una molecola chirale esista in uno stato energetico superiore
o inferiore a quello del suo enantiomero. La separazione si verifica tramite un
procedimento complesso. Per cominciare, supponiamo di rappresentare la molecola
chirale come un'elica, immaginiamo che la forza Z venga <<eliminata>>. Se un
elettrone con spin <<in su>> si muove <<in su>> lungo l'elica, sarà destrorso;
se un elettrone con spin <<in su>> si muove <<in giù>> lungo l'elica, sarà
sinistrorso. Dal momento che la probabilità che gli elettroni di una molecola si
muovano in su o in giù è la stessa, ci si può aspettare che la chiralità media
degli elettroni sia nulla. Tuttavia, le normali forze elettromagnetiche che
conservano la parità tra gli elettroni e i nuclei della molecola tendono ad
allineare l'asse dell'orbita di ogni elettrone in verso opposto al suo asse di
spin; questo fenomeno è noto come accoppiamento spin-orbita. Per una molecola a
elica destrorsa, l'accoppiamento spin-orbita favorisce un moto a spirale
in giù per elettroni con spin in su e un moto a spirale in su per elettroni con
spin e in giù. In entrambi i casi l'asse di spin dell'elettrone tende ad
allinearsi in verso opposto a quello di moto dell'elettrone in modo che, in una
molecola forma di elica destrorsa, l'accoppiamento spin-orbita produce
prevalentemente elettroni sinistrorsi. Nelle regioni in cui la molecola ha la
forma di un'elica sinistrorsa, sono invece prevalenti gli elettroni destrorsi.
Il risultato è che le molecole presentano regioni con differenti chiralità degli
elettroni. Introduciamo ora la forza Z. Dato che questa forza interagisce in
modi differenti con elettroni destrorsi e sinistrorsi, essa provoca uno
spostamento di energia nelle molecole: l'energia di un enantiomero viene
aumentata, mentre quella dell'altro viene diminuita. La forza Z è così piccola
che non si è osservato il suo effetto sulle proprietà chimiche delle molecole.
Stephen F. Mason e George E. e si Tranter Kings College di Londra hanno
però ottenuto un interessante risultato teorico. Dal 1983 e il 1986 essi hanno
seguito dettagliati calcoli dell'energie di numerosi amminoacidi levogiri e
destrogiri, prendendo in considerazione l'asimmetria dovuta alla forza Z. Il
loro lavoro ha evidenziato la prevista separazione energetica tra gli
enantiomeri; il fatto curioso è stato e in tutti i casi l'enantiomero levogiro
biologicamente dominante è risultato quello con l'energia più bassa. I principi
fondamentali della meccanica statistica vogliono che in qualsiasi situazione di
equilibrio da forma a energia inferiore debba essere più abbondante di quella a
energia più alta. Mason e Tranter dimostrarono che gli amminoacidi levogiri
dovevano essere più abbondanti degli amminoacidi destrogiri di una parte su
10^17. Una differenza così piccola e spiega perché gli enantiomeri levogiri e
destrogiri compaiono in laboratorio praticamente con la stessa frequenza. E
ancora, non possiamo non meravigliarci del fatto che questa modesta differenza,
imputabile alla forza nucleare debole, sia in qualche modo correlata con il
predominio degli amminoacidi levogiri e dei glucidi destrogiri.
Simmetria chirale nelle forme viventi
Sull'origine della vita si sa così poco da
non poter avanzare alcuna ipotesi sicura sulle sue cause. Tuttavia, dopo i primi
esperimenti effettuati negli anni 50 da Stanley L. Miller dell'Università di
Chicago, gli scienziati hanno messo a punto un quadro piuttosto verosimile degli
eventi che hanno portato alla comparsa sulla Terra di svariate molecole
biologicamente significative. Da qualche parte, durante l'evoluzione chimica
destinata a condurre dagli atomi alla vita, aveva preso piede l'asimmetria
chirale delle biomolecole. Questo fatto solleva tre importanti domande. Come
hanno potuto avere origine biomolecole con preferenza chirale da reazioni
chimiche identiche per i due enantiomeri? Il predominio degli amminoacidi
levogiri e dei glucidi destrogiri sulle loro immagini speculari è in qualche
modo correlato alla forza debole? L'asimmetria chirale era una precondizione
senza la quale non avrebbe potuto nascere la vita o essa si sviluppò invece in
seguito come conseguenza di una evoluzione biologica anziché chimica?
