Charles Babbage è celebrato nella storia del calcolo
automatico come il grande precursore. I progetti delle sue enormi macchine da
calcolo si collocano tra i risultati concettuali più significativi del
diciannovesimo secolo, e pure egli non riuscì mai a realizzarli in concreto. Dei
libri di storia si afferma che Babbage fallì nel suo intento soprattutto perché
nel periodo vittoriano ingegneria meccanica non aveva ancora raggiunto lo
sviluppo tale da consentire la costruzione dei suoi dispositivi ma questa
ipotesi non è confermata da testimonianze dell'epoca. Nel 1985, insieme con i
miei colleghi di Science Museum di Londra, decisi di risolvere, o almeno
chiarire, il problema costruendo una versione in grandezza naturale
di una
macchina di Babbage a partire dai suoi progetti originali. I nostri sforzi
vengono ricompensati nel novembre 1991, un mese prima del bicentenario della
nascita di Babbage, quando la ricostruzione della seconda macchina alle
differenze (chiamata anche impropriamente macchina differenziale), eseguì a
perfezione il suo primo calcolo impegnativo. Successo dell'impresa dimostrò che
il fallimento di Babbage era dovuto a problemi contingenti e non a errori di
progettazione. Il genio creativo di Babbage è sempre stato associato
inestricabilmente all'incompiutezza della sua opera. Orgoglioso e battagliero,
divenne celebre per il vigore e il sarcasmo delle sue pubbliche accuse
all'ambiente scientifico; quando dovette abbandonare il progetto della macchina
da calcolo, le sue diatribe assunse un tono di amarezza, recriminazione e
addirittura disperazione. La sua immagine di eccentrico testardo si è conservata
fino a oggi, come dimostra la prima biografia Irascibile Genius: A life of
Charles Babbage, Inventor, scritta da Maboth Moseley e pubblicata nel 1964.
Il nostro lavoro presso il Science Museum ci rivela un personaggio assai
diverso: un inventore meticoloso i cui progetti erano estremamente ambiziosi, ma
senza dubbio realizzabili. Il desiderio di Babbage di meccanicizzare il calcolo
derivava dalla sua esasperazione per l'imprecisione delle tavole numeriche
pubblicate. Scienziati, contabili, impiegati, piloti di nave, ingegneri e molti
altri si affidavano a queste tavole per eseguire calcoli che richiedessero una
decisione migliore di poche cifre decimali. Ma la produzione tavole era un
compito tedioso e soggetto a errori in ogni fase della preparazione, dal calcolo
alla trascrizione alla composizione a stampa. Dionysius Lardner, celebre divulgatore
scientifico, scrisse nel 1834 che una scelta casuale di 40 volumi di tavole
numeriche conteneva 3700 errata corrige dichiarati, alcuni dei quali incutevano
a loro volta errori. Babbage era un appassionato conoscitore di tavole e un
pignolo analista degli errori in esse contenuti. Rintracciò gruppi di errori
comuni a differenti edizioni delle tavole e dedusse in quali punti erano stati
scorrettamente rimpiazzati caratteri staccatisi dalle lastre. In un'occasione
collaborò con l'astronomo John Herschel nel verificare due insiemi di calcoli
svolti indipendentemente per tavole astronomiche; i due furono costernati dalle
molte discrepanze. <<Se solo questi calcoli fossero stati eseguiti
meccanicamente!>> Scrisse Babbage nel 1821. A suo parere, i calcolatori
meccanici avrebbero dovuto fornire 1.30 per eliminare in un solo colpo tutte le
fonti di errori delle tavole numeriche. Quella che egli immaginava era una
macchia capace non solo di eseguire calcoli con la massima esattezza, ma anche
di evitare errori di trascrizione e di composizione imprimendo automaticamente i
propri risultati strisce di cartoncino o su lastrine di metallo tenero; da
queste si poteva poi ottenere direttamente una versione a stampa, eliminando
così qualunque opportunità della genesi di errori. Nel 1822 Babbage costruì un
modello sperimentale che avrebbe dovuto avvicinarlo al suo obiettivo. Lo chiamò
<<macchina alle differenze>> perché si basava sul modello alle differenze
finite,1 procedura matematica che consente di determinare valori successivi di
funzioni polinomiali impiegando solo l'addizione: moltiplicazione e divisione,
che sono operazioni notevolmente più difficile da automatico non sono necessari.
