quelli della via lattea

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Three quarks for Muster Mark!Sure he hasn't got much of a bark.
And sure any he has it's all beside the mark

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james joyce

Nell'Ulysses c'è astronomia d'anima.

di:  maximoRed

Uno spazio su questo sito a chi non avendolo mai saputo, ha scritto per me. Non vuole essere solo una pagina fine alla consultazione, ma un mio umile tributo, un riconoscimento a un personaggio, a uno scrittore che ha reso la scrittura modellabile come pongo. Elevando il coraggio della propria personalità e assumendo una posizione di cultura individuale che deve essere scuola per la rivoluzione umanistica. Amo ormai James Joyce di un amore affettivo e inconsolabile, colui che ha messo la sua mano sulle mie spalle, e camminando, mi parlava dell'Ulysses.  Ah, quali bellissime giornate d'adolescenza, sotto qualsiasi ombra e sulle rive di qualsiasi corso d'acqua scandivo le sue       parole come fossero state mie.

James Joyce nasce a Rathgar, un quartiere di Dublino il 2 febbraio 1882. Da piccolo frequenta le scuole gesuite, poi, al Belvedere College a causa di difficoltà economiche della famiglia. Nel 1898 si icrive all'università e ottiene la laurea nel 1902 in materie letterarie. Si iscriverà a medicina e si trasferisce a Parigi, dove vive in modo di miseria e stenti, collaborerà con il Daily Express".  Rientra a Dublino, causa la morte della madre e scrive "Portrait of Artist a Young Man".  Nel 1913 incontra Ezra Pound che gli fece pubblicare, a puntate, "Dedalus" , poi inizierà la stesura del capolavoro, criticato, boicottato, incompreso da una critica dell'epoca bigotta e conservatrice.
Nel 1922 , il giorno del suo quarantesimo compleanno, grazie a Sylvia Beach, pubblica l'Ulisse. Nel 1927 una rivista di new york pubblicava, censurando quelle parti del libro ritenute oscene, dietro sentenza di un giudice americano. Deturpando così un opera d'arte senza precedenti, ma la solidarietà di scrittori come Yeats, Mann, Pirandello, Croce, Gentile, Eliot, Lawrence e altri che nn ricordo; fece dopo cinque anni, fare marcia indietro al giudice, annullando la sentenza emessa. Nel 1923 mette fine a Finnegans Wake", uscirà il 4 maggio 1939. Verso la fine del 1940 in piena crisi depressiva, certo della sua ultima ricorrenza natalizia, si trasferisce a Zurigo, dove il 13 gennaio 1941 muore dopo un operazione che tentava di riparare a un ulcera perforata.

cratere di Ulysse

Ulysses patera su marte Cortesia Calvin J. Hamilton.

A me sembra più un insieme di Mandelbrot!

 

 

Pag 49

...La sua ombra si stendeva sulle rocce, mentre, curvo, finiva. Perché non infinito fino alla più lontana stella? Oscuramente sono là dietro questa luce, tenebra splendente nella luce, delta di Cassiopea, mondi. Me seduto là con la verga augurale di frassino, con sandali presi a prestito, di giorno presso un mare livido, incontemplato, nella notte violacea a passeggio sotto un reame di stelle misteriose. ___________________________
pag 204

Egli ha nascosto il suo nome, un bel nome, William, nei drammi, qua una comparsa, là un clown, come un antico pittore italiano metteva il suo viso in un angolo oscuro della sua tela. [...] Cosa cè in un nome? P quel che ci chiediamo da fanciulli quando scriviamo il nome che ci han detto essere il nostro. Una stella, una stella diurna, una meteora sorse alla sua nascita. Brillò di
giorno sola nel cielo, più fulgida di Venere la notte, e la notte brillava sopra il delta di Cassiopea, la costellazione reclina che è la segnatura della sua iniziale tra le stelle. I suoi occhi la osservavano, bassa sull’orizzonte, a oriente dell’orsa, mentre egli passava tra i sonnolenti campi estivi a mezzanotte, di ritorno da Shottery e dalle braccia di lei. Ambedue soddisfatti.
Anch'io.
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Bloom indicava a Chris Callinan e al fiaccheraio tutte le stelle e le comete del cielo: l’Orsa Maggiore e Ercole e il Dragone e tutto il mazzo delle altre. Ma io, per Dio, ero sperso, per così dire, nella via lattea. Le conosce tutte, perbacco. Da ultimo lei ne scovò una piccina picciò a miglia e miglia di distanza. E quella che stella è, Poldy? dice. Per Dio, mise Bloom con le spalle al muro. Quella là? dice Chris Callinan, ma è quel che si dice una punta di spillo. Per Dio, non era andato molto lontano dal segno.

Lenehan si fermò e si appoggiò al parapetto del fiume, ansimando sommesse risate.