Esamineremo queste domande e una alla volta. Per quanto possa apparire
paradossale, le reazioni chimiche a simmetria speculare possono produrre
quantità differenti di amminoacidi levogiri e destrogiri in seguito a un
fenomeno di rottura spontanea della simmetria. In questo caso,1 stato simmetrico
presenta in un numero uguale forme levogire e destrogire; lo stato asimmetrico
presenta invece il predominio di una forma. La rottura spontanea della simmetria
è un meccanismo mediante il quale un sistema passa <<spontaneamente>> da uno
stato simmetrico a uno asimmetrico. La rottura spontanea della simmetria avviene
soltanto in particolari condizioni fisiche. Essa non può avvenire in un sistema
chiuso all'ingresso di energia e materia. Un sistema del genere evolve
attraverso stati di equilibrio termodinamico, nei quali la concentrazione di una
molecola dipende solo dall'energia e da l'entropia di tale molecola. Essendo
uguali le energie degli enantiomeri L e D, in questa condizione gli enantiomeri
levogiri e destrogiri saranno presenti in un quale proporzione e lo Stato sarà
chiralmente simmetrico. Se il sistema è invece aperto all'ingresso di energia e
materia, non si trova più in equilibrio termodinamico. In questo caso può
entrare in azione la rottura spontanea della simmetria che porta il sistema in
uno stato chiralmente asimmetrico, nel quale si hanno quantità differenti di
enantiomeri. Nel 1953 Sir Frederik Charles Frank
dell'Università di Bristol mise a punto un semplice modello per illustrare come
la rottura spontanea della simmetria potrebbe operare in un sistema chimico
costituito da due specie molecolari. Il modello di Frank suppone di ogni specie
sia capace di replicazione e che la presenza di una specie faccia diminuire il
tasso di crescita della popolazione dell'altra specie; in altre parole, essi
sono in competizione. I tassi di replicazione delle due specie sono identici,
come lo è ogni effetto di una sull'altra. Ciò nonostante, non appena una specie
diventa leggermente più numerosa dell'altra (per esempio, mediante una
fluttuazione statistica casuale), la specie più numerosa diventa del tutto
dominante. L'equilibrio simmetrico tra i due tipi di molecole è instabile e
evolve spontaneamente in uno stato asimmetrico nel quale predomina uno dei due
tipi. È facile immaginare come potrebbe operare tale meccanismo a livello
biologico. Anche se fosse esistita un tempo sulla Terra l'immagine speculare
della vita come la conosciamo oggi, la competitività tra i due tipi potrebbe
aver causato l'estinzione della vita <<speculare>>. Il modello di Frank dimostra
che ciò può avvenire anche su scala molecolare e spiega quindi come un eccesso
di amminoacidi levogiri e di glucidi destrogiri potrebbe essersi originato da un
brodo primordiale nel quale entrambi di enantiomeri erano inizialmente presenti
nello stesso rapporto.