Dato che a ogni frase il valore della funzione è calcolato sul suo predecessore,
un risultato finale corretto dà un elevato livello di confidenza che anche tutti
i valori precedenti siano corretti. Per economia di progetto, le macchine alle
differenze di Babbage impiegano il sistema decimale anziché quello binario
utilizzato nei calcolatori elettronici. Ogni cifra di un numero a più cifre è
rappresentata da un ingranaggio su cui sono incisi i numeri del sistema
decimale. Il valore della cifra è indicato dalla rotazione angolare
dell'ingranaggio corrispondente. Il meccanismo di controllo della macchina
garantisce che siano accettati solo valori interi, rappresentati da posizioni
discrete degli ingranaggi delle cifre. Babbage e si vantava delle sue macchine
avrebbero potuto produrre sul dato esatto o incepparsi, ma non avrebbero mai dato valori
ingannevoli i più ambiziosi sforzi di Babbage per costruire un dispositivo da
calcolo furono dedicati alla prima macchina alle differenze. Questo sfortunato
progetto fu abbandonato nel 1833, dopo un decennio di ideazione, sviluppo e
fabbricazione di componenti che aveva comportato spese considerevoli; sembra che
a precipitare la decisione sia stata una disputa fra Babbage il suo capo
tecnico, Joseph Clement, sui costi necessari per trasferire l'officina di
fabbricazione dei pezzi. Non sembra che alla base del disaccordo vi fossero
questioni tecnologiche; tuttavia il problema è rimasto finora in sospeso è se i
fatti contingenti che determinarono l'abbandono del progetto abbiano mascherato
l'impossibilità tecnica una logica delle idee di Babbage. La prima macchina alle differenze è
costituita da un elemento di base per la somma, ripetuto più volte in una
configurazione adatta all'impiego del metodo alle differenze. Le dimensioni e la
complessità del dispositivo sono monumentali: il progetto richiede circa 25.000
parti, e la macchina montata misurerebbe circa 2 m e mezzo di altezza, 2 di
larghezza e 1 di profondità, per un peso di diverse tonnellate. Il progetto,
finanziato dal governo britannico, risultò anche estremamente dispendioso; con
una l'ultimo pagamento fatto a Clement nel 1834, il costo totale ammontò a
17.470 sterline. Per confronto, la locomotiva a vapore John Bull, costruita nel
1831, era costata in tutto 784 sterline. Clement terminò circa la metà delle
25.000 parti necessarie per la prima macchina alle differenze, poi in gran parte
rifuse come rottami. Il governo si ritirò infine dal progetto nel 1842, anche in
seguito al consiglio di George Biddell Airy, astronomo reale, che aveva definito
<<del tutto inutile>> il dispositivo di Babbage. Il mancato completamento della
macchina alle differenze fu il trauma più grave della carriera scientifica di
Babbage ed egli tornò più volte a parlarne nei suoi scritti, come se fosse
incapace di accettare un esito così deludente. Gli anni di lavoro dedicati a
alla prima macchina alle differenze produssero tuttavia un risultato valido e
tangibile. Nel 1832 Clement montò una piccola parte del dispositivo, consistente
in circa 2000 componenti, a scopo di dimostrazione. Questa sezione della
macchina incompiuta e uno degli esempi più belli di meccanica di precisione
dell'epoca e funziona tuttora in modo impeccabile. Essa costituisce la prima macchina da
calcolo automatica che si conosca.
