Un uragano aveva devastato la foresta di
giganteschi alberi di Hymenacea lungo la costa dell'America centrale. Resina
gialla fluiva abbondantemente dei rami spezzati e dai tronchi abbattuti, mentre
una moltitudine di insetti si annidava fra i resti degli alberi. Una termite
sfiorò per caso la resina e vi aderirì inesorabilmente, fino a restare in
inviluppata nel fluido vischioso. Terpeni e altre sostanze contenute nella
resina penetrarono nei tessuti della termite, sostituendo l'acqua e uccidendo i
batteri. L'esposizione all'aria, insieme con la luce e il calore del sole,
innescano nella resina reazioni chimiche che portarono alla formazione di legami
incrociati fra gli atomi di carbonio nelle sue lunghe molecole. La goccia di
resina indurita cadde infine a terra, una fra migliaia di altre identiche. In
seguito le grandi ondate prodotte dalle tempeste tropicali trascinarono i
frammenti di resina e i rami in via di decomposizione in una laguna poco
profonda, dove i sedimenti costieri li ricoprirono. 25 milioni di anni di
pressione esercitata dalla coltre di sedimenti causarono l'ulteriore
polimerizzazione della resina, che divenne solida e chimicamente inerte. I
movimenti tettonici sollevarono infine l'antica linea di costa, e i sedimenti
andarono a formare ripidi rilievi alti un migliaio di metri nell'isola di
Hispaniola (Antille).
mentre percorreva quelle alture alcuni anni fa, un prospettore minerario
dominicano si imbatté in un piccolo smottamento che aveva portato allo scoperto
una vena nerastra di legno fossilizzato. Scavando per ore lungo il margine della
vena, egli mise in luce una pila di blocchi tondeggianti di sedimento. Un abile
colpo di machete scheggiò un pezzetto di roccia, rivelando la lucentezza vitrea
dell'ambra: all'interno di questa era inglobata una termite molto grande, con le
ali leggermente allargate e le zampe distese.
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Questo
ceratopogonide ha l'addome gonfio del sangue di cui si è nutrito. Molti
pensano che il sangue ritrovato in ditteri della stessa famiglia
inglobati in ambra del Cretaceo provenga dai dinosauri. Questo
esemplare, tuttavia, visse 40 milioni di anni dopo la loro estinzione.
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Una formica regina del genere Acropyga trasporta un afide fra le
mandibole, fornendoci un eccezionale esempio di simbiosi. Alcune specie
di formiche contengono colonie di questi insetti, dai quali succhiano
una secrezione zuccherina detta melata. (alcuni afidi attuali sono
comuni infestanti dei giardini). Quando la regina lascia la sua vecchia
colonia, porta con sé un afide nel volo nuziale quale scorta alimentare
per il nuovo formicaio.
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il frammento d'ambra con il suo esemplare perfettamente conservato di
Mastotermes electrodominicus finì tra le affollate collezioni dell'American Museum of Natural History. Da molto tempo gli entomlogi studiano con curiosità
questo genere di insetti primitivi dotati di alcune caratteristiche anatomiche
in comune con le blatte, che sono stati considerati un anello di congiunzione
fra queste e le termiti attuali. Mastotermes e i suoi affini, distintisi tra 130
e 30 milioni di anni fa, sono stati rinvenuti inclusi in rocce e frammenti di
ambra in tutto il mondo; una specie, M. darwiniensis, si trova tuttora in
Australia, vero e proprio fossile vivente. Nel 1992 ho collaborato con Rob
DeSalle, Ward Wheeler e John Gatesy del Molecular Systematics Laboratory
dell'American Museum of Natural History né sezionare l'esemplare di Hispaniola,
operazione che ci ha consentito di estrarre campioni di tessuto dalla termite
(che era solo una delle parecchie conservate nelle collezioni del museo). I
campioni contenevano cellule splendidamente conservate, molte delle quali
avevano persino i mitocondri intatti. Benché i tessuti fossero disidratati, non
si erano raggrinziti come ci si aspetterebbe in seguito alla perdita di tutta
l'acqua. Il processo con cui la resina <<fissa>> i tessuti permettendo loro di
conservare il volume originario è tuttora un mistero.