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pagg 657-661

Quale spettacolo si presentò loro quando essi prima il padrone di casa, poi lospite,
emersero in silenzio, doppiamente oscuri, dalloscurità attrave passaggio
sul retro della casa nella penombra del giardino?


L'albero celeste delle stelle carico di umidi frutti nottazzurri .

Con quali meditazioni accompagnò Bloom l'indicazione che al suo compagno fece delle
varie costellazloni?


Meditazioni sull'evoluzione sempre più vasta: luna invisibile in lunazione incipiente, vicina al perigeo: sulla infinita lattiginosa scintillante incondensata via lattea, percepibile in pieno giorno da un osservatore situato alla estremità inferiore di una cavità cilindrica verticale affondata per 5000 piedi dalla superficie al centro della terra: su Sirio (alfa del Gran Cane) distante 10 anniluce (57.000.000.000.000 miglia ) e 900 volte le dimensioni del nostro pianeta, quanto al volume: su Arturo: sulla precessione degli equinozi su Orione con la cintura e il sole sestuplo e la nebulosa in cui capirebbero 100 dei nostri sistemi solari: su stelle moribonde e nascenti come Nova del 1901: sul precipitarsi del nostro sistema verso la costellazione di Ercole: sulla parallasse o devizione parallattica delle cosiddette stelle fisse, in realtà sempre muoventisi erranti da eoni smisuratamente da remoti a futuri smisuratamente remoti al cui confronto gli anni sessanta e dieci, destinati all'umana esistenza formvano una parentesi di brevità infinitesimale

Vi furono meditazioni contrarie sull'involuzione sempre meno vasta?


Sugli eoni dei periodi geologici registrati nelle stratificazioni della terra: sulle mille e mille minute esistenze organiche entomologiche nascoste nella cavità della terra, sotto pietre amovibili, in alveari e monticelli, di microbi, germi, batteri, bacilli, spermatozoi: sugli incalcolabili trilioni di miliardi di milioni di molecole impercettibili contenute per la coesione dell'affinità molecolare in una singola testa di spillo: sull'universo del siero umano costellato di corpuscoli bianchi e rossi, essi stessi universi di spazio vuoto, costellati di altri corpuscoli, essendo ciascuno, in continuità, un universo composto di corpuscoli divisibili di cui ciascuno suddivisibile in divisioni di corpuscoli componenti ridivisibili, dividendi e divisori sempre diminuenti senza reale divisione fino a che, se il processo fosse spinto abbastanza avanti, si arriverebbe a niente in nessun posto mai.

Perché non aveva egli elaborato questi calcoli per raggiungere un risultato
più preciso?


Perché alcuni anni prima, nel 1886, quando si occupava del problema della quadratura del circolo, aveva appreso l'esistenza di un numero calcolato con una relativa approssimazione come di tale ampiezza e di tante cifre, e cioè P. e. In potenza della potenza della nona potenza della nona potenza di 9, e tale che, se si fosse ottenuto il risultato, 33 fitti volumi di 1000 pagine ciascuno di innumerevoli sedicesimi e risme di carta India avrebbero dovuto esser requisiti per contenere il numero completo dei suoi numeri interi, unità, decine, centinaia, migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milioni, decine di milioni, centinaia di
milioni, miliardi, il nucleo della nebulosa di ogni cifra semplice di ogni serie contenendo succintamente la potenzialità dessere elevata alla massima elaborazione cinetica di qualsia potenza d'una qualsiasi delle sue potenze.

Trovava egli il problema dellabitabilità dei pianeti e dei loro satelliti da
parte di una razza, comportante una suddivisione in specie, e della possibile
redenzione sociale e morale della detta razza da parte di un redentore, di più
agevole soluzione?

Di un altro ordine di difficoltà. Cosciente che l'organismo umano, normalmente capace di sostenere una pressione atmosferica di tonnellate, se innalzato unaltezza considerevole nell'atmosfera terrestre soffre con una progressione
aritmetica di intensità, a seconda dell'approssimarsi alla linea di demarcazione tra troposfera e stratosfera, di emorragia nasale, di difficoltà respiratorie e di vertigine, nel proporsi la soluzione questo problema egli aveva congetturato come ipotesi sperimentale che non potesse esser dimostrata l'impossibilità che una razza di esseri più adattabile e diversamente costituita
da un punto di vista anatomico potesse altrimenti sussistere in condizioni sufficienti ed equivalenti su Marte, Mercurio, Venere, Giove, Saturno, Nettuno o Urano, benché un umanità giunta a un apogeo di esseri creati in svariate forme con differenze finite risultanti in una similarità nell'insieme e dell'uno rispetto all'altro, rimarrebbe probabilmente quà come là inalterabilmente e
inalienabilmente attaccata alle vanità, alle vanità delle vanità e a tutto ciò che è vanità.

E il problema della possibile redenzione?


La minore era dimostrata dalla maggiore.

Quali svariate caratteristiche delle costellazioni rono volta a volta
considerate?