Al contrario delle calcolatrici da tavolo
dell'epoca, la macchina alle differenze, Una volta avviata, non richiedeva
l'intervento di un operatore competente, si potevano ottenere risultati precisi
senza capirne i principi logici e meccanici. Babbage e suoi contemporanei
colsero immediatamente l'opportunità di speculare sull'intelligenza delle
macchine. Harry Wilmot Buxton,1 giovane collega cui Babbage affidò molte delle
sue carte, scrisse che <<La straordinaria materia e le fibre del cervello erano
state sostituite da ottone e ferro; egli [Babbage] aveva insegnato agli
ingranaggi a pensare>>. Nonostante le sue strabilianti capacità, la macchina
alle differenze poteva eseguire un solo compito fisso. La reputazione di Babbage
come pioniere del calcolo automatico si basa soprattutto su un altro sofisticato
dispositivo: la macchina analitica, ideata verso il 1834. Egli vedeva la
macchina analitica come un dispositivo da calcolo programmabile di uso
generale,1 concezione sorprendentemente simile a quella degli attuali
calcolatori elettronici. La macchina aveva un repertorio basilare di operazioni
(addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione) che poteva eseguire in
qualsiasi sequenza. La sua architettura interna comprendeva un <<magazzino>> e
un <<mulino>> separati, equivalenti alle unità di memoria e di elaborazione dei
calcolatori attuali. La separazione di queste unità è una caratteristica
progettuale quasi costante dei calcolatori elettronici a partire dalla
metà degli anni 40. La macchina analitica poteva essere programmata per mezzo di
schede perforate, una tecnica sfruttata in precedenza nel telaio Jaquard per
produrre tessuti con vari disegni. Essa era inoltre in grado di seguire vie
alternative in dipendenza del risultato di un calcolo, il che le permetteva di
eseguire funzioni complesse. Babbage prevedeva che la macchina potesse accettare
in ingresso numeri fino a 50 cifre, e fornire risultati anche di 100 cifre;
questi ultimi potevano essere stampati oppure portati in grafico o su una scheda
perforata. Sebbene gli storici siano soliti parlare della macchina analitica
come un oggetto esistente, in realtà è solo una serie di progetti mai realizzati
che Babbage perfezionò via via dal 1834 fino alla sua morte, nel 1871.
Demoralizzato dalla sorte della prima macchina alle differenze, egli non fece
alcun serio tentativo di costruire una versione a grandezza naturale della
macchina analitica. Una piccola parte sperimentale del
meccanismo ancora incompleta alla sua morte, e un altro frammento costruito poi
dal figlio, Henry Prevost Babbage, sono i soli i resti significativi del grande
progetto. Il lavoro sulla macchina analitica costrinse Babbage a riflettere su
come sviluppare meccanismi capaci di eseguire automaticamente la moltiplicazione
e la divisione, tutti regolati da un complesso sistema di controllo. Le
soluzioni di questi problemi ispirarono al progetto di una macchina alle
differenze più semplice e più elegante, la seconda macchina alle differenze.
Sebbene essa possa eseguire calcoli con una precisione di 31 cifre,10 in più di
quanto Babbage prevedesse per la sua prima macchina, contiene solo un terzo dei
componenti. Babbage disegnò progetti dettagliati di questa seconda macchina fra
il 1847 e il 1849 e li sottopose all'esame del governo nel 1852, ma non
ricevette alcun incoraggiamento. Per quasi un secolo e mezzo le cose rimasero
ferme a questo punto. Durante alcune visite a Londra, a partire dal 1979, Allan
G. Bromley dell'Università di Sydney esaminò i disegni e i taccuini di Babbage
conservati alla Science Museum Library e si convinse della fattibilità di una
versione funzionante della seconda macchina alle differenze. Per parte mia,
avevo letto degli insuccessi di Babbage e avevo cominciato a chiedermi perché
nessuno avesse mai tentato di risolvere la questione costruendo effettivamente
la macchina. Nel 1985, poco dopo la mia nomina a
curatore della sezione dedicata al calcolo del Science Museum, Bromley presentò
in due pagine una proposta di ricostruzione della macchina alle differenze e
suggerì che il museo tentasse di completare il progetto entro il 1991,
bicentenario della nascita di Babbage. La proposta di Bromley segnò l'inizio di
un programma di sei anni che per me divenne una sorta di crociata personale.