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(Foto a
sinistra): Amore e morte uniscono due cecitomiidi
nell'accoppiamento, fornendoci esemplari di ambo i sessi. La femmina
avrebbe deposto circa 100 uova, da cui sarebbero nate larve fungivore.
(Foto a
destra): Deponendo le uova nel momento della morte, questo
lepidottero (appartenente a una famiglia non determinata, probabilmente
quella dei tineidi) mostra un'azione riflessa che si osserva in molti
insetti. Si ritiene che le larve si nutrissero di un fungo di aspetto
legnoso che infettava gli alberi di Hymenaea.
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La disidratazione è stata fondamentale per il successo del nostro esperimento.
Dopo la morte di un organismo, il DNA si degrada in presenza di acqua; la
sostituzione di quest'ultima ha permesso a lunghi segmenti di DNA di conservarsi
inalterati. Siamo così riusciti a isolare alcuni tratti dei geni 18s e16s del
DNA ribosmale. Dopo aver determinato la sequenza delle basi azotate di un
frammento di DNA, l'abbiamo confrontata con i corrispondenti frammenti prelevati
da termiti, blatte e mantidi religiose attuali. Si è così visto che le
somiglianze tra Mastotermes e blatte sono riconducibili a radici ancora più
antiche. La specie estinta e quella vivente di Mastotermes erano infatti
strettamente correlate, ed entrambe erano vere termiti. Le due specie
differiscono di nove coppie di basi in un segmento del gene 16s che contiene 100
coppie di basi. Il DNA di Mastotermes electrodominicus ci ha permesso di
ricostruire l'albero evolutivo del gruppo e di chiarire i rapporti fra Mastotermes darwiniensis e le altre termiti.
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Qui a sinistra:
un acaro si era fissato all'addome di un dittero chironomide. Durante
gli stadi larvali, questi ditteri vivono nell'acqua o nel terreno molto
umido, dove sono spesso parassitati dagli acari.
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Dopo quello studio, è stato possibile sequenziare il DNA di vari insetti, fra
cui una drosofila, una melipona, un micetofilide e un crisomelide, tutti
conservati in ambra proveniente da Hispaniola. Nel 1993 Raul Cano e colleghi
della California Polytechnic State University hanno sequenziato il DNA di un
ricoforo incluso in ambra del Libano; con un'età di 125 milioni di anni, è il
più antico di anni ha conosciuto. In questo momento la nostra attenzione è
monopolizzata da ambra risalente al Cretaceo (140-65 mlioni di anni fa). I
dinosauri si estinsero alla fine di questo periodo (lasciando solo i loro
discendenti, gli uccelli) e si verificarono profonde modificazioni
dell'ambiente. Fra le piante comparvero le fanerogame e nel contempo si
evolvettero molti gruppi di insetti attuali che dipendono fortemente dalla
presenza di queste piante, come formiche, termiti, api, farfalle, scarabei e
altri.
Uno dei più importanti giacimenti di ambra del Cretaceo, databile tra i 90 e il
94 milioni di anni fa, è stato recentemente scoperto nel New Jersey centrale.
Questo sito ha fornito alcuni fossili straordinari: fra i ritrovamenti più
sorprendenti vi solo una penna - la più lontana documentazione terrestre della
presenza di uccelli nel Nord America - e i più antichi esemplari certi di api e
formiche, oltre a numerosi altri insetti. Abbiamo scoperto l'unico fiore incluso
in ambra del Cretaceo finora ritrovato, una piccola infiorescenza della quercia
più primitiva che si conosca. L'ambra del New Jersey potrebbe contenere alcuni
degli insetti più diversificati e ben conservati del Cretaceo: attendiamo con
ansia ciò che ci rivelerà.
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