Ancora la forza debole
Passiamo ora alla seconda domanda: è
possibile che la forza nucleare debole sia responsabile del predominio degli
amminoacidi levogiri e dei glucidi destrogiri? Fin e dalla scoperta della
violazione della parità di sono stati tentativi di chiamare in causa il
decadimento beta di fenomeni a esso correlati come meccanismi che potessero
portare al predominio di un enantiomero. Frederik Vester e Tilo L. V. Ulbricht,
erano alla Yale University nel 1957, quando venne scoperta dal violazione
della parità, osservarono che gli elettroni beta, essendo in maggioranza
sinistrorsi, e mettono prevalentemente radiazione elettromagnetica sinistrorsa
(radiazione polarizzata e ruotata verso sinistra ). Vester e Ulbricht suggerirono che la
radiazione sinistrorsa decompone preferenzialmente un enantiomero, lasciando
come residuo un eccesso della sua immagine speculare. L'asimmetria teorica
attribuibile al processo di Vester-Ulbricht è estremamente piccola e deve ancora
essere rivelata sperimentalmente. Le particelle beta possono anche decomporre
direttamente molecole chirali. Uno di noi (Hegstrom) ha calcolato che la
differenza relativa dei tassi di tale decomposizione per gli enantiomeri L e D è
di circa una parte su 10^11. Gli esperimenti di Arturo Rich, James C. Vanhouse e
collaboratori all'Università del Michigan hanno dimostrato che la differenza è
in effetti inferiore a una parte su 10^9. Un altro candidato la stessa forza Z,
che può influenzare i tassi di produzione degli amminoacidi L e D. Tuttavia,
come abbiamo fatto notare in precedenza, l'effetto della forza Z è tanto piccolo
che da differenza vista dovrebbe essere di una parte su 10^17. Perché una
asimmetria così piccola possa aver prodotto il predominio osservato degli
amminoacidi levogiri e dei glucidi destrogiri, devono essere entrati in gioco
alcuni meccanismi di amplificazione. Uno di noi (Kondepudi) e George W. Nelson,
oggi al Los Alamos National Laboratory, hanno dimostrato teoricamente che un
siffatto meccanismo esiste realmente in sistemi chimici non in equilibrio. Esso
è analogo al metodo della <<media del rumore>> impiegato dai tecnici delle
comunicazioni per estrarre un segnale da un fondo rumoroso. Si immagini una
vasca d'acqua nella quale competano due enantiomeri, come nel modello di Frank.
Molte influenze casuali tendono a favorire la sopravvivenza prima di un
enantiomero, poi dell'altro. Le fluttuazioni sono molto maggiori dell'effetto
della forza debole, ma, essendo casuali, tendono ad annullarsi a vicenda. Se c'è
tempo sufficiente, e il piccolo effetto sistematico della forza debole
influenzerà la chiralità della rottura della simmetria e provocherà nel sistema
il predominio di un enantiomero sull'altro. Quali sono le condizioni necessarie
perché possa entrare in funzione questo meccanismo dei quali sono le scale dei
tempi in gioco? Nella vasca dovrebbe esserci un flusso più o meno costante dei
reagenti achirali necessarie per produrre gli enantiomeri che si replicano ed
entrano in reciproca competizione. E la vasca dovrebbe essere abbastanza grande
e sufficientemente ben mescolata per eliminare in gran parte dell'effetto
risultante delle fluttuazioni casuali. Se fossero soddisfatte tutte queste
condizioni la forza nucleare debole dovrebbe essere in grado, in un periodo
compreso tra 50.000 e 100.000 anni, di influenzare fortemente il processo di
rottura della simmetria. Passato questo tempo, dovrebbe esserci almeno il 98% di
probabilità che quasi tutte le molecole - in questo caso, amminoacidi - siano
levogiri a (supponendo che la forza debole favorisca di enantiomeri levogiri).
In un ambiente come questo potrebbe svilupparsi una vita chiralmente asimmetrica
basata su amminoacidi levogiri. È difficile osservare il laboratorio un processo
chimico così lento. Una elegante simulazione messa a punto da Frank E. Moss
dell'Università del Missouri a Saint Louis e da Peter V. E. Mc-Clintock
dell'Università di Lancaster ha confermato l'esistenza del meccanismo previsto
anche se in esso non è mai stato finora osservato in un sistema chimico reale.
Prima o dopo la vita?