L'epica storia dei nostri sforzi per ricostruire la macchina alle differenze
sarebbe stata degna dello stesso Babbage; avevamo intrapreso un complesso
progetto di ingegneria e ci portò a esplorare territori sconosciuti e ci mise di
fronte a dilemmi di meccanica, crisi di finanziamento e agli intrighi
inevitabili in qualunque impresa di grande respiro.
La seconda macchina alle differenze era
chiaramente la scelta più logica del nostro progetto. La relativa serie di
disegni è intatta, mentre quelli della prima macchina alle differenze sono
alquanto lacunosi; inoltre la concezione stessa della macchina è più economica e
i vincoli di costo e tempo ci hanno spinti a ignorare la stampante e a
concentrarci sul resto del dispositivo. La stampante è composta da circa 4000
parti e da sola comporta un progetto assai impegnativo. La documentazione
relativa alla seconda macchina alle differenze consiste in 20 progetti
principali e diversi lucidi. Scrutando i disegni, scoprimmo parecchi errori di
progettazione oltre a quelli già individuati da Bromley. Uno dei meccanismi
sembra essere ridondante, mentre altri invece mancano. Per esempio, i valori
iniziali richiesti per eseguire un calcolo si introducono bloccando le colonne e
ruotando manualmente gli ingranaggi delle cifre fino alla posizione appropriata.
Babbage omise un mezzo per bloccare di nuovo le colonne dopo questa
operazione, sicché la procedura di introduzione dei valori iniziali è soggetta a
errori. Il difetto progettuale più grave riguarda il meccanismo per il riporto.
Questo componente basilare garantisce che, se nel corso di una dizione il valore
su un ingranaggio delle cifre (per esempio quello delle unità) supera 10,
l'ingranaggio successivo (che rappresenta le decine) avanzi di una cifra. La
situazione più difficile per questo meccanismo si ha quando un 1 viene sommato a
una serie di 9. Babbage risolse il problema del riporto in maniera
eccezionalmente innovativa. Durante la prima parte del ciclo di calcolo da
macchine se quella somma delle 31 cifre senza eseguire i riporti, ma ogni
ingranaggio delle cifre il cui valore superi 10 attiva un meccanismo di
avvertimento caricato a molla. Nella seconda parte del ciclo ogni meccanismo di
avvertimento attivato muove un braccio rotante che fa avanzare di una posizione
l'ingranaggio successivo. Purtroppo il meccanismo per il riporto come appare nei
progetti di Babbage è irrealizzabile: inverso di rotazione degli ingranaggi
delle cifre è scorretto e il meccanismo di avvertimento e riporto non potrebbe
funzionare senza modifiche. L'origine di questi difetti ha suscitato parecchie
speculazioni: abbiamo considerato la possibilità di certi errori siano stati
introdotti deliberatamente per sventare tentativi di <<spionaggio industriale>>,
ma è più probabile che alcuni siano stati sviste concettuali e altri siano sorti
inevitabilmente nella fase di realizzazione dei progetti.