Gli svariati colori denotanti svariati gradi di vitalità (bianco, giallo, cremisi, vermiglio, cinabro): i loro gradi di splendore: le loro
grandezze visibili a occhio nudo fino a e compresa la 7a: le loro posizioni: I' Auriga: la via di Walsingham: il carro di David: gli
anelli di Saturno: il condensarsi delle nebulose spirali in soli: le rivoluzioni interdipendenti dei soli doppi: le indipendenti scoperte sincrone di Galileo, Simon Marius, Piazzi, Le Verrier, Herschel, Galle: le sistematizzazioni tentate da Bode e Keplero dei cubi delle distanze e dei quadrati dei tempi di rivoluzione: la quasi infinita comprimibilità delle comete caudate e le loro vaste orbite ellittiche eccentriche e concentriche dal perielio all'afelio: l'origine siderale dei meteoriti: le inondazioni libiche su Marte intorno all'epoca della nascita del minore dei due   astroscopi: il ricorso annuale di piogge meteoriche verso il giorno di S. Lorenzo
(martire, agosto): il ricorso mensile noto come la luna nuova con la luna vecchia tra le braccia: il supposto influsso dei corpi celesti su quelli umani: l'apparizione di una stella ( l grandezza) di estremo splendore visibile di giorno e di notte (un nuovo sole luminoso generato dalla collisione e dall'amalgama in incandescenza di due non luminosi ex soli) attorno all'epoca
della nascita di William Shakespeare nel delta della costellazione reclina di Cassiopea che mai non tramonta e di una stella ( 1 grandezza) di origine analoga ma di minor splendore che era apparsa nella e scomparsa dalla costellazione della Corona Septentrionalis circa al tempo della nascita di Leopold Bloom e di altre stelle di (presumibilmente) analoga origine che erano effettivamente o presumibilmente) apparse nella e scomparse dalla costellazione di Andromeda attorno al tempo della nascita di Stephen Dedalus, e nella e dalla costellazione dell'Auriga alcuni anni dopo la nascita e la morte di Rudolph Bloom, junior, e dentro e fuori d'altre costellazioni alcuni anni prima o dopo la nascita o la morte di altre persone: i fenomeni concomitanti di eclissi. solari e lunari, dallinterposizione alla riapparizione, la diminuzione del vento, lo spostamento dell'ombra, la taciturnità dei pennuti, l'apparire di animali crepuscolari o notturni, la persistenza della luce infernale l'oscurità delle acque terrestri, il pallore degli esseri umani.

La sua (di Bloom) conclusione logica, soppesata la questione e salvo eventuali
errori?

 
Che non era un albero celeste, né un celeste speco né un animale celeste, né un uomo celeste. Che era un Utopia, non essendoci alcun metodo noto dal noto all'ignoto: un infinito, che poteva esser reso ugualmente finito dalla probabile suppositiva apposizione di uno o più corpi ugualmente della stessa e di differenti grandezze: una mobilità di forme illusorie immobilizzate nello spazio, rimobilizzate nell'aria: un passato che probabilmente aveva cessato di esistere come presente prima che i suoi spettatori futuri fossero entrati nella loro attuale presente esistenza.

Egli era più convinto del valore estetico dello spettacolo?

Indubitabilmente in conseguenza dei reiterati esempi di poeti che nel delirio di una frenesia di attaccamento o nell'umiliazione di essere respinti invocano le ardenti compassionevoli costellazioni o la frigidità del satellite del loro pianeta.

Accettava dunque egli come articolo di fede la teoria degli influssi
astrologici sui disastri sublunari?


Gli sembrava passibile sia di prova sia di confutazione e la nomenclatura usata nelle carte selenografiche parimenti attribuibile sia a intuizione verificabile sia a falsa analogia: il lago dei sogni, il mare delle piogge, il golfo delle rugiade, l'oceano della fecondità.

Quali particolari affinità gli sembrava esistessero fra la luna e la donna?

La sua antichità nel precedere e sopravvivere a successive generazioni telluriche: la sua dominazione notturna: la sua dipendenza di satellite: il suo riflesso luminare: la costanza in tutte le sue fasi, il sorgere, il tramontare al momento stabilito, luna crescente e calante; l'invariabilità forzata del suo aspetto: la sua risposta indeterminata all'interrogazione non affermativa: il suo influsso sul flusso e riflusso delle acque: il suo potere di far invaghire, di mortificare, di rivestire di bellezza, di rendere folli, di incitare e coadiuvare alla delinquenza: la tranquilla imperscrutabilità del suo volto: la terribilità della sua isolata dominante implacabile risplendente vicinanza: i suoi auspici di tempesta e di bonaccia: lo stimolo della sua luce, del suo movimento e della sua presenza: l'ammonimento dei suoi crateri, i suoi mari aridi, il suo silenzio: il suo splendore, quando visibile: la sua attrazione quando invisibile.
 

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