Abbiamo esposto alcuni modelli per
dimostrare come si possa essere sviluppata l'asimmetria chirale nelle
biomolecole. L'ultima domanda importante è: questa asimmetria ebbe origine prima
o dopo la comparsa della vita primitiva, della <<prima cellula>>? Se ci basiamo
sull'attuale conoscenza della struttura e della funzione dei biopolimeri,
stentiamo a comprendere come possano funzionare una proteina o un acido nucleico
formati da monomeri sia levogiri sia destrogiri. Gli esperimenti dimostrano che
le catene che contengono aminoacidi sia levogiri sia destrogiri non formano
correttamente l'alfa-elica, la struttura indispensabile per la funzione
catalitica delle proteine. Senza omochiralità (la situazione in cui tutti gli
amminoacidi hanno la stessa chiralità), l'attività catalitica delle proteine
sarebbe estremamente ridotta; è difficile immaginare come in tali condizioni si
possano essere sviluppate le complesse strutture biologiche. Situazioni analoghe
valgono per gli acidi nucleici. Sembrerebbe quindi che la omochiralità delle
molecole sia originata prima della vita. A sostegno di questa interpretazione
sono stati proposti vari modelli autocatalitici di rottura della simmetria come
quello di Kondepudi-Nelson di cui si è parlato sopra. Tuttavia, nessuno di essi
è valso a indicare un particolare gruppo di composti prebiotici dotati di tutte
le proprietà richieste da questi modelli. Per alcuni ricercatori questa è una
seria difficoltà e una delle principali ragioni per cui essi credono che
l'asimmetria chirale debba essersi originata non prima, ma dopo la comparsa
della <<prima cellula>>. Secondo questa interpretazione, questa prima cellula,
che non possedeva le proprietà chimiche fortemente chirali caratteristiche delle
molecole biologiche e attuali, si sviluppò per un evento singolare.
L'<<antenato>> comune di tutte le forme di vita venne creato per caso con un
piccolo eccesso di amminoacidi levogiri o di glucidi destrogiri ed era quindi
votato solo di una lieve asimmetria chirale. Le proteine costituite da un solo
enantiomero non gli sono catalizzatori migliori, così come gli acidi nucleici
chirali sono più stabili; inoltre le proteine levogire interagiscono più
efficacemente con gli acidi nucleici destrogiri. Pertanto in un ambiente
competitivo il perfezionamento evolutivo avvenuto nel corso delle generazioni
produsse gradualmente forme di vita tutte dotate di proteine esclusivamente
levogire e di acidi nucleici destrogiri c'è ancora il problema di immaginare una
forma di vita funzionale - l'antenato comune originario - costituita da
biopolimeri contenenti enantiomeri levogiri e destrogiri in proporzioni quasi
uguali. Per evitare questa difficoltà, alcuni studiosi dell'argomento hanno
proposto che, per caso, la prima cellula possedesse già proteine composte
interamente, o quasi, di amminoacidi levogiri. Tuttavia, la probabilità di un
evento così singolare è estremamente bassa. Alcuni hanno proposto una terza
ipotesi: che la comparsa della vita non sia stata un evento isolato. La rottura
della simmetria avvenne per caso in più luoghi senza essere influenzata dalla
forza debole chiralmente asimmetrica. In luoghi dominati dagli amminoacidi
destrogiri nacque la <<vita destrogira>>, mentre in quelli dominati dagli
amminoacidi levogiri nacque la <<vita levogira>>. Le due forme entrarono in
competizione e la vita destrogira sparì senza lasciare traccia. Ovviamente, le domande fondamentali
sull'origine dell'asimmetria chirale nelle molecole biologiche restano senza
risposta, come accade per le domande relative all'origine dell'asimmetria
chirale a livello macroscopico. Anche se oggi è evidente che la forza debole,
agendo a livello delle particelle elementari, può dare origine al chiralità e
all'asimmetria negli atomi e nelle molecole, non sappiamo se queste
caratteristiche vengono espresse anche a livello di piante e animali. Per
esempio, l'asimmetria chirale delle conchiglie dei gasteropodi non pare
correlata all'asimmetria presente nel loro DNA o nelle loro proteine; la
discendenza di chiocciole sinistrorse può essere destrorsa. Le risposte
alle questioni tuttora in sospeso sulla chiralità dei viventi dovranno attendere
ulteriori chiarimenti dalla biologia dello sviluppo dell'evoluzione.
quelli della via lattea
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