Nessuno dei problemi individuati nella
seconda macchina alle differenze ne comprometteva la logica o i principi
operativi generali, e per ognuno di essi trovammo una soluzione. I meccanismi
non indispensabili furono omessi. Progettammo i componenti mancanti per il
blocco degli ingranaggi delle cifre e, dove necessario, ne deducemmo il
movimento da quello delle parti vicine. Bromley risolse il problema del
meccanismo per il riporto invertendo specularmente le parti disegnate in modo
scorretto e alterandone l'orientazione. L'introduzione di un riduttore con
rapporto quattro a uno nella trasmissione venne dettata dal nostro scetticismo
sulla possibilità di azionare a mano il massiccio dispositivo. Quest'alterazione
rese il meccanismo di trasmissione quattro volte più mobile, e la macchina
quattro volte più lenta. La messa in opera delle nostre soluzioni sollevò un
significativo problema metodologico. Si potevano compiere queste alterazioni
senza compromettere l'autenticità storica del risultato e, con essa, il nostro
obiettivo di dimostrare che le macchine di Babbage che erano valide da un punto
di vista sia logico sia pratico? Risolvemmo il problema attenendoci ai metodi di
progettazione di Babbage e limitandoci a tecniche e meccanismi di cui egli
poteva disporre. Ideammo inoltre le revisioni al progetto originale in modo che
qualsiasi meccanismo da noi aggiunto fosse facilmente eliminabile.
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Le macchine delle differenze di Babbage sono
così chiamate perché sfruttano il metodo delle differenze finite per trovare il
valore di certe espressioni matematiche. Nell'esempio il metodo è usato per
ricavare la tavola dei cubi (y=x3). La prima differenza si trova
sottraendo coppie successive di cubi; applicando la stessa procedura a coppie di
prime differenze si ottengono seconde differenze. Quando si ripete il processo
per le seconde differenze si trova che la terza differenza è costante e uguale a
sei. Ciò permette di generare il resto della tavola dei cubi utilizzando la
procedura alla rovescia. Per es. sommando 6 alla seconda differenza, 18, si
ottiene una nuova seconda differenza, 24; sommando quest ultima alla prima
differenza 37 si ha una nuova differenza 61 e infine, sommando 61 all'ultimo
cubo tabulato, 64, si ricava il cubo successivo della tavola, 125, ossia 5^3. La
procedura può essere ripetuta all'infinito per generare il numero di termini
desiderato impiegando solo l'operazione di somma.
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| Questa parte
funzionante della prima macchina alle differenze, costruita nel 1832 da Joseph
Clement, è ol primo dispositivo da calcolo automatico che si conosca |
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L'ill. sopra riprodotta è una
delle 20 tavole principale del progetto della seconda macchina alle differenze
che Babbage eseguì nel 1847. Azionando la maniglia mostrata a destra si fa
ruotare una pila verticale di 14 coppie di camne che determinano i parametri del
ciclo di calcolo. I numeri vengono immagazzinati e elaborati in otto colonne
verticali, ognuna delle quali comprende 31 ingranaggi su cui sono incise le
cifre decimali. La cifra delle unità di un numero viene riportata
sull'ingranaggio più basso, e le cifre delle decine, delle centinaia e così via
su ingranaggi mano a mano più alti: i valori iniziali per il calcolo vengono
inseriti sbloccando gli ingranaggi e ruotando a mano ciascuno di essi fino a che
mostra la cifra appropriata. Sotto le colonne di ingranaggi vi è una serie di
leve e cremagliere che, quando sono attivate dai giunti che le collegano alle
camne, alzano, abbassano e fanno ruotare gli assi verticali, eseguendo così le
somme e le differenze. La seconda macchina alle differenze non somma come ci si
potrebbe aspettare, le cifre in successione da destra a sinistra. Al contrario,
valori di colonne dispari sono addizionate a colonne pari nel primo semiciclo,
quelli di colonne pari sono sommati a colonne dispari nel secondo
semiciclo. Questa tecnica riduce considerevolmente il tempo richiesto per un
calcolo, e una versione analoga,, chiamata elaborazione pipeline, è
utilizzata nei calcolatori elettronici attuali.
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Nel 1989 costruimmo un modello
sperimentale presso il Science Museum per verificare la validità logica
dell'elemento di base per la somma e controllare che il meccanismo per il
riporto funzionasse correttamente. Il modello può sommare fra loro numeri di due
cifre tenendo conto di qualsiasi riporto fra unità e decine e fra decine e
centinaia. Il dispositivo splendidamente rifinito convinse colleghi e sponsor
che il nostro progetto aveva validità estetica oltre a costituire una
interessante dimostrazione storica. Il modello si rivelò poi un ausilio
insostituibile per visualizzare il funzionamento della macchina e per verificare
i primi componenti. Per costruire la seconda macchina alle differenze e
stimare il costo dell'impresa avevamo bisogno di disegni a grandezza naturale di
tutte le parti. Alla fine del 1989 incaricammo una società specializzata in
progetti tecnici di realizzare una serie di tavole utilizzando come fonte gli
originali di Babbage e fornimmo tutte le informazioni mancanti, quali le
dimensioni esatte, la scelta dei materiali, le ntolleranze, i metodi di
fabbricazione e un gran numero di minuti dettagli. Ottenemmo le dimensioni delle
singole parti misurando e portando in scala i progetti originali. La società
incaricata produsse 50 nuove tavole che descrivevano completamente ciascuna
delle 4000 parti della macchina. I componenti originali giunti fino a noi
dimostrano che Babbage aveva previsto per la costruzione l'impiego di bronzo,
ghisa e acciaio; Bromley e Michael Wright del Science Museum ci diedero
consiglio su materiale più adatto per ciascun componente. I nostri colleghi
dell'Imperial College of Science and Technology analizzarono la composizione
delle parti della prima macchina alle differenze per aiutarci a scegliere un
bronzo appropriato. Non tentammo di usare macchine dell'epoca per la
fabbricazione delle parti. La macchina comprende 4000 componenti, ma
solo 1000 tipi diversi di parti: ci affidammo perciò senza rimorsi a tecniche di
fabbricazione moderne per produrre i numerosi pezzi identici e saldammo insieme
parti che all'epoca di Babbage sarebbero state forgiate un sol pezzo. Badammo
però scrupolosamente a produrre componenti di una precisione che anche Babbage
avrebbe potuto conseguire, sia pure con metodi diversi. Specificare la
precisione necessaria per le singole parti fu meno problematico di quanto
temessimo. Bromley e Wright avevano misurato vari componenti della prima
macchina alle differenze, scoprendo che Clement riusciva a ottenere scarti di
soli 4-5 centesimi di millimetro e smentendo così la diffusa convinzione che le
tecniche di lavorazione della metà del diciannovesimo secolo non fossero
abbastanza precise da consentire la costruzione delle macchine di Babbage.
Adottammo quindi un sistema di produzione moderno, certi che fosse compatibile
con quanto si poteva realizzare nel diciannovesimo secolo. La fase preparatoria
del progetto, durata circa sei mesi, era pressoché completata nel gennaio 1990.
Eravamo ben decisi a stipulare un contratto a prezzo fisso per la fabbricazione
e il montaggio della macchina, in modo da non ripetere l'infelice vicenda di
spese senza fine che afflisse Babbage. Dopo serrate trattative, il Science
Museum e la società interessata si accordarono sul prezzo e su una serie di
clausule e con le quali intendevano cautelarsi di fronte a difficoltà tecniche
impreviste. Il Science Museum si impegnò a condividere i costi, con il sostegno
finanziario di cinque società produttrici di calcolatori: ICL, Hewlett Packard,
Rank Xerox, Siemens Nixdorf e Unisys.poi nel giugno 1990, proprio quando si
stava per firmare il contratto definitivo, la società interessata fallì. Reg
Crick e Barrie Holloway, i due tecnici del progetto Babbage furono licenziati
giovedì 7 giugno. Se non avessimo spedito gli ordini per le parti del
dispositivo alle società appaltatrici entro il giorno seguente, saremmo incorsi
nel pagamento di una penale e avremmo dovuto impegnarci in un'altra serie di
trattative finanziarie, e che avrebbe pregiudicato il nostro obiettivo di
completare il progetto in tempo per il bicentenario di Babbage. I funzionari del
Science Museum e per un colloquio con Crick e Holloway la mattina dell'otto
giugno; all'ora di pranzo i due erano già dipendenti del museo. Passammo la giornata scrivere
freneticamente ordini per le parti della macchina e a stilare contratti. Alle
17.30 corsi all'ufficio postale per spedire i progetti e i relativi ordini ai
fabbricanti dei diversi componenti. Riuscimmo a rispettare la scadenza per pochi
minuti. La seconda macchina alle differenze fu costruita nel Science Museum,
sotto gli occhi del pubblico: il montaggio cominciò in novembre e fu completato
nel maggio 1991. La macchina divenne il pezzo forte della mostra Making the
Difference: Charles Babbage and Birth of the Computer, inaugurata 27 giugno
1991. Tuttavia, continuò a tenerci sulle spine: il dispositivo, di ben 3
tonnellate, non aveva ancora eseguito per intero un calcolo e tendeva a
incepparsi inspiegabilmente. Escogitammo varie tecniche per rintracciare la
fonte degli inconvenienti e continuammo a lavorare sulla macchina per tutta la
durata della mostra. Il 29 novembre 1991, meno di un mese prima del duecentesimo
anniversario della nascita di Babbage, la macchina completò con successo il suo
primo calcolo impegnativo: produsse i primi 100 valori della tavola delle
potenze di sette e da allora funziona senza errori. Il costo totale fu appena
inferiore a 300.000 sterline. La costruzione della nostra macchina ha
chiarito diversi aspetti delle capacità di Babbage come progettista e tecnico.
Gli storici della tecnologia hanno discusso se il livello di precisione preteso
da Babbage fosse davvero necessario un fosse dovuto a perfezionismo maniacale.
Alcuni hanno fatto notare che macchine da calcolo più rozze erano state
costruite con discreto successo. Lo svedese Georg Scheutz e il suo figlio Edvard,
ispirandosi a un resoconto del lavoro di Babbage, costruirono tre macchine e
alle differenze seguendo un progetto in gran parte originale. La prima di
queste, ultimata nel 1843, aveva una struttura in legno e fu realizzata usando
semplici strumenti e un tornio primitivo. A dispetto della sua rozza
costruzione, la macchina fu presentata con successo di fronte all'Accademia
reale svedese tuttavia le macchine alle differenze di Babbage erano più grandi e
più raffinate di quelle degli Scheutz. Nostra esperienza di costruire la seconda
macchina alle differenze ha dimostrato chiaramente che un livello di precisione
molto elevato era essenziale. Ci aspettavamo che parti fabbricate in serie
usando macchine controllate da calcolatore sarebbero state abbastanza identiche
da risultare intercambiabili, ma scoprimmo che non era così. Fu necessario procedere a un
aggiustamento fine dei componenti, con tolleranze e non superiori a qualche
centesimo di millimetro, soprattutto per il corretto funzionamento del
meccanismo per il riporto. L'insistenza di Babbage sulla precisione dei
componenti era evidentemente basata su una valutazione tecnica ben fondata. La
costruzione della seconda macchina alle differenze ha rivelato nei progetti di
Babbage sottigliezze e soluzioni ingegnose che non sono evidenti a prima vista e
ci ha ispirato un'enorme rispetto per la capacità dell'inventore di visualizzare
il funzionamento dei meccanismi complessi senza l'aiuto di modelli fisici.
Speriamo di estendere ancora la nostra analisi alle eleganti reazioni di Babbage,
a questo scopo stiamo tentando di procurarsi finanziamenti per la costruzione
del sistema stampante. Nel frattempo possiamo meravigliarci di fronte alla
realizzazione concreta dei progetti che egli ideò quasi 150 anni fa: a seconda
macchina alle differenze e si pone come uno splendido esemplare di scultura
tecnica, un monumento alla logica rigorosa del suo inventore quelli della via lattea
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